22 Settembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 27 Giugno 2019 10:23

Roger Waters: ecco il racconto della "battaglia di Anzio" nelle parole di Maurizio Patrignani.

Roger Waters: ecco il racconto della "battaglia di Anzio" nelle parole di Maurizio Patrignani.
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L'autore Stefano Leto


Pubblichiamo l'intervista esclusiva a Maurizio Patrignani, Presidente di The Factory 1944, l'associazione che si occuperà della manutenzione della targa commemorativa del padre di Roger Waters e di tutti gli altri militari ingelsi caduti in quella che è stata definita "la battaglia di Anzio". (leggi l'articolo)

Recentemente gli organi di stampa hanno riportato al notizia che gestirete il monumento alla memoria di Eric Fletcher Waters, fuciliere britannico e padre di Roger Waters, morto durante la seconda guerra mondiale. Come è nata questa iniziativa? (leggi l'articolo)

"La richiesta nata per la manutenzione e la cura del monumento eretto nel 2014,  in memoria di Erick Fletcher Waters, ad Aprilia in via dei Pontoni, in occasione della visita di Roger Waters, è nata in quanto l’evento ha avuto risonanza mondiale ed è oggetto di continue visite da ogni parte del mondo. La “ The factory 1944” ha accompagnato e continua ad accompagnare visitatori provenienti dalla Gran Bretagna, dagli Usa, e da tutta Italia. Abbiamo accompagnato visitatori provenienti dal Giappone e dal Brasile, questi ultimi erano appartenenti al fan club brasiliano dei Pink Floyd. In occasione delle nostre visite, abbiamo potuto verificare che spesso il sito non è in condizioni ottimali, non curato e bisognoso di manutenzione costante. Per questi motivi la nostra Associazione si è resa disponibile da subito ad effettuare a titolo completamente gratuito ed in forma di volontariato, con proprio lavoro manuale e con propri mezzi, la cura e  la manutenzione ordinaria del monumento. La richiesta indirizzata al Comune di Aprilia, è stata finalmente accettata, con Determina Dirigenziale, da circa una settimana, per cui in questi giorni, dopo alcuni sopralluoghi, abbiamo iniziato le operazioni di pulizia e manutenzione. La nostra Associazione non è nuova a questo tipo di iniziative, in quanto abbiamo seguito anche la manutenzione e cura del monumento eretto a ricordo della 3^ Divisione di fanteria Americana “ Marne “ a Nettuno, nei pressi dei luoghi dello sbarco del 1944. Anche in questo caso l’iniziativa è stata possibile con la collaborazione con l’Università Agraria di Nettuno."

 

Quando è nata la vostra associazione e quali sono i suoi scopi principali?

"La nostra Associazione è nata nel 2011, per la volontà di un gruppo di amici appassionati degli eventi bellici del Secondo Conflitto Mondiale e si è subito posta  l’obiettivo di approfondire e  divulgare la storia della città di Aprilia nel periodo bellico dal 22/01/1944, giorno dello sbarco di Anzio - Nettuno, sino  alla liberazione della città di Roma avvenuta il 04/06/1944, il tutto attraverso convegni, mostre, dibattiti, incontri con le scuole, i protagonisti e coloro che hanno vissuto il dramma della guerra, oltre a tutto quello che può essere utile allo scopo. È stata da subito promotrice unitamente ad altre Associazioni tra le quali quelle combattentistiche e d’Arma, dell’Istituzionalizzazione della data (28 maggio 1944) quale Liberazione della Città, che ha avuto la sua approvazione con il Consiglio Comunale del 31/01/2013 “28 maggio 1944 la Battaglia di Aprilia in ricordo dei Caduti”. Alla base di tutte le iniziative c'è la speranza  di riuscire a valorizzare il territorio mettendo in evidenza, con dei percorsi storici, i luoghi considerati simbolo della battaglia per la liberazione di Roma. Il percorso intrapreso dall’Associazione si pone l’obiettivo di realizzare un museo permanente mettendo a disposizione  di tutti i cittadini, in particolare i più giovani, le conoscenze,  le collezioni, i cimeli risalenti alla Seconda Guerra Mondiale raccolti  in anni di studio e ricerche. Ogni anno nel periodo del 28 maggio, organizziamo un raduno di mezzi d’epoca, con figuranti nelle divise storiche, oltre alla fedele ricostruzione di un accampamento militare, nelle zone dove sono avvenute le battaglie per la liberazione di Roma. Da 7 anni, la The Factory 1944, in accordo con le varie amministrazioni pubbliche, segue un percorso di insegnamento presso le scuole medie (classi terze) di Aprilia e non solo: Nettuno, Ardea, Lanuvio. Tale percorso riguarda delle conferenze,  raccontando la storia della nostra Città e gli eventi che l’hanno travolta durante la Seconda Guerra Mondiale, con la sua completa distruzione, il tutto con l proiezione di immagini,, documentari d’epoca, testimonianze di reduci, e di cittadini che hanno vissuto in prima persona il dramma della guerra. Oltre a questo, partecipiamo ad una serie di eventi e manifestazioni, un po’ dappertutto  e quest’anno una nostra delegazione era presente in Normandia, in occasione del 75* Anniversario del D Day. Da tre anni collaboriamo direttamente con la Tenuta “ Calissoni – Bulgari “ di Aprilia, dove abbiamo allestito una esposizione museale permanente, oltre a dei percorsi storici direttamente nei luoghi delle battaglie, tra cui i famosi “ uadi “, Il tutto è visitabile gratuitamente  su prenotazione. Abbiamo collaborazioni dirette con il Cimitero Monumentale Americano di Nettuno e quello Tedesco di Pomezia. Infine, raccontare in poche righe 8 anni di intensa attività, diventa impossibile, per completezza d’informazione su ciò che la The Factory 1944 fà basta andare su facebook : the factory 1944 “  e far scorrere le migliaia di foto su tutti gli eventi e notizie. Una curiosità, perché il nome The Factory? Tale fù il nome affibbiato alla nostra città, peraltro appena costruita (fondata nel 1936 ed inaugurata nel 1937) dagli Alleati, in quanto, dopo essere sbarcati ad Anzio / Nettuno, il 22 gennaio 1944) avanzarono lungo la via Nettunense ( allora si chiamava via Anziate ) in direzione di Aprilia, e giunti sul cavalcavia di  Campo di Carne (divenne poi il tristemente famoso “ the fly over od overpass – teatro di una cruenta battaglia a febbraio 1944), guardando vero la nostra città, la scambiarono per una fabbrica, (appunto la the factory ) a causa della struttura architettonica, dove svettavano in alto il campanile, la torre civica e l’acquedotto, scambiati per delle ciminiere. Aggiungo poi che al momento dello sbarco glia Alleati utilizzarono delle carte geografiche risalenti al 1936, in cui non appariva la città in quanto come ripeto fu inaugurata il 25 aprile 1936. Dal 1944, il nome the factory compare su ogni libro di storia riguardante gli eventi dello sbarco di Anzio – Nettuno fino alla liberazione di Roma e più in dettaglio su ogni libro americano, canadese, inglese, ecc. riguardante la “ Campagna d’Italia 1943 -1945." 

 

Nel 2014, il 18 di febbraio, si è svolta ad Anzio una cerimonia di inaugurazione di una targa in memoria del fuciliere britannico Eric Fletcher Waters, padre del bassista dei Pink Floyd Roger Waters. Cosa ricordate di quel momento e avete avuto la possibilità di incontrare Roger Waters?

"Nel 2014, precisamente il 17 e 18 febbraio, Roger Waters, è venuto ad Aprilia, per l’inaugurazione di due monumenti: il 17 febbraio, con una cerimonia strettamente privata, è stato inaugurato il monumento situato ad Aprilia, in via dei Pontoni. Il giorno successivo, con una grande cerimonia ufficiale, ha inaugurato il monumento che si trova all’interno del plesso scolastico del Liceo Scientifico A. Meucci ed Istituto Tecnico F.lli Rosselli, sito in via  Carroceto ad Aprilia. Nel pomeriggio dello stesso giorno, poi Roger Waters si è recato ad Anzio, dove gli è stata conferita la cittadinanza onoraria. La The Factory 1944 ed in particolare il sottoscritto, ha seguito direttamente l’evento. Per tale evento è stato aperto un sito internet  ( watersapriia.it ), dove la nostra associazione ha partecipato con la descrizione storica dettagliata della vita di Eric Fletcher Waters e gli eventi bellici  che hanno interessato il suo reparto e la nostra città. Per l’occasione è stato emesso un folder filatelico con annullo speciale ed anche in questo caso il testo è stato curato dalla nostra associazione. Poi per il  lavoro che svolgo io ( ufficiale della Polizia Locale di Aprilia ), sono stato incaricato della programmazione e pianificazione di tutto l’evento, per cui ho incontrato personalmente Roger Waters."

"Nel pomeriggio del 17 febbraio 2014, ho accompagnato personalmente Waters ed il suo seguito di manager e reporter in via dei Pontoni per l’inaugurazione del monumento dedicato a suo padre. Nella cerimonia strettamente privata, erano presenti poche persone, tra cui i Sindaci di Aprilia ed Anzio, dei rappresentanti militari inglesi appartenenti al Battaglione Royal Fusiliers,oltre al reduce inglese Henri Schindler, che ha partecipato alle ricerche del luogo in cui ha perso la vita Eric Fletcher Waters. Il monumento è composto da una “ ciambella di marmo “ dove nel centro Roger Waters ha piantato un olivo. Sui bordi del marmo sono incise le parole del testo della canzone “ the Fletcher memorial home “, dedicata suo padre. Il monumento è stato posizionato in via dei Pontoni, su di un’altura da cui è visibile a circa 300 mt, il fosso del Buon Riposo, ed a bordo del fosso, è stato posizionato uno specchio, che il giorno 17 di febbraio , alle ore 15,00  ( l’ora ed il giorno in cui era presente Roger Waters ), riflette il sole , producendo un lampo di luce visibile dal monumento. Nell’occasione ho accompagnato personalmente Waters a bordo del fosso, Era presente anche un soldato trombettiere dei Bersaglieri, a cui Waters ha chiesto la tromba per intonare le note iniziali di “Comfortably Numb“. Al momento gli ho donato un elmetto inglese che abbiamo ritrovato nei pressi di quel sito, qualche anno prima. Perché il fosso del Buon Riposo? Perché approssimativamente in quel punto, lungo il fosso del Buon Riposo, perse la vita il 18 febbraio 1944, Eric Fletcher Waters. Al termine della cerimonia, nell’aula consiliare del Comune di Aprilia, si è tenuto un breve ricevimento, durante il quale sono stati consegnati a Roger Waters alcuni oggetti e libri tra cui le riproduzione in bronzo della statua del San Michele, protettore della nostra città e simbolo di ciò che è stata la guerra nel nostro territorio. Il giorno successivo, 18 febbraio 2014, alla presenza di tutte le cariche civili e militari, Roger Waters ha inaugurato il monumento (un obelisco di marmo,  alto circa tre metri) dedicato a tutti i caduti senza sepoltura, deceduti durante le battaglie per Aprilia e la liberazione di Roma. Anche sull’obelisco sono incise alcune frasi del testo di Memorial Fletcher Home. Naturalmente erano presenti numerosissimi fan."

 

Che cosa rappresenta per voi il prestigioso incarico ricevuto dal Comune di Aprila relativo alla gestione della targa commemorativa (leggi l'articolo) e che tipo di impegno, nel dettaglio, è richiesto?

"Sicuramente, ci tenevamo molto, in quanto come già citato abbiamo seguito tutta la vicenda e l’affidamento del monumento, rappresenta un traguardo importante e ci fa onore. Nel dettaglio, il nostro intervento riguarda principalmente il taglio dell’erba, la pulizia del monumento, la manutenzione periodica della pianta di olivo, il costante controllo di tutta la struttura. Il  tutto come già detto lo facciamo a nostre spese e con i nostri mezzi, ma questo ci rende orgogliosi ed in parte è uno degli scopi che segue la nostra associazione: la memoria storica."

 

Relativamente alla battaglia in cui ha perduto la vita (anche) il padre di Roger Waters, che ricostruzione storica fate di quella battglia?

"In merito alla battaglia in cui perse la vita Eric Fletcher Waters, allego di seguito il testo utilizzato nelle varie pubblicazioni prodotte per l’evento: 

ERIC FLETCHER WATERS. Il sottotenente Eric Fletcher Waters arriva in Italia il 26 gennaio 1944, assieme ad altre unità di rinforzo dell’8° Battaglione Fucilieri Reali “ London Regiment” con la 167^ Brigata di Fanteria Inglese ( 56^ Divisione ). Lo stesso è inquadrato nella compagnia Z dell’8° Battaglione ( composto dalle compagnie W –X-Y-Z ) ed il 13 febbraio 1944, Eric Fletcher Waters sbarca ad Anzio, proveniente da Napoli. Con l’8° Btg., sbarcano anche  il 9° Battaglione Fucilieri Reali ed il 7° Oxfordshire and Buchinghamshire Light Infantry, provenienti direttamente dal fronte del Garigliano.

I tre battaglioni ( circa 2100 soldati ) vengono immediatamente mandati in prima linea,  nel settore ad ovest della via Anziate ( attuale via  Nettunense ) , a coprire un fronte di circa 3 chilometri, nell’area  del fosso della Moletta, dove sostituiscono, tra il 15 ed il 16 febbraio,  i resti della 1^ Divisione inglese, che viene mandata in riserva alle loro spalle. Il 9° Battaglione, è situato sulla destra, l’8° Battaglione al centro ed il 7° Battaglione Oxfordshire and Buchinghamshire, sulla sinistra, a contatto con il 157° Battaglione della 45^ Divisione Americana, schierato nella zona delle cave: le grotte di Carrocetello, nella zona dei Pontoni. L’area dove sono schierati i battaglioni dei Fucilieri Reali, è la zona dei fossi o uadi, ( termine arabo che indica il letto di un torrente, o canalone dove scorre un corso d’acqua non perenne, ) così vengono chiamati dagli inglesi, che incontrano gli uadi nei dintorni di Tripoli e Tobruk, nel deserto, durante la guerra in Africa.  Qui però  ci troviamo in una situazione completamente diversa: un labirinto di fossati, pieni di rovi e vegetazione, con canaloni profondi anche 8 metri, che non sono altro che i numerosi  affluenti delfosso della Moletta: il fosso del Buon Riposo, il Fosso di Re Michele, il fosso di Carroceto, il fosso di Caronte. Questi fossati costituiscono un ostacolo naturale da perderci la testa, sono un inferno attaccarli, ma anche difenderli. In questa area, di circa 5 km. quadrati, si combattono le battaglie tra le più sanguinose dell’intera Campagna d’Italia, con migliaia di vittime in ambedue gli schieramenti. Pochi giorni dopo l’entrata in linea dei battaglioni dei Fucilieri Reali, il 16 febbraio, parte l’operazione “FISHFANG” : la grande controffensiva tedesca, voluta direttamente da Hitler, per ricacciare in mare le truppe alleate sbarcate ad Anzio e Nettuno, il 22 gennaio 44.

Tra il 9 e l’11 febbraio, i tedeschi riconquistano Aprilia e Carroceto. A quel punto la via Anziate, resta il perno della testa di sbarco: una volta perso Carroceto, gli Alleati avrebbero dovuto ripiegare di 4 km. fino al cavalcavia di Campo di Carne, che ha argini elevati su entrambi i lati e costituisce una posizione difensiva ideale: l’ultima prima di Anzio.

Alle ore 6,30 del 16 febbraio 1944, dopo un imponente fuoco di artiglieria, parte il contrattacco tedesco. Sulla via Anziate avanzano oltre 70 carri armati, tra i quali i Panther ed i Tigre.

 Ma L’artiglieria alleata e l’aviazione concentrano il fuoco sull’intero settore. I carri armati sono inchiodati sulla strada, in quanto tutto intorno il terreno è impraticabile a causa delle piogge. Sotto il fuoco dell’artiglieria  alleata, ad est  della via Anziate, si sbanda anche il reggimento tedesco Lehr, che subisce perdite spaventose e si ritira nonostante gli ordini di Hitler, allentando così l pressione contro gli americani. Nel settore della Moletta, i battaglioni dei Fucilieri Reali,  hanno di fronte la 65^ Divisione di fanteria tedesca nonché i reparti d’elitè della 4^ Divisione Paracadutisti, tra le quali file sono inquadrati anche i paracadutisti italiani della “ Nembo “, che dopo l’8 settembre, hanno scelto di proseguire la guerra al fianco dei tedeschi.

Se i tedeschi riescono a raggiungere la strada Provinciale 82 ( l’attuale via della Gogna ), attraverso gli Uadi, tagliano fuori il cavalcavia di Campo di Carne, aggirando e circondando le truppe a sua difesa. Nonostante le perdite subite, le truppe tedesche avanzano sulla via Anziate di 4 chilometri, arrivando nei pressi del cavalcavia. Attraverso i fossi, le truppe tedesche del 3° Battaglione 12 Sturm Regiment, si incuneano tra il 9° battaglione e l’8° Battaglione dei Fucilieri Reali, avanzando di circa 2 km e  riuscendo quasi ad arrivare sulla strada provinciale. Il brutto tempo rende impossibile l’utilizzo dell’aviazione,  da parte degli alleati .

La battaglia nei fossati continua il 17 ed il 18 febbraio, le quattro compagnie dell’8° battaglione vengono decimate: la compagnia X  viene sopraffatta, solo un ufficiale e 20 uomini rimangono in linea; della compagnia Y, rimangono solo un ufficiale e dieci uomini. La compagnia Z, rimane in linea, e nonostante le  gravi perdite, riesce a contenere gli attacchi (viene catturato anche il Cap. Harry Witheridge).  Vengono impiegati i reparti di riserva della 1^ divisione Inglese, in soccorso dei Fucilieri Reali dell’8° battaglione, riuscendo a respingere tutti gli attacchi tedeschi ed a mantenere le posizioni. Per tutta la notte i tedeschi tenteranno di sfondare e verranno gettate in combattimento anche la 26^ e 29^ Panzer Division, Proprio durante gli ultimi disperati attacchi germanici , il giorno 18 febbraio 1944, secondo il diario di guerra tenuto dal Comandante dell’8° Btg. Ten. Colonnello J. Oliver Bellasis,  alle ore 11,30 viene ucciso il sottotenente Eric Fletcher Waters. Il suo corpo risulta tra i dispersi. Secondo i diari di guerra tedeschi ed i racconti dei corrispondenti di guerra alleati, in quei giorni, le migliaia di corpi dei caduti,  verranno sepolti indistintamente  utilizzando dei bulldozer.

Il 157° Reggimento della 45^ divisione americana, viene accerchiato nelle grotte di Carrocetello e liberato il giorno 19 febbraio dai “Queen’s” inglesi: sono sopravvissuti duecento uomini degli ottocento in origine.

La controffensiva tedesca prosegue  il giorno 19 febbraio, ed all’alba gli assalitori sfondano. Nelle due ore successive tutto sembra ormai perduto per gli alleati: vengono inviati in prima linea i feriti leggeri, gli addetti all’amministrazione, autisti, i componenti della banda militare, i cucinieri. Tutti i tiri dell’artiglieria tedesca si concentrano davanti a Campo di Carne.

 Anche gli attaccanti sono però costretti a retrocedere di fronte ad un contrattacco americano con mezzi blindati leggeri, che riescono a conquistare terreno per 1.500 mt. I tedeschi, stremati, si arrendono  in numero sempre maggiore. Gli attacchi proseguono anche  il giorno successivo. Di seguito, dopo migliaia di perdite, i contendenti attuano una tregua per raccogliere i caduti ed i feriti. Cade una pioggia battente e la temperatura è glaciale.

Il 28 febbraio riprendono gli attacchi tedeschi nel settore di Cisterna, ma vengono fermati dagli Americani. Il 1 marzo, vengono sospesi tutti gli attacchi. Inizia un periodo di stasi. Nella zona degli uadi, è un susseguirsi di sanguinosi scontri di pattuglie, con una guerra di trincea che viene paragonata a quella di Caporetto: fango, sangue, paura, morti, feriti, paesaggi sconvolti dalle bombe, gli spari isolati dei cecchini e poi il crollo definitivo del fisico, del morale e dei nervi. Il 9 marzo l’8 Btg. “ Royal Fusiliers “ viene ritirato dal fronte: dopo 18 giorni di combattimenti, ha perso 443 uomini.

A maggio il tempo decisamente migliora. riprende l’offensiva alleata sul fronte di Cassino e nella valle del Liri: reparti francesi  sfondano la “ Linea Gustav “, attraverso i Monti Aurunci.  Le truppe polacche conquistano Montecassino il 18 maggio. Il 23 maggio 1944, parte la grande offensiva alleata sul fronte di Anzio: gli americani avanzano verso Cisterna che viene liberata il 25 maggio. Gli inglesi attaccano in direzione di Aprilia.  Domenica 28 maggio 1944, nelle prime ore del mattino i reparti scozzesi dei Gordon Highlanders entrano ad Aprilia, che nella notte era stata abbandonata dai tedeschi che si erano ritirati verso Campoleone, per non venire accerchiati. Della città nata solo sette anni prima, rimangono solo cumuli di macerie ed i resti bruciati di carri ei veicoli alleati e tedeschi.

Anche la restante parte del fronte torna in mano britannica: vengono riconquistate le alture di Buonriposo ed il nucleo di Carroceto. La linea del fronte si sposta verso Campoleone, Lanuvio e nel settore di Velletri. Dopo aspre battaglie finalmente gli americani entrano a Roma il 4 giugno 1944.

Si concludono così le operazioni successive allo sbarco del 22 gennaio 1944: per quattro mesi l’intero territorio di Aprilia è stato il teatro delle battaglie tra le più aspre e sanguinose dell’intera Campagna d’Italia, con migliaia di morti: le perdite americane ammontano a circa 30.000 tra morti e dispersi. Le perdite inglesi sono di 12.000 tra morti e dispersi. Le perdite tedesche ammontano a circa 25.000 tra morti e dispersi. Nel solo settore degli fossi o guadi, risultano 1.400 dispersi inglesi. (A cura di Maurizio Patrignani – Ass. Culturale “ The Factory 1944 “ di Aprilia)

Specifico infine che tutte le operazioni e le battaglie che si sono succedute dal 22 gennaio 1944 al 4 giugno 1944 ( la liberazione di Roma ) vengono tutte citate come “ Anzio “, ma nei terribili quattro mesi di battaglie, dal 25 gennaio in poi, l’intero territorio di Aprilia, Cisterna e di seguito Lanuvio ed i Castelli Romani, sono stati un immenso campo di battaglia. Sul territorio di Aprilia, la linea del fronte si è fermata per 4 mesi."

 

Roger Waters ha sofferto molto la mancanza di suo padre e nei suoi testi spesso nomina la guerra e le terribili conseguenze che essa comporta. Siete consapevoli dell’importanza del vostro ruolo, come associazione storica, nel mantenere viva (specie nei giovani) questa importante memoria storica?

"Roger Waters, nei suoi testi e nel film “The Wall“, cita Anzio, in quanto ad Anzio (più precisamente Anzio/ Nettuno o Nettunia, come erano stati unificati i due comuni, in seguito a Regio Decreto del 1940 ), era avvenuto lo sbarco e, quando l’esercito inglese comunicava purtroppo ai familiari l’avvenuta perdita di un soldato, citava “ Anzio – Campagna d’Italia”. Per terminare, siamo molto consapevoli del nostro ruolo, di “ cronisti storici “, come ormai tutti ci identificano, e riusciamo nel nostro scopo: quello di mantenere viva la memoria storica, per far conoscere alle nuove generazioni quello che è stata la guerra e quello che la guerra ha prodotto. E’ importantissimo inoltre ricordare le migliaia di soldati, ragazzi di 18 anni ( età media ) che sotto diverse bandiere  hanno combattuto e sono morti nel nostro territorio : inglesi, americani, tedeschi, italiani, canadesi, non dimenticando l’enorme sacrifico che ha pagato il nostro territorio anche per la popolazione, che suo malgrado si è trovata nel mezzo di questa assurda guerra."

 

 

   Stefano Leto 

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