7 Aprile 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 13 Novembre 2017 15:38

Musica ad alto volume e danni all’udito: ecco i risultati di un nuovo rivoluzionario studio

Musica ad alto volume e danni all’udito: ecco i risultati di un nuovo rivoluzionario studio
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L'autore Redazione


If it’s too loud, you’re too old” recita l’adagio, ma è anche vero che la musica ad alto volume connessa ai danni all’udito è sempre stato un argomento piuttosto discusso. (leggi il nostro articolo)

Non sono poche le persone che hanno riportato danni all’udito, come ad esempio il virtuoso chitarrista Paul Gilbert, ma un nuovo studio sembra aver portato qualche novità.

Il giornale Frontiers in Neuroscience ha infatti riportato uno studio condotto dalla dottoressa Colleen Le Prell del Callier Center for Communications Disorders (Università del Texas) secondo la quale può verificarsi una perdita temporanea dell’udito dopo l’aver assistito ad un concerto a tutto volume, ma “non ci sono prove di un danneggiamento del nervo acustico o dell’udito permanenti”.

Il team di ricerca ha usato un’app per registrare i decibel di alcuni eventi come concerti e simili per poi intrecciare i dati ottenuti con il tempo di permanenza degli individui. Così facendo non sono stati riscontrati danni neurali.

Ad un giornale locale la dottoressa Le Prell ha dichiarato “per quanto riguarda le tipiche persone giovani che vanno a degli eventi ricreativi comuni la ricerca dimostra che non sono loro quelli del gruppo primario a rischio di danneggiamento”.

I ricercatori del team hanno condotto delle indagini, prima e dopo, su dei gruppi di partecipanti ad eventi come festival, music club e simili notando, sull’udito del campione, “un effetto generalmente piccolo che è poi scomparso una settimana dopo”.

Lo studio ha dunque concluso che “nonostante i numerosi appelli allarmistici nei media e nella letteratura scientifica non abbiamo trovato alcuna prova che la tipica esposizione ricreativa al rumore sia associata con una perdita permanente del nervo uditivo o comunque una minore capacità di comprensione se vi sono dei rumori in sottofondo”. Che sia finalmente lo studio definitivo?

 

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