5 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 03 Giugno 2019 13:59

Pedrotti Dino: molto più di un pediatra

Pedrotti Dino: molto più di un pediatra
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L'autore Stefano Leto


Dino Pedrotti, classe 1932, ha dedicato la sua vita all’organizzazione delle cure neonatali, in particolare nella provincia di Trento.

Dopo cinquant’anni di attività, continua ancora a curare bambini e a tenere incontri formativi con genitori, anche con periodici interventi sulla stampa locale. Ha fondato l’associazione Amici della Neonatologia Trentina (1985) e un Gruppo Trentino di Volontariato (1998), impegnati nel Trentino e in diversi stati del Sud-Est asiatico. Negli ultimi trent’anni sono state diffuse 80.000 copie del suo libro Bambini sani e felici .

Per sua stessa definizione si sente padre e nonno, pediatra e neonatologo. Dubita di quasi tutto e sono pochissime le cose in cui crede fermamente. Una di queste è che il bambino debba essere considerato l'unità di misura dell'uomo e ringrazia tuttora i suoi genitori di avergli donato un'infanzia modesta e serena, in cui i figli sono cresciuti sani e felici.

Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo rivolto alcune domande alle quali ha rispossto con grande entusiasmo.

 

Autentica pietra miliare della Neonatologia trentina, quando ha deciso di fare il medico pediatra?

"A fine Liceo ho scelto la facoltà di Scienze Naturali, perché mi sarebbe piaciuto insegnarle e coltivarle. Come assistente in Biologia all’Università di Pavia, mi sono iscritto a Medicina (con qualche vantaggio: un anno in meno). E poi… mi sono innamorato di bambini e neonati, e mi sono specializzato in Pediatria."

 

Ricorda quale è stato il suo primo incarico?

"Ho subito avuto un posto all’Ospedale Infantile di Trento (1962) e ho lavorato col prof. Bertola e col prof. Nicolaj come assistente pediatra e come aiuto."

 

Per molti trentini l’Ospedalino è stato un importante punto di riferimento, fin dalla sua fondazione avvenuta nel 1920 e fino al 1991. Come ricorda quel periodo?

"Negli anni '60 il Bambino era “oggetto di cura” per la Pediatria. I genitori erano ammessi all’Ospedalino due giorni alla settimana per due ore. La Pediatria teneva poco conto del “lato umano”, si prescrivevano molte medicine, si toglievano appendici e tonsille (a più della metà dei bambini negli Stati Uniti, si diceva…)."

 

Cosa può dirci del libro/mostra che sta preparando per ricordare l’Ospedalino?

"Sono la persona che ha lottato per eliminare (nel 1991) un Ospedale in cui curavo neonati gravi che nascevano a tre chilometri di distanza… Mi sono accorto quest’anno che l’Ospedalino era nato nel 1919. E lì negli anni ’70-’80 abbiamo trasformato il Bambino da “oggetto di cure” a “soggetto di diritti”. A fine anno gli Amici della Neonatologia Trentina (ANT, nata 30 anni fa) col Museo Storico di Trento faranno una Mostra sulla struttura sì, ma soprattutto su come è cambiato il Bambino trentino nell’ultimo secolo (una rivoluzione copernicana, una Pediatria più “umana e responsabile”). Più Informazioni su www.neonatologiatrentina.it (anche su facebook…)."

 

Come vede la Pediatria ai giorni nostri lei è che è stato un vero pioniere in materia? Non ritiene che i genitori di oggi siano troppo apprensivi e, a volte, troppo (e spesso male) informati anche grazie all’utilizzo di internet per cercare informazioni che, spesso, non sono attendibili?

"Oggi c’è molta confusione, dopo il ’68. Ma si stava peggio prima quando l’autoritarismo, il maschilismo, il paternalismo dei padreterni era legalizzato da migliaia di anni. I Grandi continuano ad esserci, ma sono contestati dal “Popolo”. Il “Popolo” è però diviso in tre parti, quelli più violenti, quelli individualisti o confusi (tanti) e quelli più responsabili nei confronti del futuro, delle future generazioni (pochi). Internet è uno strumento eccezionale, usato bene solo dai responsabili. Quando è in mano a confusi o a violenti è come una Ferrari messa in mano a un bambino o a un ubriaco… La presunzione di sapere tutto esalta troppo…"

 

Da anni è impegnato in ambiziosi progetti sanitari all’estero, in particolare nel sudest asiatico. Cosa può dirci al riguardo?

"Quando 22 anni fa sono andato in pensione mi ha telefonato un collega da Hanoi: il Vietnam dopo una spaventosa guerra era in crisi, anche per l’assistenza neonatale. Ricordo che con i miei colleghi neonatologi in mezz’ora abbiamo deciso di rispondere sì. Da allora con l’Associazione ANT abbiamo realizzato più di 30 progetti in 20 anni in tutto il Sudest asiatico (ora in Nepal e Myanmar). Lo scorso anno abbiamo organizzato un convegno a Trento e sette primari di sette stati diversi hanno portato i loro dati, più positivi del previsto…."

 

Cosa pensa della musica (o della musicoterapia) nella Pediatria e della musica e il cervello del bambino, temi da lei trattati anche in qualche convegno (“Lo sviluppo del bambino e l’educazione musicale “– Arco  2015)

Nati per la Musica» è una iniziativa della Pediatria italiana (parallela a “Nati per leggere”): è documentatissimo che la musica in gravidanza o nei primi anni stimola armonia nel comportamento del bambino. “Deve” far parte dell’ambiente in cui si sviluppa il cervello del bambino. Le emozioni positive sono alla base dei sentimenti positivi, delle scelte che si fanno nei primi anni di vita verso il Vero, il Bello, Il Buono

 

Che progetti ha per il futuro

"Non scherziamo… Ho 87 anni. Sono soddisfatto perché in questi ultimi mesi ANT ha ricevuto in eredità da una santa donna un appartamento per le mamme dei neonati ricoverati, proprio di fronte all’Ospedale Santa Chiara a Trento… Sto lavorando per redigere il periodico Neonatologia Trentina in cui spiego tante novità sul mondo del Neonato trentino. Ho appena finito di correggere la seconda edizione del libro “ABC della Vita” (Reverdito editore) in cui cerco di semplificare il mondo dal punto di vista del Bambino: che tipo di famiglia, di politici, di pediatri vorrebbe un Bambino? Domanda semplice, vero?  Lui è l’unico serio punto di riferimento per il futuro, lui che è il protagonista del futuro. Greta insegna… Penso che siamo appena all’inizio di questa rivoluzione: è appena da 30 anni che il mondo ha decretato i Diritti Universali del Bambino (1989). I Bambini tolgono diritti ai Grandi e li impegnano a comportarsi con responsabilità… Penso che i miei nipoti (sono anche bisnonno) vedranno un mondo “un po’ migliore” di oggi. Sono ottimista…"

 

  Stefano Leto 

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