15 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 19 Giugno 2019 10:42

Musica, schiamazzi e affini: non facciamo confusione

Musica, schiamazzi e affini: non facciamo confusione
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L'autore Chiara Mazzalai


Riflessioni su un problema che non dovrebbe essere un problema, rispetto ai problemi "reali" della nostra città.
Leggo in questi giorni che un locale del centro si è visto multare per aver sforato di dieci minuti l'orario consentito per l'intrattenimento musicale. Il permesso è per tutti, nei centri abitati, fino alle 23.00.
 
Capita che a fine esecuzione, al gruppo che si è esibito, venga chiesto il bis. Motivo di orgoglio per chi, con grande passione, dedizione e sacrificio, trasmette emozioni in musica al pubbico. Trasportati dall'entusiasmo il gruppo decide di accontentare la richiesta, ed ecco che "impietosa" arriva la pattuglia e stila il verbale.
 
Francamente trovo veramente assurdo il fatto che per una manciata di minuti di ritardo, si penalizzi in questo modo chi lavora nel settore. Abbiamo una città in preda alla delinquenza ormai da anni, ma per il sindaco questa è solo "percezione". Sta di fatto che ormai è cronaca giornaliera, vandalismi, risse, cocci di bottiglie sparsi ovunque, schiamazzi notturni, furti e aggressioni.
 
Ma la soluzione pare sia quella di penalizzare le attività che, tra mille cavilli burocratici, cercano di offrire del "sano" divertimento, un paio d'ore di spensieratezza, assaporando una fresca bevanda, coccolati dalle note musicali proposte da un gruppo live o da un Dj set.
 
Molti propongono, ignorando che molto spesso i musicisti (o Dj) sono "anche" lavoratori, di anticipare l'orario delle loro esibizioni. Ora vorrei spiegare appunto a chi "ignora", che è praticamente impossibile questa proposta, per il semplice fatto che per eseguire un concerto, non è come presentarsi in ufficio in tempo per timbrare il cartellino.
 
Il gruppo deve trovarsi sul posto almeno due ore prima, montare gli strumenti, eseguire il soundcheck (messa a punto finale degli strumenti e delle apparecchiature prima di un'esibizione), in modo che per l'orario di inizio sia tutto perfetto. Ma vediamo cosa dice il regolamento del Comune di Trento:
 
Intrattenimenti musicali svolti all'esterno. (link)
 
All'esterno degli esercizi pubblici in possesso di concessione di suolo pubblico per plateatici o di giardini/spazi esterni privati, possono essere svolti intrattenimenti musicali (max 4 appuntamenti mensili) con strumentazione acustica senza alcun tipo di amplificazione o diffusione sonora. Come disposto dall’art. 47 comma 1 bis del Regolamento di Polizia Urbana, le fasce orarie entro le quali possono essere svolte normalmente tali attività sono: 9-12 / 15-23. All'atto della richiesta andranno indicate le date di svolgimento o il giorno fisso settimanale. Tali iniziative non dovranno risultare in contrasto con concomitanti manifestazioni pubbliche o altre attività precedentemente autorizzate.
 
Diffusione di musica di sottofondo presso giardini/spazi esterni privati. (link)
 
La diffusione di musica di sottofondo presso giardini/spazi esterni privati, deve essere effettuata attraverso impianti elettroacustici di moderata potenza (es. radio, stereo compatti) che dispongono di diffusori distribuiti uniformemente sull'area interessata (diffusione “a pioggia”). Come disposto dall’art. 47 comma 1 bis del Regolamento di Polizia Urbana, la fascia oraria entro la quale può essere svolta normalmente tale attività è18-23, tutti i giorni della settimana.
 
Non voglio discutere un regolamento, perché se c'è va rispettato, discuto solo il fatto che un minimo di buonsenso non guasta, persino sul pagamento dei parcheggi ci sono dieci minuti di tolleranza. La cosa che mi lascia perplessa è che chi rivendica il diritto al riposo, ne faccia una polemica per qualche minuto in meno di sonno. Dimenticando che lo stesso diritto lo avrebbero anche tutte quelle persone che, lavorando di notte, dormono di giorno e sono tanti: operai, infermieri, medici, tanto per citarne alcuni.
 
Eppure, non mi è mai capitato di sentire proposte di zittire martelli pneumatici, silenziare bettoniere o camion per la raccolta della spazzatura e tutti quei rumori "molesti" che impediscono un sano riposo (cogliete l'ironia).
 
Spesso mi capita di leggere dei commenti "ignoranti", nel senso che chi scrive ignora le competenze territoriali, adducendo la responsabilità al governo provinciale da poco insediato. La responsabilità e il regolamento sopra citato, è comunale.
 
In conclusione, tutto questo "baccano" dovrebbe portarci a riflettere se è davvero il caso di penalizzare per una manciata di minuti chi rende vivibile per una sera il centro o, se è invece il caso di lamentarsi per la scarsa sicurezza di un centro storico con il copri fuoco, trasformandolo in terra di nessuno, in balia della delinquenza.
 
 
 Chiara Mazzalai - Onda Musicale
 
 
 

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