2 Aprile 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 24 Marzo 2020 14:20

Emergenza Coronavirus: cinquanta telefonate al Giorno a Pronto Pia, volontari a quota 600

Emergenza Coronavirus: cinquanta telefonate al Giorno a Pronto Pia, volontari a quota 600
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L'autore Redazione


Una signora di 95 anni che vive sola ha chiesto le batterie per l’apparecchio acustico. Un uomo di Milano preoccupato per la mamma di 100 anni rimasta senza aiuto dopo che la badante si è ammalata. E c’è chi ha finito il contante.

Arrivano in media cinquanta telefonate al giorno al centro servizi “Contrada larga” in via Belenzani, che oggi è il motore di quella macchina della solidarietà che garantisce sostegno agli anziani soli e alle persone in difficoltà. Per lo più chi chiama ha bisogno di aiuto per fare la spesa, anche se talvolta la richiesta rivela situazioni di bisogno a cui si cerca comunque di dare risposta.

A spiegare come funziona il Pronto Pia (che aderisce al servizio provinciale Resta a casa, passo io) al tempo del Coronavirus è Paola Luchi (cooperativa Kaleidoscopio), coordinatrice del centro servizi. “Nel 90 per cento dei casi ci chiedono aiuto per la spesa a domicilio – racconta Luchi – Qualcuno chiama per le medicine e noi giriamo la richiesta sulla rete delle farmacie comunali”. La risposta è diversa caso per caso: “A volte attiviamo la rete dei familiari, altre volte chiamiamo i supermercati che garantiscono una corsia preferenziale per le consegne agli anziani, altre volte ancora chiamiamo i volontari. Ne abbiamo a disposizione tantissimi: sono quasi 600, in questi ultimi giorni tra singoli e gruppi ne sono arrivati un centinaio in più. Cerchiamo di assegnare a ogni anziano un volontario del quartiere, in modo che sia anche un vicino di casa su cui contare. E incoraggiamo a mantenere il contatto anche dopo la spesa con una telefonata giornaliera per far sentire la presenza e il sostegno”.

Sono giornate intense al Centro servizi, di dieci ore di lavoro e anche più. A volte, racconta ancora Paola Luchi, arrivano richieste che stringono il cuore: “Una signora di 95 anni ci ha chiamato perché le si era scaricata la batteria dell’apparecchio acustico. Ci ha detto che, se l’apparecchio non funziona, è costretta a stare a letto tutto il tempo. Naturalmente abbiamo mandato subito un volontario. Ieri poi ci ha chiamato un signore da Milano preoccupato perché la mamma di cento anni è rimasta sola dopo che si è ammalata la badante. Ci ha chiesto di chiamarla per rassicurarla e per garantirle che siamo pronti ad andare da lei in caso di bisogno. Per fortuna l’anziana è arzilla e sta bene”.

La consegna della spesa avviene secondo procedure codificate, a tutela soprattutto degli anziani: “Il volontario raggiunge la persona da aiutare, che lascia i soldi della spesa fuori dalla porta. Poi consegna tutto senza che ci sia contatto con l’anziano. Per chi è in quarantena attiviamo la rete dei Nuvola, che sono formati per questa evenienza. Capita anche che qualcuno recluso in casa da giorni abbia finito il contante: anche in questo caso attiviamo i Nuvola, che fanno la spesa e consegnano un bollettino che può essere pagato entro 60 giorni”.

Ammirevole, riferisce Paola Luchi, è la disponibilità dei volontari, sempre pronti ad attivarsi immediatamente. “Probabilmente alcuni non li chiameremo mai, ne abbiamo talmente tanti...”

La rete di Pronto Pia, potenziata per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, è sostenuta dai Servizi sociali e dallo Spazio Argento del Comune di Trento e risponde al numero 800.29.21.21.

 

 

 

 

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