7 Aprile 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 24 Giugno 2014 10:17

Johnny Cash, Hurt: tra dolore e rimpianto quando finiscono i giorni.

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L'autore


Nella vita ci sono momenti frenetici, periodi dove non si ha un momento libero e bisogna andare avanti a testa bassa superando ogni prova e difficoltà per raggiungere i propri obiettivi. Durante questi momenti si rischia di perdere la bussola e ritrovarsi in mari sconosciuti, dove mai avremmo pensato potessimo arrivare, si rischia di perdere se stessi ed essere schiacciati dalla ruota dell'immenso ingranaggio della società.

A questi momenti seguono attimi di calma in cui si ha il tempo di voltarsi e analizzare il percorso che abbiamo seguito finora, guardarsi attorno per vedere dove siamo arrivato, chi siamo diventati e tirare un po le somme del nostro modo di vivere.

Nel 2002 il cantante Folk statunitense Johnny Cash incise come singolo una cover della canzone Hurt della band industrial metal “Nine Inch Nails”.

La canzone originale era l'ultima del Concept Album “The Downward Spiral” pubblicato nel 1994 il quale tratta diversi argomenti quali alienazione, paranoia, depressione e depravazione tutto in una chiave di “sottomissione al sistema” subita dal protagonista. Non esiste via di fuga da questa macchina omologatrice che è la nostra società e la successione dei brani scandisce come un inesorabile orologio la lenta discesa del protagonista verso un nichilismo “Nietzschiano” in cui l'uomo, all'annunciazione della morte di Dio, tenti di ergersi a padrone del mondo ma con il risultato di scontrarsi con la propria intrinseca fragilità.

Questo lavoro è considerato dalla critica la maggiore opera dei Nine Inch Nails ed uno dei più importanti album degli anni 90, tanto da posizionarsi alla posizione 201 della classifica dei 100 migliori album di sempre redatta dalla rivista Rolling Stone.

In questa canzone, ultima del concept album, il protagonista prova a ferire se stesso per vedere se prova ancora qualcosa e inizia a riflettere su tutto quello che lo ha condotto a questo punto.

 

 

 

 

La versione di Cash inizia con alcuni accordi di chitarra acustica ai quali si unisce poi la malinconica voce del cantante:

I hurt myself today (Mi sono ferito oggi) To see if I still feel (per vedere se ancora provo qualcosa) I focus on the pain (focalizzo sul dolore) The only thing that's real (l'unica cosa che è reale) The needle tears a hold (l'ago fa un buco) The old familiar sting (la vecchia familiare puntura) Try to kill it all away (che cerca di eliminare ogni cosa) But I remember everything (ma io ricordo ogni cosa).

Qui inizia il ritornello: What have I become (cosa sono diventato?) My sweetest friend (mio più dolce amico) Everyone I know goes away (tutti quelli che conosco sono andati via) In the end (alla fine) And you could have it all (e tu potresti avere tutto) My empire of dirt (il mio impero di sporcizia) I will let you down (ti abbandobnerò) I will make you hurt (ti farò del male).

I wear this crown of thorns (ho indossato questa corona di spine)[nella versione originale la corona era di feci] Upon my liar's chair (sulla sedia do chi mente) Full of broken thoughts (pieno di pensieri spezzati) I cannot repair (io non posso ripararli) Beneath the stains of time (sotto le macchie del tempo) The feelings disappear (i sentimenti scompaiono) You are someone else (tu sei qualcun'altro) I am still right here (io sono ancora qui).

Qui inizia un ritornello, poi la canzone si chiude: If I could start again (se potessi ricominciare da capo) A million miles away (un milione di miglia lontano) I would keep myself (io controllerei me stesso) I would find a way (io troverei un modo).

Il testo presenta toni estremamente cupi e crudi, ma rende l'idea del rimpianto per una vita in cui ci si è lasciati guidare dagli istinti, in cui non si è stati in grado di preservare se stessi dalla crudeltà della società e di cui tutto ciò che rimane è una “macchia nel tempo”.

Tiziano Piazza

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