7 Aprile 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 21 Maggio 2014 10:49

Michael Bublè - Home: non c'è posto come casa

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L'autore


Il viaggio, il momento della partenza, lasciare il nido in cerca di avventure in terre esotiche e lontane, l'essere lì con la mente ancor prima di arrivare; l'esperienza del viaggio è una delle più gratificanti e costruttive nella vita e ci mette di fronte a nuovi orizzonti, nuovi modi di concepire e ragionare sul mondo e grazie a questo, ci permette di mettere in discussione la nostra visione del mondo così come i valori che la accompagnano.

Ma tutto questo è possibile soprattutto grazie all'appoggio di un nido cui fare ritorno, un luogo conosciuto, sicuro e di cui conosciamo ogni sfumatura, l'unico posto al mondo che sentiremo davvero nostro: casa.

In una canzone del 2005, intitolata appunto “home”, il cantante italo-canadese Michael Bublè è riuscito a veicolare in maniera tanto semplice quanto magistrale, ciò che realmente significa "casa".

La canzone, di genere pop nonostante Bublè sia un artista Jazz, è estratta dall'album “It's Time”, ha una durata di tre minuti e quarantacinque secondi ed è stata scritta da Bublè stesso in collaborazione con Alan Chang e Amy Foster-Gillies.

Il disco da cui è estratto il brano rappresenta il massimo successo raggiunto da Bublè a livello mondiale: esso ha infatti ricevuto il disco d'oro in Austria e Spagna ed il disco di platino in Australia, Belgio, Canada, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Ha inoltre raggiunto la prima posizione nelle classifiche di Canada, Italia e Spagna. Il Singolo occupa la settantaduesima posizione delle “Billboard Hot 100” e la prima posizione nella classifica “Adult Contemporary”.

Il testo è piuttosto semplice, inizia molto lentamente con una chitarra acustica, un lieve accenno di batteria ed un pianoforte; la base è melodica, semplice e ripetitiva. Bublè inizia a cantare con voce che sembra miele:

Another summer day (un altro giorno d'estate) has come and gone away (è arrivato e andato via) In Paris and Rome (a Parigi ed a Roma) but I wanna go home (ma io voglio andare a casa).

Maybe surrounded by (forse circondato da) a million people I (un milione di persone io) still feel all alone (ancora mi sento tutto solo) I just wanna go home (voglio solo andare a casa) I miss you, you know (mi manchi lo sai?).

In questa seconda strofa sembra che Bublè inizi a riferirsi ad un ascoltatore specifico, come se stesse parlando direttamente.

And I've been keeping all the letters (e ho tenuto tutte le lettere) that I wrote to you, (che ti scrissi) Each one a line or two (ognuna una riga o due) I'm fine baby, how are you? (“Io sto bene Baby, tu come stai?”) I would send them but I know that it's just not enough (Le avrei spedite ma so che non sarebbero state abbastanza) My words were cold and flat (le mie parole erano fredde e piatte) And you deserve more than that (e tu meriti più di questo).

Another aeroplane, another sunny place (un altro aeroplano, un altro posto assolato) I'm lucky, I know... (sono fortunato, lo so) but I wanna go home (ma voglio andare a casa) I've got to go home (io devo tornare a casa) Let me go home (lasciatemi andare a casa) I'm just too far (sono troppo lontano) From where you are (da dove tu sei) I wanna come home (voglio venire a casa).

And I feel just like I'm living (e mi sembra di vivere) someone else's life (la vita di qualcun altro) It's like I just stepped outside (è come se me ne fossi andato) when everything was going right (quando tutto stava andando bene).

In questa strofa, il cantante esprime un sentimento di straniamento, che quasi collima con lo spaesamento del trovarsi in un luogo sconosciuto durante un viaggio.

And I know just why you could not come along with me (e so esattamente perché tu non mi puoi accompagnare) This was not your dream (questo non era il tuo sogno) but you always believed in me... (ma tu hai sempre creduto in me).

Another winter day (un altro giorno d'inverno) Has come and gone away (è arrivato ed andato via) in either Paris or Rome (sempre a Parigi o Roma) and I wanna go home (e io voglio andare a casa) Let me go home (lasciatemi andare a casa).

And I'm surrounded by (e io sono circondato da) A million people I (un milione di persone io) still feel alone (ancora mi sento solo) Let me go home (lasciatemi andare a casa) Oh, I miss you, you know (oh, mi manchi, lo sai?) Let me go home (lasciatemi andare a casa).

I've had my run (ho compiuto la mia corsa) baby, I'm done (baby, ho finito) I've gotta go home (devo andare a casa) Let me go home (lasciatemi andare a casa).

It'll all be alright, (tutto andrà bene) I'll be home tonight (sarò a casa stanotte) I'm coming back home (sto tornando a casa).

La canzone è un' evoluzione di pensiero: Michael inizia con un pensiero casuale sul proprio viaggio per poi iniziare a prendere coscienza di quello che si è lasciato alle spalle. Inizia a pensare a qualcuno che ha lasciato a casa e che non ha potuto seguirlo nel suo viaggio sentendo così un forte sentimento di nostalgia che si rafforza per tutto il testo nel tono della voce che diventa sempre più alto, quasi disperato. Alla fine si prende coscienza che la casa non è solo il luogo dove sei nato e cresciuto, ma il luogo dove risiedono i tuoi affetti più cari, le persone che hai amato e che hanno segnato il tuo percorso anche se ora non sono più al tuo fianco. Casa è dunque un sentimento, non un luogo, un intreccio di persone con le emozioni che queste ti suscitano anche a migliaia di chilometri di distanza. Casa è dove risiedono i sentimenti.

Tiziano Piazza

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