14 Ottobre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Sabato, 29 Marzo 2014 09:30

Storie a confronto: quando i Beatles incontrano i Metallica.

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C'è un filo conduttore, che lega molti aspetti della musica e dell'arte in generale: la volontà di raccontare storie. A più di vent'anni di distanza due gruppi musicali profondamente diversi si trovano legati da una storia.

John Lennon, nel 1970, lanciò la canzone "Working Class Hero"; un semplice assolo di chitarra acustica fa da sottofondo alla voce di Lennon che sembra più simile ad un menestrello cantastorie che ad un cantante moderno.

John canta di un personaggio nato e cresciuto nella cosiddetta “Classe operaia” (Working Class) dove ogni sprazzo di individualismo ed originalità viene condannato e soppresso finché tutto ciò che rimane sono l'alienazione e l'omologazione ai canoni ed alle aspettative della società. Il personaggio viene moralmente “torturato” dalla sua nascita per più di vent'anni (“When they've torture and scared you for twenty odd years”) fino a che non riesce più ad andare avanti perché pieno di paura (“when you can't realy function you're so full of fear”), fino a che il dolore non è così grande da non sentire più nulla(“Till the pain is so big you fell nothing at all”).

Il personaggio è controllato attraverso religione, sesso e televisione (“keep you doped with religion, sex and T.V.”) e l'unica via d'uscita è diventare un eroe della classe operaia (working class hero is something to be). Lo stesso Lennon si propone come guida per compiere questo passo(“if you want to be a hero well just follow me”).

Questa canzone può essere letta come una sorta di autobiografia: nel corso degli anni John Lennon è stato denominato “eroe della classe operaia” dai fan. John rispose a queste affermazioni sostenendo che l'unica sua speranza quando scrisse il testo fu quella che la canzone diventasse una sorta di inno dei lavoratori.

Nel 1991 il gruppo Metallica scrisse la canzone "The Unforgiven" (l'imperdonato) inserendola nel loro “Black Album”. Il batterista del gruppo, Lars Ulrich, ha dichiarato che l'intenzione del gruppo fosse quella di comporre una ballata meno forte delle canzoni solitamente interpretate dal gruppo. Il risultato fu però un'inversione di parti dove i ritornelli risultano più leggeri e le strofe sono suonate con maggiore forza.

Anche in questo testo troviamo raccontata la storia di un giovane che, fin dalla nascita, deve integrarsi in una società molto conformista: attraverso un costante e doloroso avvilimento (“trought constant pained disgrace”) il giovane impara le loro regole (“the young boy learns theyr rules”) e viene privato di ogni pensiero (“deprived of all his toughts”). Lui ha provato a compiacerli tutti(“he tries to please them all”) ma per metà della propria vita ha costantemente combattuto una battaglia che non poteva vincere (“he's battled constantly this fight he can not win”) ed ora si prepara a morire, pieno di rimpianti(“the old man then prepares to die regret fully”).

Anche qui emerge una componente autobiografica in quanto la strofa si conclude con le parole “that old man here is me” quest'uomo vecchio qui sono io. In questo caso però non viene data alcuna speranza di redenzione o rivalsa e l'unica liberazione dal dolore è la morte del protagonista.

In risposta a questa interpretazione i Metallica hanno inciso nel 1998 il seguito della canzone intitolandola The Unforgiven II. Ambientata sette anni dopo i fatti di The Unforgiven, la seconda parte sembra suggerire una possibile alternativa al nichilismo precedentemente descritto: nonostante i toni effimeri ed astratti la sensazione finale è che il ragazzo protagonista di entrambi i singoli trovi finalmente la serenità.

Nel 2008 è stata rilasciata una canzone intitolata “The Unforgiven III” che, sebbene il titolo ed alcuni temi richiamino i lavori precedenti, non rappresenta un seguito effettivo alle vicende delle prime due canzoni. Lars Ulrich sostiene che la canzone sia stata battezzata così per le somiglianze tra le basi musicali.

La prima canzone “The Unforgiven” non ha il significato politico che poteva avere quella di Lennon e rispecchia l'evoluzione dei tempi e delle ideologie: in vent'anni si è passati dall'esaltazione della figura dell'eroe che deve combattere per riscattare la classe di cui fa parte ad una sorta di nichilismo secondo cui l'unica scappatoia ad un sistema di omologazione è la morte.

La storia, la narrazione è il mezzo con cui ognuna di queste canzoni veicola un significato: che sia speranza, nichilismo o ritrovata serenità ogni storia si affianca a quella dell'ascoltatore per scuoterlo e portarlo a concepire nuove interpretazioni e significati della propria condizione.

 

Tiziano Piazza

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