14 Ottobre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 31 Marzo 2014 11:15

Welcome to my life: benvenuto nel disagio adolescenziale

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L'autore


Tutti siamo stati adolescenti, o lo saremo; il corpo cambia, così come il nostro modo di vedere il mondo. Ci si trova coinvolti in cambiamenti tanto radicali quanto spaventosi che accompagnano il nostro corpo e la nostra mente preparandoli all'età adulta.

Nel settembre 2004 la band franco-canadese Simple Plan ha pubblicato la canzone “Welcome to my Life”, primo estratto del loro secondo album. I Simple Plan si sono ufficialmente formati nel 1999, ma molti dei suoi componenti avevano già suonato insieme nei “Reset”( Band creata dal cantante Pierre Bouvier e dal batterista Chuck Comeau, allora tredicenni, nel 1995). Il genere suonato dalla band è Alternative rock(termine nato per identificare quelle band che producevano punk rock attraverso etichette indipendenti) e Pop punk (che unisce elementi del punk rock con quelli del pop).

La canzone “Welcome to my life” ha vinto un disco d'oro negli States (vendendo più di cinquecentomila copie) ed un disco di platino in Australia (dove ha venduto più di settecentomila copie). La durata di questo singolo è di tre minuti e ventisette secondi.

La canzone descrive il disagio adolescenziale, uno stato di rabbia e smarrimento, quando sembra che nessuno capisca la frustrazione del soggetto. Il cantante inizia la canzone ponendo domande all'ascoltatore interrogandosi sul suo stato: Ti sei mai sentito come se stessi crollando?(“Do you ever feel like breaking down? ”), ti sei mai sentito fuori posto?(“Do you ever feel out of place? ”).

In seguito si avvicina all'ascoltatore descrivendone lo stato emotivo come fosse suo: come se in qualche modo tu non fossi adatto e nessuno ti capisse (“Like somehow you just don't belong and no one understands you”). Questa struttura domanda-immedesimazione viene ripresa in tutta la canzone con variazioni delle affermazioni ma medesimo significato: Hai mai voluto essere qualcun'altro?,sei stanco di tutti quelli che ti circondano?

Nel ritornello si può notare un'inversione dei ruoli: il cantante non è più quello che deve ascoltare e capire l'adolescente ma diventa lui stesso il soggetto: No, tu non sai com'è quando senti che niente va bene, tu non sai com'è essere come me (“No you don't know what it's like when nothing feels alright you don't know what it's like to be like me”).

A questo punto il disagio è descritto con parole forti: “essere ferito (To be hurt), sentirsi perso (to feel lost), essere lasciato fuori nell'oscurità (to be left out in the dark), essere colpito mentre si è giù (to be kicked when you're down), sentirsi preso in giro (To feel like you've been pushed around ), essere sul punto di crollare(To be on the edge of breaking down) quando nessuno è li per salvart i(When no one's there to save you)”.

Il finale del ritornello sembra sdrammatizzare la gravità delle precedenti affermazione con un tono beffardo nell'ultima frase: no, tu non sai com'è; benvenuto nella mia vita”(“No you don't know what it's like, Welcome to my life”).

Nella terza strofa si nota un cambiamento di tono, l'inversione dei ruoli è ormai avvenuta ed il cantante sembra giudicare l'adolescente perché le motivazioni del suo disagio sono effimere mentre le vere difficoltà della vita, che il cantante ha affrontato, sono ben altre: Nessuno ti ha mai mentito dritto in faccia (“No one ever lies straight to your face”), nessuno ti ha mai pugnalato alle spalle(“no one ever stabbed you in the back” ), Puoi pensare che io sia felice, ma non è così (You might think I'm happy But I'm not gonna be ok “), tutti ti hanno sempre dato quello che volevi(“Everybody always gave you what you wanted”), non hai mai dovuto lavorare, è sempre stato tutto lì (“You never had to work it was always there”).

L'analisi fatta dal cantante è completa e dalla semplice descrizione si è passati all'immedesimazione ed infine al giudizio: l'adolescenza è un momento difficile quando la si affronta, ma bisogna anche avere una visione d'insieme, prenderla per quello che è, un momento fondamentale che tutti prima o poi passano e superano, un momento che intende prepararci a quelli che saranno i veri problemi della vita.

Tiziano Piazza

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