22 Settembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 07 Settembre 2018 14:04

Luca Colombo: intervista al grande chitarrista italiano

Luca Colombo: intervista al grande chitarrista italiano
Stampa
Condividi questo articolo Facebook Twitter Google Plus
L'autore Stefano Leto


Chitarrista, arrangiatore e didatta, Luca Colombo ha collaborato con un cospicuo numero di artisti italiani ed internazionali. Ha inoltre registrato tre CD come solista.

Luca Colombo ha collaborato nella realizzazione di diverse opere didattiche ed è endorser ufficiale per l’Italia di Gibson Guitars, Vox Amps, Ernie Ball Strings. Da circa 20 anni suona la chitarra elettrica ed acustica, prediligendo il genere rock-blues e fusion. Lavora come chitarrista in qualità di “session man” nell’ambito televisivo, discografico e live.

Lo abbiamo contattato e gli abbiamo rivolto alcune domande alle quali lui ha risposto con grande disponibilità.

 

Chitarrista, arrangiatore, insegnante. Come ti piace definirti?

"Mi definirei musicista -  ci spiega Luca - perché tutte le attività che hai citato riconducono a quella che secondo me è la miglior definizione per quello che è il mio lavoro."

 

Quali sono i generi musicali e gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato nel tuo percorso di crescita professionale?

"Io non parlerei di crescita professionale ma di crescita artistica nel senso che, almeno in passato, un musicista si formava artisticamente e poi a seconda delle qualità che aveva veniva coinvolto nella professione. Ciò premesso, ho attraversato varie fasi: quella rock, quella blues, quella jazz. Negli anni 80, ad esempio, ho scoperto Pat Metheny e in quella occasione ho cercato di approfondire il più possibile il suo stile e il suo modo di suonare, andando anche a ritroso nel tempo per studiare altri grandi musicisti jazz. La stessa cosa vale per il rock, dove ho ascoltato molto Van Halen, Jeff beck, Jimi Hendrix. In seguito mi hanno coinvolto molto band che hanno in qualche modo unito il mondo del jazz a quello del rock, come i Weather Report, Chick Corea electric band, Yellowjackets, Emerson, Lake & Palmer. Questi sono alcuni dei gruppi che mi hanno “dato molto”."

 

Nella tua carriera, oltre a tre dischi come solista, hai partecipato a numerose trasmissioni televisive come il Festival di Sanremo, Buona Domenica, XFactor e molte altre. Vanti anche collaborazioni molto prestigiose con artisti come Eros, Marco Mengoni, Nek, Max Pezzali, Gatto Panceri, Anna Oxa, solo per citarne alcuni. Quale è il segreto del tuo successo?

"Penso che un musicista debba essere preparato a 360 gradi e debba essere bravo a lavorare in studio, dal vivo o in televisione o, perché no, nella creazione dei suoni. Questo, secondo me, significa che devi sapere improvvisare, anche se ciò appartiene magari maggiormente al mondo blues, jazz o della live performance. Devi conoscere bene le sonorità - continua il chitarrista - per poter lavorare al meglio in studio e devi conoscere la musica e saperla leggere, specie in studio e in tv. Insomma, credo che la conoscenza della musica ti consenta di fare un salto di qualità notevole. Ai giorni nostri, rispetto al passato, c’è modo di sopperire a queste eventuali lacune di alcuni musicisti mediante l’uso massiccio della tecnologia, ma io credo che “sapere suonare” conti ancora molto. Così come è molto importante sapersi rapportare in modo ottimale con gli altri musicisti. Credo che questi siano alcuni ingredienti fondamentali per svolgere al meglio il mio lavoro."

 

Per molti anni ti abbiamo ammirato come chitarrista al Festival di Sanremo. Che emozione si prova a frequentare quel tempio della musica e suonare con i cantanti in gara e anche con i super ospiti?

"L’emozione c’è sempre, e sempre ci sarà. Però penso che l’emozione maggiore ci sia prima del debutto, quando ti fai mille domande come ad esempio se la strumentazione funzionerà al meglio o quanto sarai sopraffatto dall’emozione. Sei consapevole che suonerai davanti ad un migliaio di persone in sala e qualche milione a casa. Devi cercare di ricordartelo e di dimenticartelo al tempo stesso. Però quando inizia il live tutto scompare." 

 

Quale è il tuo setup preferito live e che chitarre e ampli utilizzi?

"Ho vari set up per i miei live, a seconda della location dove mi trovo. Utilizzo dei suoni analogici ma anche digitali, ben consapevole che la tecnologia può aiutare molto chi fa questo lavoro, come me. Quando faccio lezione, ad esempio, utilizzo parecchio questi dispositivi digitali perché li trovo molto utili."

 

Recentemente hai iniziato una collaborazione con i Sirius in un brano molto bello dalle forti caratteristiche floydiane e anche parsoniane. Come è nata questa collaborazione?

"Sono stato contattato da loro che credo mi abbiano cercato sul web come si usa fare adesso. Infatti, il mondo del web permette di andare a cercare dei contatti in modo diretto e questo credo sia molto positivo. Mi è stato proposto di ascoltare questo brano ed io, come faccio sempre, prima ascolto e poi decido. Il brano mi è piaciuto - racconta Colombo - ed io ho accettato questa collaborazione. Ci siamo incontrati presso il mio studio e conosciuti personalmente e quindi abbiamo fatto alcune piccole aggiunte al brano. Abbiamo anche deciso di fare delle collaborazioni live insieme in futuro e il progetto sta prendendo forma."

 

Nei giorni scorsi abbiamo letto un tuo sfogo sui social network relativo ad un piccolo momento di stallo nella tua attività lavorativa. Al di là dei contenuti, la cosa che mi ha davvero molto sorpreso è stata la totale solidarietà da parte di migliaia di persone, alcune famose e altre no. Questo dimostra, se ce ne fosse bisogno, l’enorme stima e rispetto di cui godi nel panorama musicale italiano. Che cosa vuoi aggiungere sull’argomento?

"Premetto che non era uno sfogo ma una semplice esternazione partendo dal fatto che, in questo momento, tutti pensano che io sia molto impegnato lavorativamente, ma in realtà io mi sono trovato completamente fermo, a volte succede che tutti ti credano impegnato e nessuno ti cerca. Ma analizzando il momento attuale credo sia avvenuto un evidente calo di qualità della musica che circola ora in tutto il mondo, senza minimamente volere criticare nessuno ma semplicemente constatando che adesso tutto (o quasi tutto) è alla portata di molti. Penso anche che da sempre, in ogni ambito e quindi anche in quello musicale, la vecchia guardia si trovi spiazzata di fronte al nuovo che avanza e spesso questo viene imputato (a torto o a ragione) al calo di qualità delle nuove generazioni. D’altronde, anche quando arrivarono i Pink Floyd non furono accettati subito dalle vecchie band dell’epoca, perché portavano grandi cambiamenti. Quello che allora rimaneva invariato era l’apporto umano. Adesso, secondo me, l’apporto umano ed emozionale sta al 10 per cento e la tecnologia al 90 per cento. Molto spesso succede che il prodotto finale che arriva al fruitore non sia nemmeno il vero suonato ma il frutto di una serie di aggiustamenti tecnologici. Quelli della mia generazione fanno musica ancora sedendosi al pianoforte o suonando una chitarra, mentre al giorno d’oggi c'è un modo diverso, molto diverso, di fare musica, partendo da centinaia di loop o di basi preregistrate, magari scaricate da internet. Questo permette a chiunque di improvvisarsi musicista." 

 

La didattica occupa un ruolo primario nella tua attività. Che cosa puoi dirci al riguardo?

"Ho pubblicato dei metodi di chitarra. Durante le mie lezione, così come durante i seminari che tengo in tutta Italia, spiego l’importanza di tanti aspetti come l’improvvisazione, la scrittura, le capacità imprenditoriali e la tecnologia. Penso che la didattica sia la formazione del musicista e che questi deve conoscerne la melodia, la struttura, l’armonia l’espressività e la capacità di improvvisare, che credo sia una delle parte più belle e importanti del saper suonare."

 

Che progetti hai per il futuro?

"In autunno (settembre) andrò a Malta per una collaborazione che faccio da qualche anno e dove si suona tutto dal vivo e senza elettronica. Si tratterà di un concerto heavy metal con un’orchestra di 80 elementi e tante chitarre. Ho avviato un corso via skype che sta funzionando bene  - conclude Luca Colombo - e mi sta dando ottimi riscontri. Per il resto open mind, stiamo a vedere." 

 

         Stefano Leto

 

 

Contatti e link utili

 

Sito Web Luca Colombo

Facebook Luca Colombo

 

PAGINA FACEBOOK DI ONDA MUSICALE

 

Leggi altri articoli della rubrica "Musica"