23 Febbraio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 10 Febbraio 2020 15:23

Sanremo 2020. Quando la televisione deve tutto al web

Sanremo 2020. Quando la televisione deve tutto al web
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L'autore Redazione


La settantesima edizione del Festival di Sanremo sembrava partire con presupposti pessimi, l’idea generica era quella di un conduttore maschilista, di donne soprammobili e di cantanti poco talentuosi.

Che le cose siano state o meno così non saremo noi a dirlo, quello che diremo è che, la media del 55% di share che il Festival ha ottenuto era in realtà abbastanza prevedibile.

Al ‘popolo di internet’ il risultato infatti non stupisce molto, perché proprio a internet si deve il merito: in particolare i giovani hanno fatto la differenza. Nel 2020 la Rai finalmente comprende che non può vivere senza social, o meglio, nel 2020 finalmente i social degnano la Rai della propria attenzione.

Con internet ogni singolo gesto televisivo può diventare leggenda: una sola espressione facciale, come quella di Amadeus che assiste alla sparizione di Bugo o quella di Tiziano Ferro baciato da Fiorello, diventa meme e se diventa meme diventa storia, diventa tendenza. Questo Sanremo non è stato solo ciò che abbiamo visto in prima serata su Rai1, ma è stato anche una serie di commenti e battute a caldo sulle piattaforme digitali che come non mai hanno movimentato il Festival.

In questi giorni su Twitter e Instagram è esploso l’hashtag #Sanremo2020, tanto che durante la finale un tweet recitava più o meno così: “Ragazzi, mi sento come all’ultima sera di vacanza al villaggio turistico, quando senti di aver creato una grande famiglia e scambi il tuo numero di telefono con gente che sai non sentirai mai più!”. Ogni cosa avvenuta sul palco è diventata pettegolezzo social come i pettegolezzi al bar.

Ma ad annunciare il successo dell’edizione di Amadeus erano stati già i cantanti in gara, soprattutto quelli più criticati: Achille Lauro, Elettra Lamborghini, Elodie, Anastasio, Pinguini Tattici Nucleari, Levante. Sono questi re e regine dei social, degli ascolti in streaming e delle visualizzazioni di Youtube e anche del marketing. Spieghiamo allora come e perché stanno salvando il più grande evento della televisione italiana e lo stanno facendo tramite smartphone.

Achille Lauro, protagonista assoluto dei cantanti in gara (almeno tra quelli rimasti in gara fino alla fine) è artista e contemporaneamente imprenditore, dettaglio fondamentale per capirne il successo. Lauro De Marinis scrive come tutti ispirandosi a emozioni ed esperienze di vita, ma conosce anche bene desideri sociali e trend social. Il pubblico giovane ha definito, su internet, la performance della sua prima sera come uno schiaffo alla mascolinità tossica: espressione linguistica che definisce un atteggiamento maschile aggressivo, brutale e svilente verso il femminile.

Mascolinità tossica” è espressione utilizzata a gennaio 2020 anche da Alessandro Michele, stilista e mente creativa per “Gucci”.  Avviene che Gucci voglia combattere la mascolinità tossica, che questa sia una battaglia che sente da tempo anche Lauro De Marinis (pur non avendola mai chiamata così) e che proprio lui diventi testimonial di Gucci.

Michele e Achille Lauro diventano affiatati collaboratori e il grosso di quello che abbiamo visto a Sanremo nelle sue performances nasce dai due, da Nicolas Cerioni stylist storico dell'artista, da Simone Belli  truccatore di metà mondo dello spettacolo italiano e dal team di musicisti che accompagna Lauro sin dai suoi esordi.

Il web designa Achille Lauro come primo combattente contro la mascolinità tossica (battaglia che di colpo tutti vogliono intraprendere) e lui se ne fa palesemente paladino scrivendo in un post: “Ziggy Stardust […] simbolo di assoluta libertà artistica espressiva e sessuale e di una mascolinità non tossica”, le parole della sua casa di moda e dei suoi fan, sono ormai diventate parole sue.

Nella serata delle cover interpreta appunto Ziggy: gli stessi fan che da quasi un anno lo accostavano a David Bowie sono stati ancora una volta accontentati e a vestirlo è stato nuovamente Gucci. Così ha continuato nel corso delle serate all’Ariston lo spettacolo di arte e imprenditoria portato avanti da Gucci e Lauro. Lui si veste da Marchesa Casati Stampa, mette il rossetto sul palco a Boss Doms ed ecco che carica un post dove i suoi stivali e il rossetto Gucci usato sono in bella vista. Musica, moda e marketing: Achille Lauro è un artista sensibile ma sa anche sfruttare bene le definizioni che il pubblico e i giornalisti gli attribuiscono, cucendosele letteralmente addosso. Il suo successo diventa infallibile, dà ai fan ciò che sperano da lui e fa sì che i fan vogliano ciò che gli darà. Se è lui e che indirizza il pubblico o il pubblico che indirizza lui, a ben vedere, non si può sapere; è la storia dell’uovo e della gallina, ma in questo Sanremo lui ha avuto le uova d’oro.

Poi c’è Elettra Lamborghini che è il sogno che l’America ha su l’Italia di oggi. Rapper e trapper di tutto il mondo citano marchi italiani come segno di lusso e tra questi l’automobile Lamborghini è sempre presente. D’improvviso spunta Elettra, che è veramente una Lamborghini, ed è perfettamente coerente con il tipo di macchina di cui porta il nome: ricca ed esuberante. Subito si trova travolta in questo mondo trap e grandi produttori come Charlie Charles o Shablo, gente che sta facendo la differenza nel panorama musicale italiano, firmano il suo album di debutto “Twerking Queen”, successo mondiale. Anche la produzione musicale latino-americana (quella che va per la maggiore) non poteva non incappare in Elettra Lamborghini, innamorata per altro della lingua spagnola dopo aver partecipato a vari reality show europei e americani.

Sempre più famosa Elettra si innamora e fidanza con Afrojack, un altro dj e produttore internazionale, e riesce perfino a duettare con Pitbull, il pelatone presente in quasi tutte le canzoni pop del decennio scorso, quello che ha duettato con metà del panorama musicale statunitense. Elettra fa 130 milioni di visualizzazioni solo con il singolo d’esordio “Pem Pem”, ha 5 milioni di follower su Instagram ed è ultimamente l’unica cantante italiana invitata agli MTV Music Awards: Amadeus non poteva non accoglierla tra i big di Sanremo. Proprio lei -la stonata senza talento- è il nome più noto alla recente industria musicale tra quelli presenti al Festival di Sanremo. In più, cosa da non sottovalutare, Elettra Lamborghini è estremamente simpatica (provare per credere) e alla fine riceve l’approvazione di tutti. È il sogno di tutte le industrie e anche del pubblico, e come ha esplicitamente dichiarato, “mi mettono penultima al Festival, perché io gli faccio fare un sacco di ascolti bitches!” E il popolo dei social conferma entusiasta!

Veniamo a Elodie: la sua è una lunga gavetta e un carattere tenace. Il talento c’è, che possa piacere oppure no, e il suo successo era già una garanzia, ma ultimamente ha un ulteriore fattore che le sta dando una forza mediatica maggiore, rendendola un’altra chiaccheratissima regina social. Triste dirlo, per una artista che ha creato la sua fama da sola, ma la sua popolarità (e quindi il bagaglio di fan che si è portata dietro al Festival di Sanremo) deve molto anche al suo ragazzo: Marracash. “Persona”, ultimo album del rapper milanese, è stato proclamato da molti giornali l’album rap italiano del decennio e a sole tre settimane dalla sua uscita era già disco di platino, diventando uno degli album più ascoltati nel 2019, nonostante fosse uscito il 31 ottobre. Un successo mediatico, di critica e di pubblico inimmaginabile, di cui Elodie è, si intravede tra le righe, una dei protagonisti. Poco prima di “Persona”, quest’estate, il brano suo e di Marracash, “Margarita”, ha raggiunto 70 milioni di visualizzazioni Youtube e così i due sono diventati gli Albano e Romina del 2020.

Con il successo suo e del partner, con un milione e mezzo di follower su Instagram, Elodie e il suo talento erano tra le più attese voci del Festival, il web non poteva perdersi la “Miss cantante italiana più fregna”, i suoi outfit Versace, il suo pezzo firmato Dardust e Mahmood. (Dardust è un altro grande produttore italiano e Mahmood non ha bisogno di presentazioni). “Andromeda” è sulle vette delle della musica ascoltata in streaming e la canzone è figlia dell’attualmente miglior fabbrica pop del nostro Paese.

Questi citati sono tra gli influentissimi dei giovani, sono cantanti affiancati da produttori come Charlie Charles, Shablo, Dardust, Boss Doms, Frenetik e Orang3, che appena iniziano a creare un beat creano una hit e fanno girare molti soldi: i produttori sono figure sempre più forti nel panorama musicale italiano.

Voglio soffermarmi poi anche su Anastasio perché è, oltre che una grande promessa del rap, calamita di una particolare nicchia di ascoltatori: inaspettatamente Anastasio fa da ponte tra mondo social e mondo televisivo non solo per ragazzi ma anche per più grandi. Anastasio è infatti il ‘ragazzino’ che ha osato, a X-Factor, mettere mano e fare una cover di “Another Brick in The Wall part. 2”, facendo smuovere tutti i numerosissimi e spesso pedantissimi fan dei Pink Floyd che si scandalizzavano oppure lo difendevano. Alla fine l’ha avuta vinta e la sua vena rock si è riproposta durante il Festival riuscendo a portare sul palco dell’Ariston, a duettare con lui, niente meno che la PFM. Ancora tramite i social e il genere che più spopola sulle app di musica (il rap) avviene il collegamento con il rock, con il mondo del vinile e il tutto è ulteriore carrellata di audience per Sanremo.

 Altri che fanno scatenare i social, per quanto possa sembrare paradossale, è la componente Indie, di cui maggiori rappresentanti, quest’anno, erano Levante e i Pinguini Tattici Nucelari. (Sì, forse possiamo mettere anche Diodato tra gli indie, ma Diodato da vero indie, è meno indie). L’indie, che sia morto oppure mai nato, è la passione degli studenti universitari: è in Italia il genere che ha fatto tornare i ragazzi a cantare italiano, a credere nei testi e a sentirsi rappresentati.

Racconta desolazione, insofferenza e sentimenti soppressi. I rappresentanti del genere sono ancora alla portata dei loro ascoltatori: gli Eugenio in Via di Gioia, su Instagram, si congratulano per il terzo posto dei Pinguini Tattici Nucelari e gli propongono una ‘serata kebab’. I loro fan la immaginano bene la comitiva con il kebab in mano, perché i cantautori ‘indie’ sono effettivamente i ragazzi che incontri bar: sono gli amici che l’amico del tuo amico frequenta, hanno avuto successo a poco a poco, sostenuti da un pubblico giovane che ora li ha supportati a Sanremo come supporterebbero i loro cugini o amici.

Tutti questi citati sono re dei social: gente che ripubblica le storie dei follower o risponde in chat con cuoricini. Sono ‘attuale storia della musica italiana’ e hanno creato la loro corsia preferenziale diventando davvero molto influenti. Hanno creato l’interazione che il web richiede e che ha permesso di fare la differenza di ascolti in questo Sanremo.

Oltre ai commenti ‘intelligenti’ e ‘impegnati’, tra i ragazzi, l’elemento principale per commentare il Festival è stato “Il Trash”: parola sempre più usata a descrivere il fenomeno divertente, ridicolo, paradossale del mondo dello spettacolo, -la spazzatura-. In nome del Trash si è seguito il Festival con il cellulare in mano: Bugo se ne va, Morgan fa il finto tonto, Fiorello e Amadeus lo vanno a cercare; Diletta Leotta, rifatta dalla testa ai piedi, dice “con la bellezza si nasce”; Achille Lauro si spoglia; Elettra saltella sul palco come una attrice di telenovelas mentre duetta con MYSS KETA (altra passione dei ragazzi); Pelù ruba una borsetta. In generale si rubano baci in bocca per tutto Festival: “C’e’ de bacismo” dice Fiorello, che il giorno dopo fa vedere il ‘dietro le quinte’ dell’Ariston a 100 mila spettatori sulla sua diretta Instagram facendo cadere la quarta parete del palco riprendendo con il cellulare il Festival nello stesso istante in cui è in onda su Rai1.

Sanremo 2020 per il popolo di internet è diventato una storia affascinante con protagonisti i loro attori preferiti. Influencer, marketing, telenovelas, trash e smartphone in mano: tutto ha creato incessante dibattito virtuale e non è un caso che il Festival, che sembrava uguale e fermo da decenni, sia cambiato e tornato in voga tra i ragazzi proprio al tempo dei social.

 

  Miriam Petrini - Onda Musicale

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