6 Aprile 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 23 Marzo 2020 12:16

Redattore per un giorno: "Trilogy" di Emerson, Lake & Palmer

Redattore per un giorno: "Trilogy" di Emerson, Lake & Palmer
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L'autore Redazione


«Trilogy» è il quarto album in studio registrato nel 1972 dal trio formato da Keith Emerson, pianista molto noto nel genere musicale del Rock Progressive, il bassista, chitarrista e voce del gruppo Greg Lake e il batterista Carl Palmer.

Si tratta di un album molto suggestivo, in cui si intrecciano diverse armonie. Il disco inizia con una lunga composizione formata da: “The Endless Enigma pt.1/ Fugue /The endless enigma pt.2”.  L’eterno enigma descritto da Keith Emerson, compositore di questo brano, è l’utilità dell’esistenza umana, colma di dubbi e menzogne. ”Perché mi fissate?” “Pensate che io mi interessi?” chiede in maniera provocatoria Keith Emerson, quasi come se creasse uno scudo che lo difenda dalla falsità umana.

La seconda composizione è una ballata, “From the Beginning”, in cui Greg Lake si rivolge a una donna, con cui ha avuto un’avventura, che lo accusa di essere stato indelicato nei suoi confronti, nonostante egli avesse preso la sua decisione di lasciarla. Nel brano oltre la chitarra acustica di Greg Lake, si possono ascoltare le congas e il sintetizzatore Minimoog, il cui pioniere nell’uso dello strumento è Rick Wakeman, componente degli Yes.

Segue poi “The Sheriff “, canzone dall’atmosfera saloon. Nel testo il bandito uccide lo sceriffo e diventa leggenda, mentre lo sceriffo sarà presto dimenticato. Questa canzone è un chiaro messaggio di critica e ribellione verso la legge.

Hoedown” è una trascrizione dell’opera classica del compositore Aaron Copland, che culmina con il balletto di un’altra composizione di Copland, “Rodeo”.

Trilogy” prende il titolo dall’omonimo album. Così EL&P aprono il lato B dell’album, con un brano abbastanza lungo, il cui testo è una lettera d’addio scritta da Lake per la donna che ha amato. Musicalmente si può ascoltare prevalentemente il sintetizzatore modulare Moog per quasi tutta la durata del brano, mixato al pianoforte di Emerson.

Living Sin” è un brano progressive in cui vi sono frequenti riff di basso e organo Hammond. Il brano descrive una figura femminile piuttosto ambigua.

Abaddon's Bolero” è l’ultimo brano presente nell’album, prettamente strumentale, in cui sembra inevitabile l’accostamento al “Bolero” del compositore Maurice Ravel. In realtà si tratta solo di una somiglianza dello schema musicale, poiché diversamente dal classico Bolero, scelgono di usare il tempo in 4/4 anglosassone e con tema totalmente innovativo. Inizia con un tono basso per poi giungere in un crescendo nel finale, orchestrato dal sintetizzatore Moog.

 

  Cinzia Caputo 

 

 

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