15 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Domenica, 01 Marzo 2015 12:24

Glass Hammer: il new progressive rock è più vivo che mai

Glass Hammer: il new progressive rock è più vivo che mai
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L'autore


Se siete convinti che il prog sia morto negli anni ’70 dovete assolutamente ascoltare Chronometree, quarto album della semi-sconosciuta band Glass Hammer.

Concept album che narra la storia di un giovane fan del progressive che si convince di ricevere messaggi alieni tramite le canzoni che ascolta, il disco si apre sulle note di Empty Space & Revealer, canzone che colpisce subito la sensibilità dei fan di quei gruppi che sono stati le stelle fisse del firmamento progressive come Yes, Genesis, Pink Floyd, Emerson, Lake & Palmer e Kansas.

Citazioni erudite di queste band se ne contano a iosa, ma è tutto talmente di gusto e ben fatto che se ne può solo rimanere deliziati. I palati fini noteranno forse la chicchetta in pieno stile Dogs (Pink Floyd) contenuta in questa prima traccia del CD (minuto 4:15).

Altrettanto sconvolgente è Revelation, terza traccia del disco, che sembra riportare nell’aria gli ELP grazie al suo trascinante giro di tastiera… come caratteristico, la canzone cambia improvvisamente ritmo per lasciare il posto ad una parte inquietante e quasi mistica che suona proprio come una rivelazione… che dire, se non è prog questo!

Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca Chronotheme, che aggiunge un suono maestoso quasi genesisiano (passatemi il termine) che certo non è sgradito. Si contrappongono fortemente alla carica di queste canzoni, creando un’atmosfera intima e dolcissima, An Eldritch Wind e A Perfect Carousel.

Io personalmente sono totalmente innamorata di quest’ultima: chitarra, voce e quel tanto di tastiere che basta a creare una canzone indimenticabile, che non lascerà più i vostri cuori, se solo ci assomigliamo un pochino.

Potrei continuare ad elencarvi le restanti cinque canzoni dell’album ma forse non ha senso rovinarvi la sorpresa se poi l’aggettivo che le accomuna tutte è uno solo: meravigliose. La musica di questi ragazzi sembra appena uscita da una session di registrazioni degli anni ’70, che meraviglia quindi scoprire che l’album è uscito nientemeno che nel 2000!

Qualcuno che sa far musica ancora c’è! È triste vivere in anni in cui quella che viene considerata musica non vale armonicamente nulla più del suono del campanello, è triste vivere in anni in cui tutti i musicisti che ami stanno diventando vecchi e stanchi, soprattutto se non hai mai avuto occasione di emozionarti a un loro concerto: ecco perché queste piccole chicche, queste moderne e giovani bellezze musicali hanno un valore ancora più grande.

Chi ha detto che al mondo non c’è più nessuno in grado di emozionarci?

Stay prog!

Elena Molinari

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