5 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 18 Febbraio 2019 08:59

Alla ricerca della canzone più rock della storia: (Don't Fear) The Reaper

Alla ricerca della canzone più rock della storia: (Don't Fear) The Reaper
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L'autore Gabriele Tomasi


"(Don't Fear) The Reaper" è un fantastico brano dei Blue Öyster Cult pubblicato nel 1976.

La canzone è sostenuta da un ipnotico riff di chitarra, ma fondamentale alla sua caratterizzazione è l'apporto del cowbell, strumento rock per eccellenza, che qui regna come in poche canzoni. La musica di questo pezzo sembra sollevarti da terra per cullarti, ma al tempo stesso per mostrarti il mondo e l'ineluttabilità del destino, non prima di averti strappato il cuore.

Il testo, scritto e cantato dal chitarrista Donald "Buck Dharma" Roeser, è profondamente rock. La canzone tratta dell'amore eterno, dell'inevitabilità della morte e dell'errore di temerla. Dharma lo scrisse in un periodo in cui stava pensando a cosa sarebbe successo se lui fosse morto giovane. Il testo si snoda tra figure che colpiscono l'ascoltatore, come quella dei 40.000 uomini e donne che muoiono ogni giorno, e quella di Romeo e Giulietta uniti per l'eternità.

Il destino del brano fu annunciato fin da subito: dopo aver ascoltato solo la prima take l'ingegnere del suono Shelly Yakus esclamò "Ragazzi, ci siamo! Il leggendario solco di una volta nella vita!"

La canzone rimase nella classifica Billboard Hot 100 per 20 settimane, divenendo il singolo più famoso del gruppo. Denise Sullivan di Allmusic ha elogiato "la voce gentile e la chitarra virtuosa" del brano e "l'inquietante pausa centrale che riporta l'ascoltatore nel cuore della canzone una volta che il tuono è finito". James Mann di PopMatters l'ha invece lodato come "punto di riferimento, capolavoro nella definizione del genere" che è "grandioso ed emotivo come il rock and roll americano ha mai avuto". Nel 1976 la rivista Rolling Stone proclamò "(Don't Fear) The Reaper" canzone dell'anno. The Guardian ha invece scritto che il fascino del brano "sta nella disgiunzione tra la sua trama gotica e la vivace linea di chitarra Byrdsiana che la trasporta".

Le parole non riescono a definire la grandiosità di questa canzone, perciò ascoltiamola!


 

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