24 Agosto 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 12 Agosto 2019 07:26

Pat Metheny: buon compleanno al grande chitarrista americano

Pat Metheny: buon compleanno al grande chitarrista americano
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L'autore Redazione


Pat Metheny, al secolo Patrick Bruce Metheny,  nasce a Kansas City il 12 agosto 1954 in una famiglia di musicisti. Ad otto anni inizia a suonare la tromba e passa alla chitarra quattro anni dopo.

All’età di 15 anni suona già regolarmente con i migliori musicisti jazz di Kansas City acquisendo un’ esperienza del palco in età insolitamente giovane. Metheny irrompe sulla scena jazz internazionale nel 1974. Nel corso dei suoi tre anni di militanza nella band del grande vibrafonista Gary Burton il giovane, nativo del Missouri, mostra già quello che presto diventerà il suo inconfondibile stile in cui scioltezza e articolazione del linguaggio, mutuate dal suo amore per la tromba, si fondono con una sensibilità ritmica e armonica molto avanzata in un modo di suonare e improvvisare moderno nella concezione ma anche profondamente radicato nella tradizione della melodia jazz, swing e il blues.

Il suo primo album, “Bright Size Life” (1975), è caratterizzato dall’utilizzo di sonorità del tutto originali per la chitarra jazz che influenzeranno le seguenti generazioni di chitarristi. Durante la sua carriera Pat Metheny ha continuato e continua a ridefinire il genere utilizzando nuove tecnologie e lavorando costantemente per sviluppare il potenziale di improvvisazione e sonoro del suo strumento. La versatilità di Metheny è quasi praticamente senza eguali.

Nel corso degli anni ha suonato con artisti molto diversi fra loro, quali Steve Reich, Ornette Coleman, Herbie Hancock, Jim Hall, Milton Nascimento, Charlie Haden, David Bowie, Michael Brecker, Brad Mehldau e molti altri. Da trentacinque anni lavora alla composizione dei brani del Pat Metheny Group con il tastierista Lyle Mays; un’associazione che è stato paragonata, da parte della critica e del pubblico,  a quelle di Lennon-McCartney e Ellington-Strayhorn. La produzione di Metheny comprende composizioni per chitarra, insiemi di piccole dimensioni, strumenti elettrici ed acustici, orchestre di grandi dimensioni, musiche per di balletto e colonne sonore con linguaggi  che comprendono il jazz moderno, il rock e la musica classica.Oltre a essere un musicista di valore Metheny si è dedicato all’insegnamento musicale..

A 18 anni, era il più giovane insegnante presso l’Università di Miami. A 19 anni, è diventato il più giovane insegnante presso il Berklee College of Music, dove, venti anni dopo,  ha anche ricevuto un dottorato onorario. Ha insegnato in diversi seminari musicali in tutto il mondo; dal Conservatorio Reale Olandese al Thelonius Monk Institute of Jazz, in Asia e Sud America. E’ stato anche un vero pioniere musicale nel campo della musica elettronica ed è stato uno dei primi musicisti jazz a fare un uso serio dei sintetizzatori. Anni prima dell’invenzione della tecnologia MIDI Metheny utilizzava il Synclavier come strumento di composizione.

Ha anche svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo di diversi nuovi modelli di chitarre come la chitarra acustica soprano, la chitarra  con 42 corde Pikasso, la chitarra jazz Ibanez PM-100 oltre a una varietà di altri strumenti personalizzati fra cui spicca il più recente Orchestrion. Una cosa è raggiungere la popolarità come musicista ma ben altro sono i consensi che Metheny ha raccolto dalla critica specializzata e fra i colleghi come, fra l’altro, attestano i diversi riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni; dalle vittorie in innumerevoli sondaggi come “Best Jazz Guitarist” a importanti premi, tra cui tre dischi d’oro, per “Still Life Talking”, “Letter from Home” e “Secret Story”, e ben 20 Grammy Awards distribuiti su una varietà di categorie diverse, tra cui Best Rock Instrumental, Best Contemporary Jazz Recording, Best Jazz Instrumental Solo, Best Instrumental Composition e Best New Age Album.

Il Pat Metheny Group ha vinto, fatto senza precedenti, sette Grammy consecutivi per sette album consecutivi. Dal 1974 Metheny ha trascorso gran parte della sua vita in tour, con una media tra i 120-240 spettacoli. Al momento in cui scriviamo continua a essere una delle stelle più brillanti della comunità jazz dedicandosi, con lo stesso impegno, ai suoi progetti, a quelli di artisti veterani e a quelli di musicisti emergenti che aiuta a raggiungere il loro pubblico così come realizzare le loro visioni artistiche.

A gennaio del 2013 è stato inserito nella Hall of Fame nella quale, nella categoria chitarristi jazz, figurano, dal 1952 a oggi solo altri 3 chitarristi, Charlie Christian, Django Reinhardt e Wes Montgomery.

 

 

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