18 Settembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 09 Settembre 2019 07:11

My Sharona e The Knack: come una hit può distruggere una band

My Sharona e The Knack: come una hit può distruggere una band
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L'autore Andrea La Rovere


Quarant’anni fa usciva uno dei più iconici successi del power pop: My Sharona degli Knack. Ma quel singolo dal riscontro planetario è anche alla base del successivo tracollo della band; scopriamo come.

Los Angeles, 2019. 

Sharona Alperin è un’agente immobiliare di un certo successo, a Los Angeles. Le proprietà che propone in vendita sono situate in luoghi che evocano subito il mito americano: Beverly Hills, Sunset Plaza Street, Elevado Street. Forse però non tutti i suoi facoltosi clienti sanno che a trattare con loro c’è una vera icona della storia del rock. Sharona Alperin, che oggi è una bella donna vicina ai sessanta, è la Sharona di My Sharona.

Los Angeles, anni ‘70

È il 1975 quando Doug Fieger, cantante di belle speranze, e Berton Averre, bravo chitarrista rock, si conoscono e formano il primo nucleo che porterà alla nascita degli Knack. Incidono alcuni demo e si fanno una certa fama suonando nei locali di Los Angeles, riscuotendo l’apprezzamento di personaggi come Stephen Stills e Bruce Springsteen. Tuttavia, il mercato dell’epoca privilegia la Disco Music, mentre i critici stravedono per punk, hard rock e il nascente heavy metal; per il rock tradizionale degli Knack non sembra esserci spazio. Nel frattempo Doug conosce Sharona Alperin e se ne innamora in modo folle, nonostante lei sia già fidanzata e abbia appena 17 anni, nove meno del cantante.

Doug è pronto a qualsiasi pazzia per conquistare Sharona, compreso scrivere un testo paranoico e ossessionato dalla ragazza, sulla base di un riff composto da Averre. Il riff è quello che tutti abbiamo sentito almeno una volta, e My Sharona è pronta per diventare una delle canzoni di maggior successo della storia. È il 1979 e gli Knack vengono sparati in orbita dal primo album trainato dal singolo: Get the Knack.

L’altezza a cui la band viaggia è però eccessiva e i componenti e l’entourage non sono preparati. I dirigenti della Capitol commettono una leggerezza imperdonabile: lanciano i quattro ragazzi come i “nuovi Beatles” e ne appesantiscono il volo con aspettative francamente impossibili da mantenere. Get the Knack, ascoltato dopo quarant’anni, è un buon disco, ma è palese che gli altri pezzi non siano all’altezza di My Sharona. Le influenze beatlesiane, per assurdo, sono assai presenti tranne che nel brano di maggior successo.

My Sharona è un pezzo perfetto. Il riff rimane impresso nella mente, l’attacco di batteria rappresenta per tutti i batteristi quello che Smoke on the water rappresenta per un chitarrista rock; il giro di basso è fenomenale e il modo in cui Fieger scompone e ricompone le sillabe di My Sharona ha fatto storia. Averre, per finire, costruisce un solo perfetto tra i Queen e Mark Knopfler. My Sharona è la perfezione fatta power pop.

Il resto dell’album suona bene ma è oscurato dall’hit storica. Heartbeat è una ballata nostalgica che guarda ai primi anni ’60 se non addirittura ai fifties; Siamese Twins a tratti sembra anticipare i Police, Lucinda è un hard rock melodico depotenziato, Frustrated una My Sharona in tono minore. Good girls don’t vola dalle parti dei Byrds, mentre She’s so selfish riprende la ritmica di Who do you love? Del vecchio Bo Diddley, con un occhio particolare alla versione psichedelica dei Quicksilver Messenger Service.

Torniamo alle conseguenze di My Sharona. Alla hit succede quello che succede a tutti i tormentoni; la sovraesposizione mondiale del pezzo – è un successo impressionante anche in Italia, nel 1980 – fa sì che brano e band diventino indistinguibili. Non solo. I continui ascolti la trasformano da pezzo perfetto a canzone inflazionata prima, insopportabile alla fine. Critica e pubblico per una volta fanno lega e boicottano il gruppo responsabile di troppo successo. I successivi due album fanno solo da pietra tombale alle ambizioni di Fieger e soci; nel 1982 è già tutto finito.

Seguiranno stanche reunion e repentini scioglimenti, almeno fino al 2010, quando un tumore mette la parola fine all’esistenza di Doug Fieger e degli Knack.

E Sharona? Grazie alla canzone e a tanta perseveranza, Doug riuscì a conquistarla e la loro storia fu assai più lunga e profonda del successo del gruppo. Per una volta il lieto fine, o almeno qualcosa di simile, ci fu, anche se lontano dai riflettori.

 

   Andrea La Rovere 

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