12 Novembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 06 Settembre 2019 18:52

Roger Waters: "Per fortuna Salvini se n'è andato, almeno per il momento"

Roger Waters: "Per fortuna Salvini se n'è andato, almeno per il momento"
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L'autore Redazione


“Devo confessare che non so molto bene quello che sta succedendo in Italia a livello politico, ma so che Salvini, per il momento, se n’è andato. Beh, meno male."

"Anche se mi sto accorgendo di una recrudescenza fascista in tutta Europa, basti vedere in Inghilterrra Boris Johnson, ma anche Polonia e Ungheria. Il potere mai come oggi controlla le nostre vite, c’è un disegno per distruggere questo nostro splendido e fragile pianeta: dobbiamo metterci insieme e resistere perché altrimenti non avremo nulla da lasciare alle prossime generazioni”. 

Sono alcune delle parole pronunciate oggi da Roger Waters, fondatore e genio creativo dei Pink Floyd, che nel giorno del suo 76° compleanno (leggi l'articolo) porta (come film fuori concorso) alla 76° edizione della Mostra di Venezia "US + THEM" , docu-film diretto insieme a Sean Evens (lo stesso regista di The Wall) che porta sul grande schermo lo spirito dell’omonimo e mastodontico  tour mondiale 2017-2018.

Sull’emergenza dei migranti Roger Waters afferma: “È gente povera che ha fame e scappa da zone di guerra e pericolo, flottano verso un posto dove poter vivere un po’ meglio con le loro famiglie. Noi europei abbiamo un dovere nei loro confronti, per quel che ne sappiamo l’homo sapiens ha meno di 200000 anni, siamo tutti africani. Da lì veniamo e ci ritroviamo divisi da queste tecniche nazionalistiche. Capisco che in Italia è facile creare paura dell’altro dicendo che in centinaia di migliaia ci invaderanno, ruberanno il lavoro e le nostre donne, ma noi dovremmo poter andare al di là di questo non c’è futuro per questa mentalità. Sono persone che hanno perso il controllo della propria vita per colpa dei signori della guerra come è successo in Siria. Per questo vengono, non certo per rubare la nostra pizza”.

Quando porti avanti un tour del genere, uno show in 157 tappe ogni volta per un pubblico diverso, sarebbe ridicolo non farne un film” prosegue Roger Waters.

Roger aggiunge: “Il viaggio per scoprire mio padre faceva parte della narrativa di The Wall, album che nel 1979 nasceva da uno spunto autobiografico, cosa che caratterizzò poi anche il successivo tour (anche quello poi raccontato dal doc di Sean Evens, Roger Waters: The Wall, nel 2014, ndr). Il tour Us + Them (dalla canzone omonima presente in The Dark Side of the Moon, 1973) ha invece un’impronta politica e umanitaria”.

(fonte: LINK)

 
 
 
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