15 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 11 Novembre 2019 08:50

I plagi musicali: ecco i più clamorosi

I plagi musicali: ecco i più clamorosi
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L'autore Gabriele Tomasi


Sarà vero che le note sono solo sette, ma nel mondo della musica i plagi o presunti tali sono migliaia. Con questo articolo apriamo una serie in cui ci occuperemo solo dei casi più eclatanti, ovvero quelli in cui due canzoni siano integralmente uguali, oppure abbiano l'inizio, un'intera strofa o il ritornello identici.

Cliccando sul titolo di ogni canzone potrete ascoltarla per decidere se secondo voi si tratti di un plagio o di una semplice somiglianza. In questo primo articolo ci occuperemo dei casi più clamorosi, quelli che hanno sollevato l'attenzione mediatica, e non c'è solo lo scontro Al Bano - Michael Jackson: molte altre cose incredibili vi attendono!


La band più copiata in assoluto è quella dei Beatles, e i casi di plagi nei loro confronti sono centinaia. Moltissimi artisti dagli anni '60 in poi si sono ispirati ai baronetti di Liverpool per qualcosa. Sembra impossibile che qualcuno pensi di copiare i Beatles e di farla franca, ma se fossero stati gli stessi Scarafaggi a plagiare una canzone, non sarebbe incredibile? Ebbene questo è successo nel 1969, quando John Lennon scrisse Come Together per l'album Abbey Road dei Beatles, che era troppo simile a You Can't Catch Me di Chuck Berrie, uscita nel 1956.

I quattro baronetti hanno sempre dichiarato che Berrie fosse uno dei loro mentori, ma in questo caso John aveva superato il confine tra ispirazione e plagio. Dovette intervenire Morris Levy, editore della musica di Chuck Berry, che citò in tribunale Lennon. Quest'ultimo come ammenda si impegnò ad incidere (stavolta pagando i diritti) alcune canzoni possedute da Levy: nacque così l'album del 1975 intitolato Rock 'n' Roll.

Non solo John Lennon, anche un altro beatle cadde nella citazione involontaria: nel 1970 George Harrison pubblicò My Sweet Lord nel suo album solista All Things Must Pass. Il pezzo purtroppo era troppo simile, per non dire uguale, a He's So Fine delle Chiffons del 1963. La corte federale degli Stati Uniti dichiarò che Harrison avesse "inconsciamente" copiato la canzone delle Chiffons, e gli fu ordinato di dare la maggior parte dei diritti di My Sweet Lord e una parte di quelli di All Things Must Pass agli eredi dell'autore di He's So Fine. Vedi l'approfondimento.

Quando nel 1988 Phil Collins pubblicò Groovie kind of love molti Italiani pensarono si trattasse di un plagio di Agnese, brano di Ivan Graziani del 1979. Sfuggiva però che Groovie kind of love fosse la cover di un pezzo omonimo del 1965 di Toni Wine e Carole Bayer Sager, e che sia questo sia la canzone del cantautore abruzzese riprendessero un brano di musica classica, ovvero la Sonatina in Sol Maggiore, op. 36 no. 5 di Muzio Clementi del 18° secolo, e quindi nessuno poteva pretenderne diritti.

Nel 1997 i Verve sfondarono nel mercato discografico con la canzone Bitter Sweet Symphony, la cui base è costituita da un campionamento della versione orchestrale di The Last Time, brano del 1965 dei Rolling Stones, contenuto nell'album The Rolling Stones Songbook della The Andrew Oldham Orchestra del 1966. I Verve negoziarono i diritti di utilizzo di un campione di sei note della registrazione dalla Decca Records, titolare del copyright; non ottennero però il permesso dall'ex manager dei Rolling Stones Allen Klein, che possedeva i diritti di The Last Time. Klein rifiutò di concedere la licenza anche a pubblicazione dei Verve avvenuta. Ciò portò a una causa risolta in via extragiudiziale cedendo tutti i diritti d'autore di Bitter Sweet Symphony a Klein e a Jagger e Richards. Solo nell'aprile 2019 Mick Jagger e Keith Richards rinunciarono ai diritti sulla canzone dei Verve. Vedi l'approfondimento.

Nel 1984 uscì un bel brano cantato da Gianni Togni dal titolo Giulia, firmato "Guido Morra - Gianni Togni". Peccato che il ritornello ricordi troppo quello di Juliet di Robin Gibb, uscito solo l'anno precedente. Non risulta che vi sia mai stata una denuncia in merito.

Nel 2001 venne pubblicata Somebody That I Used to Know di Gotye, che ottenne grande successo in tutto il mondo. Qualcuno però si accorse dell'affinità con il brano Seville di Luiz Bonfá del 1967. Solo dopo dodici anni dalla pubblicazione Gotye ammise che la sua canzone campionasse quella di Bonfá, ai cui eredi intestò il 45% delle royalties del brano.

Torniamo indietro nel tempo fino al 1963, quando uscì uno dei pezzi più famosi dei Beach Boys, ovvero Surfin' USA. Non passò molto tempo prima che qualcuno notasse la somiglianza con Sweet Little Sixteen di Chuck Berrie, uscita nel 1958. La causa legale si concluse attribuendo a Berrie i diritti di Surfin' USA.

Nel 1984 uscì il film Ghostbusters, che fu un grande successo al botteghino, e anche la canzone principale tratta dalla sua colonna sonora godette di un'enorme popolarità. Si tratta di Ghostbusters di Ray Parker Jr., la quale tuttavia riprende la melodia di I Want a New Drug di Huey Lewis and the News uscita l'anno precedente. La controversia legale si risolse per via extragiudiziaria. C'è da dire che entrambe le canzoni sono simili anche a Pop Muzik degli M uscita nel 1979.

Veniamo ora al caso più famoso in Italia, ovvero la clamorosa controversia tra Al Bano e Michael Jackson. Nel 1991 il cantante americano pubblicò la canzone Will You Be There, che presenta una melodia uguale a quella del brano I cigni di Balaka di Al Bano e Romina del 1987. Va detto che il cantautore pugliese disse fin da subito che fosse impossibile che Michael Jackson avesse mai ascoltato una sua canzone, ma se Al Bano aveva registrato la melodia per primo era giusto che gli fossero riconosciuti i diritti.

Al termine del lungo e altalenante processo tenutosi in Italia, al quale partecipò lo stesso Michael Jackson, venne stabilito che entrambi i brani riprendevano una terza canzone, ovvero Bless you degli Ink Spots del 1939, che a sua volta si rifaceva ad un canto dei nativi americani, e il tutto si concluse con un nulla di fatto. Vedi l'approfondimento.

Chissà se l'esito del processo sarebbe potuto essere diverso se avessero saputo che un altro brano di Michael Jackson, ovvero Fall Again, inciso come demo nel 1999 e pubblicato solo nel 2004, ricalca la melodia di Chissà di Anna Oxa del 1998. Ascoltare per credere!

Per ora ci fermiamo qui, ma nel prossimo articolo sui plagi ci occuperemo dei "recidivi", ovvero gli artisti che hanno copiato più canzoni nella loro carriera.



    Gabriele Tomasi - Onda Musicale

 

 

 

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