15 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Lunedì, 02 Ottobre 2017 16:56

Recensione: “A bit of italiano” di Francess

Recensione: “A bit of italiano” di Francess
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L'autore


«La traduzione è il mezzo che mi ha permesso di esplorare e proporre alcune delle grandi canzoni italiane in modo nuovo, dal mio punto di vista. Parola per parola verso per verso ho cercato, con la traduzione, di rispettare e rievocare il senso e l'intenzione dei brani originali».

Queste le parole di Francess, cantautrice italo – americana, che ha deciso di onorare le sue origini tricolori con il suo nuovo album intitolato per l’appunto A bit of italiano.

In questo disco vediamo infatti alcuni classici della canzone italiana trasportati in lingua inglese e, decisamente, più internazionali. Ma quali sono? Vediamoli subito assieme:

 

Don’t Want the Moonlight: il celebre pezzo del mitico Fred Buscaglione viene trasposto in una versione decisamente più moderna e accattivante, ma che comunque non manca di far riportare la mente gli anni ’50 quando, dalle radio, la voce di Fred cantava Guarda che luna.

Vacanze Romane: lo stesso discorso di prima vale anche per il famoso brano dei Matia Bazar. Qui Francess dà veramente il meglio di sé perché, oltre a dare quel tocco in più al brano che porta lo stesso titolo del film con Gregory Peck e Audrey Hepburn, riporta alla mente tutte quelle atmosfere della Roma girata con la Vespa ed il sole alle spalle.

Coinvolgente, ma soprattutto irresistibile, il mood della giovane cantante sa come tenere l’ascoltatore attento. Ricordiamo poi che non è certo facile arrivare con la voce ai livelli di Antonella Ruggiero.

Attenti al lupo: così recitava la canzone, oltre che la celebre storia per bambini, cantata da Lucio Dalle e scritta da Ron.

Francess la trasforma in una versione più acustica, con rimandi alla musica folkloristica e blues, mantenendo comunque una ritmica che non lascia certo indifferenti! Sembra davvero un’altra canzone, tranne per il ritornello in cui cantano attenti al lupo, da quanto è bella!

Il cielo in una stanza: alla delicatezza di uno dei veri e propri classici della canzone italiana viene aggiunto un senso di pace e di etereo che cullano, letteralmente, l’ascoltatore fino a trascinarlo da un’altra lontana parte con la mente.

Veramente eccezionale e toccante, a questo punto vorrei sentire che ne pensa Gino Paoli, ma sono certo che anche a lui farebbe molto piacere.

Good Fella: unico pezzo inedito del disco che si caratterizza anche per uno dei più curiosi dal punto di vista sonoro. Tra un misto di inglese ed italiano, blues, scacciapensieri, liscio e chi più ne ha più ne metta il pezzo scorre via che è un’autentica bellezza!

Come ha dichiarato la stessa Francesscon questo brano volevo rappresentare il miscuglio culturale che esiste dentro di me con tutti i suoi contrasti” ed è per questo che italiano ed inglese si mescolano alla perfezione, una fusione tra due mondi lontanissimi.

What Women Never Say: Quello che le donne non dicono cantava Fiorella Mannoia con la sua inconfondibile energia e voce. Qui la versione di Francess è tra le più fedeli all’originale e sa come toccare quelle corde nascoste dentro ognuno di noi.

Passione: dalla penna di Neffa questo brano è stato usato per quel bel film che è Saturno contro (Ferzan Özpetek). Qui Francess la rende sognante e toccante.

Vengo anch’io no tu no: tutto il ritmo e l’umorismo di una canzone scritta a più mani da Enzo Jannacci, Dario Fo e Fiorenzo Fiorentini riadattata con quel ritmo acustico che vi farà ricordare i Gotan Project e l’Amy Winehouse dei tempi migliori.

Ma se ghe penso: toccante canzone in dialetto genovese, qui cantata in inglese, risalente addirittura al 1925 che vi farà volare sulle ali di un altro classico che onora il nostro Paese. Veramente toccante, ascoltatevela a fondo perché è tra i pezzi che meritano di più dell’intero disco a mio parere!

Don’t Want the Moonlight (acoustic version): intensa versione acustica del celebre pezzo di Buscaglione per chiudere il disco in bellezza

 

A proposito di disco, che dire di questo? Come un fiume di ricordi che corrono lungo le finestre quando piove, Francess ci ha dato una pioggia di emozioni che noi tutti possiamo collegare a più ricordi. Più che un album di cover, direi un album di magistrali reinterpretazioni con quel pizzico di personalità in più che non guasta mai!

 

Vanni Versini – Onda Musicale

 

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