14 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 06 Dicembre 2017 16:10

Recensione: “Orso giallo” dei Vallanzaska

Recensione: “Orso giallo” dei Vallanzaska
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L'autore


Siamo a fine settembre 2017 ed i Vallanzaska, storico gruppo ska del milanese, hanno appena pubblicato la loro ultima fatica discografica dal curioso titolo Orso giallo.

Devo dire che è stata una bella sorpresa ritrovarsi ad ascoltare l'ultimo disco di una band che ha accompagnato tutti noi, o almeno buona parte, in quel folle periodo che erano le superiori.

Non siamo più ai tempi di Sì sì sì no no no, Cheope, Hanno ucciso Paperoga, ma non importa! Diamo dunque un'occhiata alle tracce del disco:

 

Assessore: con un ritmo che vi farà ricordare i Lynyrd Skynyrd di Sweet Home Alabama” questa canzone d'apertura, allegra e scanzonata, è un'aperta presa in giro nei confronti dei vari assessori e politici vari.

Doppia famiglia, pigro, “30.000 al mese”, “amico degli amici” e mille altri privilegi che ci fanno imbestialire non poco. Una scelta davvero ben azzeccata per aprire le danze!

Balla: com'è giusto che sia si prosegue con lo ska più lanciato in cui la band ricorda i 25 annidi attività e di musica in giro per l'Italia.

Esilarante poi la descrizione delle magliette e delle bandiere sfoggiate ai concerti. Tra Ska – P, foglie di marijuana, bandiera della Sardegna e tanto tanto divertimento!

Easy: sonorità più reggae e decisamente rilassate per una canzone sarcastica nei confronti dei terroristi dell'Isis, un modo niente male per esorcizzare questa paura. “Sensazione straordinaria di sentirsi un po' per aria”.

Ladri di cani: un coro di cani fa da contorno alle tastiere iniziali prima che la batteria ed i fiati prendano possesso della canzone.

Irriverente ed irresistibile parla di tutte quelle contraddizioni occidentali che ci rendono tristemente famosi, dalle mozzarelle blu ai nuovissimi e lentissimi smartphone fino alle biciclette nei burroni e gli stendini di svariati metri.

Dubai: ritorno alle sonorità reggae per descrivere in inglese l'assurdo viaggio del cantante nel deserto, dopo essere stato rilasciato dal carcere, fino alla città onirica con biciclette d'oro nelle autostrade. Una nuova El Dorado? Particolarmente interessanti anche i piccoli intarsi di elettronica!

Special: vero e proprio tributo agli Specials, storica band ska britannica venerata dai Vallanzaska e dagli addetti al settore al pari dei folli Madness. Godetevi il giro di basso e lasciatevi trasportare dall'energia della band milanese!

Butterfly: praticamente è l'amore visto dai Vallanzaska, schietta e sincera questa canzone vi lascerà il sorriso sulle labbra. “Sei farfalla, sei natura, acqua dolce tra le mura”.

Quando è gatta: l'erba del vicino è più buona, “l'erba nel giardino del re” eccetera, che vi dice? Ecco, avete indovinato! Immancabile, ci sta sempre più del cacio sui maccheroni, o sugli Spaghetti Ska. Godetevi l'assolo di chitarra verso la metà del brano.

Soia: si sa, lasalsa disoiaè buona, ma cavolo se macchia (“porca la puttana, porca la troia”)! La cosa brutta è che c'è pure il colloquio di lavoro in neanche mezz'ora!

Tra i successivi personaggi deliranti, l'Omino Bianco e Barry White, fa pure la sua apparizione “l'orso giallo” del titolo. Un volo pindarico semplicemente fantastico!

Io non c'entro: tra le frasi che sentiamo di più quasi tutti i giorni, specchio del nostro pensiero e motto italiano.

Non pogo più: gli anni passano per tutti e spesso ci si dà quella fatidica regolata andando a lavorare in ufficio alla faccia dei musicisti fancazzisti, quello stesso di persona che una volta era il narratore del brano.

Giovane e ribelle ed oggi inquadrato con giacca e cravatta nella metro, è proprio questo che si vuole davvero? Non sarebbe bello tornare indietro e mandare a quel paese tutto il resto? In effetti non pogare mi sembra una cazzata”.

Sei qui: una canzone per ricordare il fonico Angelo che ha lasciato all'improvviso la band. Molto sentita e commovente, ascoltatela con attenzione.

Ragazzo distratto: allegra, scanzonata, distratta, un po' distratta insomma. Non vi è mai capitato? Pensateci bene, accettate l'evidenza dei fatti e godetevela tutta! Fantastica poi la citazione Corvi/Brogues alla fine con “sono un ragazzo distratto, lo so, e tu ti prendi gioco di me”.

Donald Trump: poteva mancare una canzone contro uno dei presidenti statunitensi più contestati di tutti gli ultimi anni? Ovviamente no! Ottima conclusione!

 

A proposito di conclusione, il disco è finito e quindi che dire? Molto bello e attuale, va dritto al punto con il suo essere irriverente e scanzonato al punto giusto senza mai essere per questo banale o troppo semplice. Io lo sto già riascoltando e voi?

 

Vanni Versini – Onda Musicale

 

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