15 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 08 Giugno 2018 11:24

Sirius: intervista alla vigilia della finale di Sanremo Rock

Sirius: intervista  alla vigilia della finale di Sanremo Rock
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L'autore Stefano Leto


I Sirius sono impegnati in questi giorni nelle fasi finali di Sanremo Rock, (leggi l'articolo) prestigiosa kermesse musicale che cerca di fare emergere nuovi gruppi.

Sulla scia delle musiche e dell'eredità del mitico Alan Parsons Project, storico gruppo progressive rock fondato da Alan Parsons ed Eric Woolfson, i Sirius di Giovanni Peduto (chitarre e voce) e Giuseppe Di Pasca (tastiere e voce) propongono un sound etereo e sperimentale. (leggi l'articolo)

Frutto di tutta questa passione e fatica è l'album "Revenge" del 2017 interamente in inglese ispirato dalla celebre massima del grande poeta tedesco Goethe, ovvero, "la vendetta più crudele è il disprezzo di ogni vendetta possibile"

Li abbiamo contattati ed abbiamo rivolto loro alcune domande.

 

Come e quando nasce l’idea del vostro progetto musicale e chi sono i Sirius?

"L’idea del progetto nasce durante una sera di agosto del 2015, già in attivo avevamo una band con la quale iniziavamo a creare brani propri e non cover. L'idea nasce da una critica costruttiva di un amico, D.M., il quale affermava che un brano al quale si lavorava somigliasse ad una canzone degli Alan Parsons Project, quale appunto il brano strumentale Sirius. E da quella critica prendemmo l’idea al volo per fare un progetto musicale che riprendeva un po’ quel sound, degli Alan Parsons Project, ma con una chiave sperimentale e personale. Così decidemmo di creare un percorso parallelo alla band di allora creando e sperimentando brani nostri.  Verso la fine del 2015 mettemmo in cantiere tutte le nostre idee e le bozze strumentali. Ma l’idea non era solo concentrata sul sound e sulla musica, ma anche nel creare un vero e proprio progetto multimediale artistico, dove a contorno della musica vi era l’arte della grafica sia fumettistica che fotografica, ma anche la letteratura e le tematiche psico-sociali. In quel momento nacque SIRIUS che definiamo non una band, appunto, ma un progetto artisitco, creato da Joe Peduto, (chitarra/voce) e Josh Di Pasca, (tastiere/voce)."

 

A quali artisti vi siete ispirati nel vostro percorso di crescita professionale?

"L’ispirazione è data da una influenza assorbita negli anni, che si è ampliata nel ricercare le particolarità degli artisti che creavano qualcosa di singolare. Da ciò non ne deriva emulazione o imitazione ma bensì cercare di essere all’altezza, nel nostro piccolo, di creare qualcosa di singolare, con un nostro sound, così come hanno fatto i nostri artisti ai quali ci siamo ispirati, come: Pink Floyd, Genesis, Alan Parsons Project, Mike Oldfield, Duft Punk e brani “comete” di altri artisti."

 

Nel 2017 esce il concept album  “Revenge”. Che cosa ha rappresentato per voi questa produzione musicale?

"REVENGE", da un punto di vista emotivo, rappresenta il cambiamento, la voglia di mettersi in gioco con le proprie forze, la determinazione di anni a sbagliare e a riprovarci. Rappresenta la "vendetta" nei confronti di chi non credeva in noi. "Revenge" rappresenta il riscatto personale di credere nelle proprie idee, nonostante siano fuori dai contesti quotidiani musicali e attitudinali. Da qui prende l’idea di promuovere l’album come simbolo di riscatto, basandosi sul tema che si ispira alla frase di Goethe: “La vendetta più crudele è il disprezzo di ogni vendetta possibile."

 

Dal disco avete estratto il singolo “Every” e il relativo videoclip (link) che avete realizzato nella vostra terra di origine: il Cilento. Cosa rappresenta per voi questo singolo?

"Oltre ad essere una soddisfazione come primo video clip professionale in assoluto che abbiamo prodotto e realizzato grazie al registra Bagher Rahati Nover e al suo team Arkè Film, "Every" rappresenta un cortometraggio che va al di fuori degli schemi del classico video musicale, le cui immagini diventano simbolo di denuncia e riscatto del nostro territorio di origine, quale il Cilento e quì rappresentato dalla Pompei del 900’, Roscigno Vecchia. Il tutto vuol rappresentare l’essenza, il viaggio metaforico dell’uomo che combatte e si libera  dall’inerzia delle sue oppressioni (fisiche, mentali, sociali) creando un riscatto mediante la vendetta che possa condurre ad un punto zero da cui ripartire. Caratterizzato dalle tre entità protagoniste del video, Joe, la parte umana, Josh (giacca viola) la coscienza, e Adia, che rappresenta la lotta interiore tra l’uomo e la sua coscienza."

 

Per la realizzazione di “Every” vi siete avvalsi della collaborazione di uno dei più rappresentativi e bravi chitarristi italiani: Luca Colombo. Come è nata questa idea di collaborazione e come vi siete trovati a lavorare con una grandissimo professionista come lui?

"L’idea della sua collaborazione nacque in studio quando si parlava di chitarristi italiani e non poteva mancare all’appello il nome di Luca Colombo. E da lì venne l’idea di proporgli una collaborazione. Ancora non si sapeva su quale brano fare la proposta, "Every" sembrava il brano con un' atmosfera diversa rispetto agli altri e così lo contattammo nel novembre del 2016. Rispose chiedendo di inviargli degli stems audio da valutare. Dopo diverse settimane arrivò una semplice risposta affermativa e noi chiedemmo se era possibile andare nei suoi studi a Parma e conoscerlo di persona, poiché oggi gran parte delle collaborazioni avvengono online, a distanza. La risposta fu positiva, così nel marzo del 2017, andammo nel suo studio e in quasi due ore Luca tirò fuori il suo assolo e le sue rifiniture che perfettamente abbracciavano il sound e ciò che noi stavamo cercando. Il tutto con grande professionalità e umanità. Il bello fu che lì per lì, chiedemmo come era il brano e cosa ne pensava della sua collaborazione e lui semplicemente rispose ”Io ci metto la faccia nelle mie collaborazioni, se il brano non meritava non accettavo”. E da quella risposta capimmo che stavamo facendo un lavoro al di sopra delle nostre aspettative."

 

La vostra continua voglia di creatività vi porterà a realizzare quanto prima anche un fumetto. Cosa potete anticipare di questa interessante iniziativa?

"Al riguardo poche righe, il tutto è in cantiere su carta. Possiamo dire che appunto fa parte dell’altra medaglia del progetto Sirius. Il fumetto, ideato da Joe e realizzato a mano, dalla matita di Simona Simone; e dalla penna dello sceneggiatore, Andrea Gallo Lassare, vedrà come scenografia per la prima volta, Roscigno Vecchia, già protagonista nel videoclip ufficiale del brano "Every". Dal disegno del fumetto verrà realizzata un storia animata come videoclip per uno dei brani dell’album e sarà fatto dall’azienda londinese Trunk Animation, che si è occupata dell’animazione del video di David Gilmour (Pink Floyd) per il singolo, “Rattle That Lock” (fase in trattativa)"

 

In questi giorni siete in tour in Italia, che cosa rappresenta per voi il “live” e che rapporto avete con il pubblico che viene ai vostri concerti?

"I live per noi rappresentano il modo più diretto e interessante di far scoprire la nostra musica, ma soprattutto perché esprime ciò che realmente è un musicista. Oggi, pertanto il Live è un campo difficile perché principalmente e attualmente la maggior parte dei locali oggi giorno permettono l’esibizione solo di cover band, ma lì dove vi è apertura mentale alla innovazione o semplicemente permissione nel far fare brani inediti, grazie alla nostra musica, abbiamo girato un po’ l’Italia e portato il nostro messaggio. La nostra musica deve essere Sentita non solo ascoltata, ogni nota o registrazione audio è una suggestione sonora che deve mirare nel far pensare e riflettere chi ascolta, una sorta di musica terapia. Il nostro pubblico è e deve essere un pubblico attendo, che ascolta con interesse altrimenti esce fuori dall’atmosfera del nostro sound. Per questo preferiamo un pubblico modesto che ascolta, fa domande, partecipa, si emoziona e applaude con sentimento, più tosto che locali riempiti dove la musica viene vista solo come karaoke o sottofondo musicale ai discorsi personali dei commensali. La soddisfazione è quando fai più di 600km da casa e trovi una persona che canta il tuo brano, più tosto che 100 che cantano i brani degli altri suonati da te."

 

Che progetti avete per il futuro?

"I progetti sono tanti in continua evoluzione e trasformazione. Sicuramente ora è partecipare alle finali di Sanremo Rock con la nostra band. Poi registrare un nuovo singolo con un nuovo video clip presentare e il fumetto. Stiamo lavorando per il prossimo tour da settembre il quale a breve sveleremo anche il supporter special guest che suonerà per noi. Si spera che i progetti si realizzano grazie a chi ci ascolta e supporta."

 

Stefano Leto - Onda Musicale

 

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