13 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 07 Giugno 2018 09:10

Matteo B. Bianchi: intervista all'autore del libro "Yoko Ono. Dichiarazioni d’amore per una donna circondata d’odio"

Matteo B. Bianchi: intervista all'autore del libro "Yoko Ono. Dichiarazioni d’amore per una donna circondata d’odio"
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L'autore Stefano Leto


Matteo Bianchi inizia a scrivere appena terminati gli studi e collabora con alcune fanzine on line. Nel 1994 pubblica una raccolta di aforismi di Andy Warhol e in seguito anche il primo romanzo dal titolo "Generations of love".

Successivamente collabora alla realizzazione di programmi per la radio, per televisione e per il teatro, senza mai abbandonare la sua passione per la scrittura. Prossimamente è in uscita il suo ultimo libro, dedicato alla controversa figura di Yoko Ono, moglie di John Lennon dei Beatles. Il libro si intitola "Yoko Ono - Dichiarazioni d'amore per una donna circondata d'odio".

Abbiamo contattato l'autore al quale abbiamo rivolto alcune domande.

 

Come ti descriveresti a chi non ti conosce?

“Questa è davvero una domanda piuttosto difficile a cui rispondere - dice Matteo sorridendo - mi descriverei come una persona che lavora con le parole, in vari campi.”

 

A metà degli anni '90 inizi a scrivere una serie di racconti che hanno come protagonisti degli spot televisivi. Come è nata quell’idea?

“Avevo letto da qualche parte dell’esistenza di racconti ispirati alle pubblicità televisive. In quel periodo non esisteva internet, o almeno non era diffuso come adesso, quindi era molto complicato verificare le notizie che si sentivano in giro e io non sapevo molto più di questo. Ho rielaborato quest’idea a modo mio e ho fondato la “letteratura spot”, ossia ho chiesto a una serie di autori (Carlo Lucarelli, Pino Cacucci, Tito Faraci, Marco Mancassola e altri) di inventarsi le storie dei protagonisti degli spot tv. La mia idea era di raccontare cosa succedeva a questi personaggi oltre i 30 secondi in cui li vedevamo. E’ stata una cosa molto divertente e anche sperimentale per quel periodo.”

 

Sempre in quel periodo pubblichi una raccolta di aforismi del grande Andy Warhol dal titolo “La più bella cosa di Firenze è il McDonalds”. Come ti è venuta un‘idea così geniale?

“Io sono sempre stato un grande estimatore di Andy Warhol, specie dal punto di vista letterario. Ho letto i suoi libri e mi piaceva la sua filosofia e le cose che diceva. Mi è venuta questa idea di estrapolare dai suoi scritti quelli che, dal mio punto di vista, erano dei punti chiave della sua filosofia. Sono quindi citazioni tratte da interviste, diari e dai suoi saggi. Una delle frasi che lui ha detto è proprio che durante i suoi viaggi cercava dei pezzi di America nei luoghi che visitava. E a Firenze un pezzo di America era esattamente il McDonlads che, ad esempio in Russia, non c’era ancora. Era un titolo piuttosto provocatorio da pubblicare in Italia ma in realtà è andata benissimo.”

 

E’ in uscita il tuo ultimo libro dal titolo “Yoko Ono. Dichiarazioni d’amore per una donna circondata d’odio”. Come nasce quest’idea di dedicare un libro a uno dei personaggi più discussi della musica?

“E’ stata la casa editrice Add, che ha una collana chiamata “Incendi” dedicata alle icone contemporanee, a propormi di partecipare con un mio saggio. Io ho fatto subito il nome di Yoko Ono convinto che loro non avrebbero accettato. Invece, inaspettatamente, a loro l’idea è piaciuta.”

 

Moltissimi fans dei Beatles accusano Yoko Ono di avere, più o meno volontariamente, causato lo scioglimento del gruppo? Tu cosa ne pensi al riguardo?

"Io amo e seguo Yoko Ono da molti anni e speso ho constatato come sia difficile parlarne. La gente ti considera una persona che vuole provocare o darsi un certo tono o comunque andare contro corrente se dici che ammiri Yoko Ono. A volte appare persino inconcepibile che una persona la possa apprezzare. In realtà ho capitone che molte persone odiano Yoko Ono ma di lei non sanno assolutamente nulla. L’intento del mio libro è raccontare la sua vita e spiegare la quantità di bugie che le hanno costruito intorno e in particolare su questa assurda idea che possa essere stata lei a fare scogliere i Beatles. La gente che odia Yoko Ono in realtà non la conosce affatto e ignora le opere seminali, sia in ambito musicale che artistico, che ha prodotto. Inoltre, specie sui social network continuano a essere riportate delle notizi su di le che sono falsate o distorte. Devo tuttavia dire che negli ultimi anni è in atto una forte rivalutazione di Yoko e la cosa non può che entusiasmarmi." 

 

In ogni caso Yoko Ono è unanimemente considerata una grande artista e le vengono riservati importanti spazi nei più prestigiosi musei mondiali? Quale è il tuo pensiero?

"Che era ora che ci si accorgesse del suo valore. Quello di Yoko Ono è un tipico caso nel quale la fama negativa ha offuscato il senso della sua opera per troppo tempo."

 

Hai avuto l’opportunità di incontrare Yoko Ono?

“Purtroppo non l’ho mai incontrata anche se ci ho provato molte volte come ho scritto anche nel libro. Tuttavia spero, prima o poi, di riuscire a farlo.”

 

Stefano Leto - Onda Musicale

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