7 Dicembre 2019
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Lunedì, 25 Giugno 2018 10:08

Gatto Panceri: intervista al grande cantautore italiano che ha appena pubblicato il suo nuovo disco

Gatto Panceri: intervista al grande cantautore italiano che ha appena pubblicato il suo nuovo disco
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L'autore Stefano Leto


Luigi Giovanni Maria Panceri, in arte Gatto Panceri, è nato a Monza. Figlio di una ragazza madre (il padre naturale fece perdere le proprie tracce prima ancora della sua nascita), è cresciuto a Concorezzo alle porte di Milano.

Cantautore e virtuoso chitarrista, scrive da sempre in autonomia testi e musiche dei suoi brani ed è arrangiatore e produttore degli stessi. Si è diplomato da ragazzo al Conservatorio di Milano in chitarra, armonia e composizione.

Debuttò al Festival di Sanremo Giovani del 1986, presentando "Scherzi della vita" prodotto da Piero Cassano e Roberto Rossi.  Poi pubblicò nel 1987 prodotto da Patrick Dijvas della PFM il mini LP (Q-Disc) " A cento metri da casa " e nel 1989 il suo primo intero album "Il suono del Gatto".

Nel 1990 il provino di una sua canzone, "Canterò per te" arrivò alle orecchie di Mina, che decise di inciderla sul suo album "Uiallalla": questo gli permise di farsi conoscere come autore per altri e anche di ottenere il suo primo importante contratto discografico come cantautore con la multinazionale Universal Music Italia(allora, PolyGram).

Il suo album "Cavoli amari" del 1991, conteneva anche il brano "Aiuto" col quale partecipò al Festivalbar di quell'anno. La grande occasione giunse però nel 1992 con "L'amore va oltre" dedicata a una coppia di suoi amici, di cui lui disabile: presentata al Festival di Sanremo, vinse il premio della critica nella categoria Giovani. La canzone venne inserita anche nell' album seguente intitolato "Gatto Panceri", che grazie anche al successo del brano "Un qualunque posto fuori e dentro di te" presentato in varie tappe del Cantagiro 1992 e molto programmato nelle radio, porta il disco a raggiungere la quota delle oltre 100 .000 copie vendute.

Mogol dal 1994 lo volle al suo fianco al Cet, la scuola fondata in Umbria per offrire stage sulla composizione. In quell’ anno esordisce anche tra le file della Nazionale Cantanti Italiana per partite di calcio a scopo benefico. Da ragazzo, Gatto ha militato nelle squadre giovanili del Monza Calcio, ma poi ha preferito dedicarsi totalmente alla musica.

Nel 1994 pubblica "Succede a chi ci crede", trainato dal successo del brano "Abita in te" (successivamente reinciso con il titolo "Stapel op you" da Marco Borsato, cantante olandese che nei Paesi Bassi con il pezzo di Panceri sale in vetta alle classifiche per molti mesi).

Gatto Panceri ha scritto canzoni per tanti artisti affermati. Spicca tra tutte ovviamente "Vivo per lei", interpretata da Andrea Bocelli e Giorgia, che ha venduto 31 milioni di dischi ed è famosa in tutto il mondo. Sempre per Giorgia firma 8 brani nel suo album "Come Thelma e Louise" del 1995, tra i quali i singoli "Riguarda noi" e "C' è da fare".

In precedenza Gatto Panceri aveva collaborato con Mietta nel suo album del 1994 "Cambia pelle" firmando per lei 4 nuovi brani. Gianni Morandi interpreta la sua canzone "La voce" inclusa nell’album "Morandi" e Syria presenta al Festivalbar "Station wagon" scritta da Gatto con Bungaro per lei nel 1998.  Per Bocelli scrive anche un altro brano dal titolo "Sempre sempre" inserito nel plurivenduto album "Romanza". Dopo questi clamorosi risultati, Gatto Panceri diventa Socio SIAE.

Dopo un primo bilancio artistico, rappresentato dall'album "Impronte digitali" del 1995, (che contiene alcuni inediti e i suoi maggiori successi fino ad allora conseguiti), nel 1997 pubblica "Stellina", che includeva fra i singoli "Le tue mani"  e "Mia". Sono i due grandi successi che portano l’album a raggiungere così le 90.000 copie, che gli valgono il Disco d'Oro. Ma le soddisfazioni non finiscono lì: Mijares un famoso cantante messicano, incide la canzone "Stellina" in spagnolo, e vende 800.000 copie in tutto il Sud America.

Nel 1999 è nuovamente al Festival di Sanremo, ma stavolta nella categoria Big, ove gareggia con la canzone "Dove dov'è”, classificandosi quinto. Il brano è incluso nel suo quarto album "Cercasi amore". Nello stesso anno partecipa a Un disco per l'estate, vincendo la manifestazione con il brano " Anello di fumo".

Nel 2001 pubblica l'album "Vibrazioni" e il 21 ottobre 2001 canta la sua "L' amore va oltre", invitato da Papa Giovanni Paolo II in occasione della Giornata Mondiale della famiglia a Roma in Piazza San Pietro.

Nel 2003 esce con l'album "7 vite", anticipato dal singolo "Accarezzami domani". Su "Confine", uno dei brani inclusi nel cd, viene realizzato un videoclip animato a disegni curato dal famoso fumettista Ernesto Paganoni. Nello stesso anno, Fausto Leali partecipa a Sanremo con una canzone firmata da Gatto Panceri, dal titolo "Eri tu". Nell’album di Leali che esce dopo il Festival, Gatto firma altri 4 brani.

Nel 2005 Panceri vive un grande successo in Giappone, culminato con 4 concerti a Tokio, svoltisi nel prestigioso Palasport Tokio Dome. Nel 2006 con l'album ‘Passaporto’ raggiunge ulteriori risultati di pubblico e di vendita con i brani "È solo musica" (premiato il videoclip realizzato all’aeroporto di Verona) e "Ruvida".

Nel 2008 scrive "Grande", la canzone con la quale Paolo Meneguzzi partecipa al Festival di Sanremo di quell' anno. In questo periodo, Gatto firma canzoni anche per Luisa Corna, Riccardo Fogli, Dennis Fantina e Luca Jurman. Canta in Sicilia a Lampedusa duettando con Claudio Baglioni nel megashow O’scià.

Nel 2010 esce l’album ‘S.O.S.’, nel quale spiccano tra gli altri i brani "Madre mia" e "Di te". Nel 2011 la Universal Music Italia pubblica la doppia raccolta "The best of Gatto Panceri," contenente 28 brani prodotti dal 1991 al 2007.

Nel 2012 esce il suo primo cd registrato interamente dal vivo dal titolo "Gatto Live".  La prima traccia è "Vivo per lei", cantata dal vivo da lui stesso in versione unplugged chitarra e voce. Nel 2012 ha suonato a Toronto e a New York.

Da 20 anni consecutivi Gatto Panceri, in Italia, soprattutto nei mesi estivi, ha una fiorente attività concertistica accompagnato dalla  stessa band che ha suonato nel suo cd dal vivo. Negli anni è stato gestito da varie agenzie di booking tra le più importanti: Paddeu Produzioni, MT blues, Momenti Sonori, Italia Eventi, e dal 2016 Lorenzo Paolucci Agency.

Il 31 maggio 2014 esce "Vieni a vivere", un singolo prodotto e arrangiato con il chitarrista Filadelfo Castro già sul palco accanto a Gatto Panceri dal disco "Gatto  live". Sulle note del brano è stato realizzato un videoclip curatissimo e particolare pieno di natura, movimento e tanti animali: in definitiva, le tre passioni di Gatto.

Nel 2015 Gatto apre la sua casa editrice la “VIVO PER LEI EDIZIONI MUSICALI” in cui, tra i tanti obiettivi, c’ è la produzione di giovani artisti e la ricerca di nuovi autori da valorizzare.

Nella sua carriera, Gatto Panceri ha vinto e conseguito numerosi premi della critica e alla carriera, tra cui due volte il Premio Lunezia Città di Aulla, conferitogli da illustri letterati per il contenuto dei suoi testi ritenuto altamente poetico.

Nel 2014, quale prestigio soriconoscimento per il suo operato creativo, ha ricevuto a Napoli il Premio Massimo Troisi. I suoi primi scopritori sono stati negli anni 90 Patrick Dijvas e Franz Di Cioccio della PFM, il Manager Michele Torpedine e il discografico Bruno Tibaldi. Si sono susseguiti poi negli anni collaborazioni per la produzione dei suoi brani con: Umberto Iervolino, Gianni Bini, Celso Valli, Fio Zanotti, Roberto Rossi, Piero Cassano, Giuliano Boursier, Danilo Ballo, Bruno Sartori, Mauro Malavasi, Filadelfo Castro, Simone Aiello e Roberto Guarino.

Lo abbiamo contattato e gli abbiamo rivolto alcune domande:
 
 
Cantautore, chitarrista, turnista, 11 dischi come solista, quasi 20 singoli. Come si definirebbe Gatto Panceri?

"Mi definirei un musicista completo. Non mi sento più un cantautore e non mi sento più un chitarrista. Per questo disco infatti sono editore autore di tutti i testi, arrangiatore e quindi, dopo 25 anni di attività, mi sento un musicista completo. Infatti - spiega Gatto - ricordo che i primi miei dischi erano stati co-arrangiati e co-prodotti da altri. Satavolta, dopo 11 album, il dodicesimo è stato realizzato in totale autonomia."

 

Quando inizia ad avvicinarti alla musica? 

"Ricordo che avevo un amico che portava sempre con se una chitarra ma in quel periodo io preferivo giocare a calcio con gli altri ragazzi nel campetto del posto dove abitavo. Un giorno mi sono sbucciato un ginocchio e quindi lui è entrato al posto mio e mi ha dato da tenergli la sua chitarra. E’ stato davvero amore a prima vista. Infatti, nella canzone “Vivo per lei” c’è una frase che dice “vivo per lei dalla prima volta che l’ho incontrata”."

 

Quali sono gli artisti o le band ai quali ti sei ispirato nel tuo percorso di crescita professionale?

"Certamente Lucio Battisti e i Police. In particola Sting e il suo gruppo ritengo che, dopo i Beatles, abbiano inventato la miscelannea fra i generi musicali."

 

Nel 1986 debutti al Festival di Sanremo (nuove proposte) con il brano "Scherzi della vita". Che esperienza è stata per te?

“Ricordo bene quell’esperienza. Non ero ancora ben formato come musicista però è stata una sorta di “rompi ghiaccio”. Penso che un musicista non cresce se non sale su un palco e, naturalmente, il palco di Sanremo è molto prestigioso anche se difficile. In sintesi, penso che sia stato un gradino di quella lunga strada che mi ha portato ad essere quello che sono oggi."

 

In seguito fai il turnista (leggi l'articolo) per un pò e quindi esordisci con l'album "Cavoli Amari". Che cosa ricordi di quel periodo?

“In quel periodo c’è stata anche la mia seconda partecipazione a Sanremo che è andata molto meglio della precedente perché avevo fatto, nel frattempo, altra esperienza in giro. Dal mio punto di vista considero il vero esordio nel 1992 e non il 1986. Inoltre, fare il turnista mi è servito davvero moltissimo perché mi ha permesso di “respirare” per anni i dischi altrui e accumulare esperienza. Nel mio ambienta lavorativo credo che la grande fortuna, almeno per me, sia stata avere la possibilità di crescere."

 

Come nasce il tuo nome d'arte? 

"Il mio vero nome è molto lungo e tutti mi chiamavano "gatto" già quando andavo alle scuole medie, prevalentemente per la mia vivacità. Il primo a chiedermi se avessi un soprannome fu Pippo Baudo nel 1992 e fu proprio lui a consigliarmi di adottare quel soprannome che avevo sin da ragazzo. Da allora è nato Gatto Panceri."

 

Nella tua lunga carriera hai collaborato con moltissimi grandi artisti fra i quali Mina, Mietta, Giorgia, Syria, Fausto Leali, Gianni Morandi, Orietta Berti, Massimo Ranieri, Riccardo Fogli, Paolo Meneguzzi, Quale è stato, secondo te, iul segreto di questo successo? 

“E' vero, ho collaborato con tantissimi bravi e grandi professionisti. Il segreto, secondo me,  è nell’umiltà di cercare di imparare sempre - racconta Panceri - e non smettere mai di cercare di crescere."

 

Il 25 maggio è uscito il tuo nuovo disco dal titolo "Pelle d'Oca e Lividi". Cosa puoi dirci di questo lavoro che arriva dopo sei anni dal precedente? 

“Il disco ha richiesto un po’ più di tempo del previsto perché contiene 19 tracce ed è quasi come se fosse un disco doppio. Questa volta ho davvero voluto esagerare ed è per questo che mi piace definire questo disco “epocale”, nel senso che è raro che si faccia un disco così in questi ultimi tempi. In modo particolare - ci spiega Gatto Panceri - perché dischi con questa mentalità non se ne fanno più da un pò. Credo che ormai non esista più il “concetto dell’album”, quello che la musica prog definiva “concept album”. Sono andato un po’ contro corrente perché nel mondo della discografia, specie ultimamente, la parola d’ordine è “Low Budget” ed è anche per questa ragione che io lo ho co-prodotto, per poterlo curare come volevo io e senza risparmiare nulla. Ed i primi dati sulle vendite sembrano darmi ragione e questo mi porta a pensare che probabilmente la gente vuole ancora qualche disco fatto bene. Con strumenti suonati e arrangiamenti curati. E per fare tutto ciò serve del tempo.

 

Qual'è il tuo rapporto con i social network? 

“Ho un rapporto buonissimo, specie con Facebook, dove riesco spesso a dialogare con chi mi scrive. Sui social riesco a promuovere un concerto, ad avere qualche commento a caldo sul disco e stabilire un contatto con i miei fans. Non è cosa da poco e a me piace molto.”

 

Progetti per il futuro?

“In questa fase sono concentrato nella parte promozionale del disco e quindi fra un pò di tempo ci sarà spazio per un tour promozionale. Nel frattempo, poiché adoro i live ed il contatto con il pubblico, non rinuncio a qualche esibizione occasionale. Il mio progetto principale, in questo periodo, è fare conoscere questo mio disco che, come ti ho detto, mi è costato tanta fatica ma che mi sta dando tante soddisfazioni. Inoltre - conclude il musicista - sono sempre alla ricerca di qualche nuovo talento, però come autore non come cantante."

 

Stefano Leto - Onda Musicale

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