16 Ottobre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 18 Ottobre 2018 15:44

Marco Ianes: alla scoperta del “Nuovo Mondo” ad opera dello scrittore trentino

Marco Ianes: alla scoperta del “Nuovo Mondo” ad opera dello scrittore trentino
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L'autore


Marco Ianes nasce a Trento il 2 novembre del 1965 e, assieme alla sua carriera di progettista e di docente, è anche autore di questo nuovissimo libro intitolato “Il Nuovo Mondo”.

La Terra vede la ribellione della natura dopo anni di sopruso da parte dell'uomo ed ora solo un manipolo di alieni cercheranno di “togliere le castagne dal fuoco” all'umanità. Ce la faranno, ma soprattutto, è la volta buona che l'uomo imparerà finalmente dai suoi errori?

Ce lo siamo chiesti anche noi e, dopo averlo contattato, è venuto a trovarci in redazione dove insieme abbiamo parlato del suo libro.

 

Marco Ianes, scrittore trentino, ma non solo, anche insegnante, progettista, perito e padre di famiglia. Marco, come ti descriveresti in poche parole?

"Usualmente mi viene da utilizzare l'espressione “cittadino del mondo” perché mi sento molto lontano dalle etichette di patria e di identificazione in un unico contenitore. Mi piace avere l'idea, o la presunzione, di ritenermi poliedrico e quindi aperto a qualsiasi etnia per qualsiasi modo di essere".

 

Com'è nata la tua passione per la scrittura?

"Allora, la passione per la scrittura nasce da ragazzino perché ho sempre coltivato la lettura in primis e la scrittura è nata di conseguenza curando piccoli giornalini scolastici e racconti brevi per ragazzini sin da giovane. Poi, il romanzo vero e proprio, è nato in questi ultimi mesi. Ho anche una collaborazione col Fatto Quotidiano grazie all'amicizia con Marco Travaglio, nata dai miei trascorsi politici, e quindi mi ha chiesto di curare un blog su ambiente ed energia. Un tema dominante nella mia vita professionale".

 

Recentemente è uscito il tuo libro “Il Nuovo Mondo”, che mi ricorda molto “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley, ce ne parleresti un po'? Com'è nato esattamente questo libro?

"Questo libro nasce da un lavoro che, a livello pratico, è durato circa un anno, ma in realtà ha una raccolta mnemonica e di informazioni che è ultra decennale. Nasce dal mio interessamento ai cambiamenti climatici legati alla mia professione di consulente energetico e anche dall'impegno derivante dagli anni di lotta contro l'inceneritore a Trento condivisa con molti amici. Ho messo assieme diversa documentazione, ma il vero input che ha determinato la scrittura di questo è stata l'elezione di Donald Trump negli Stati Uniti. Lui rappresenta la sintesi del negazionismo dei cambiamenti climatici, nonostante le prove scientifiche, quindi diciamo che il LA lo ha dato questo evento".

 

Il tema potrebbe essere definito “fantascientifico” visto l'arrivo di alieni sulla Terra, ma fantascienza e realtà si mischiano nel libro, quindi qual'è la storia in poche righe?

"La storia parte dal presupposto che l'uomo non riesca più a controllare, anche se in realtà non l'ha mai fatto, i cambiamenti climatici. Questi prendono il sopravvento sugli eventi che l'uomo crede di poter controllare e portano la Terra e l'umanità sull'orlo della distruzione. Grazie all'intervento di un gruppo di “alieni”, e lo uso tra virgolette perché non sono proprio alieni e nel libro spiego la loro origine, un gruppo di giovani vengo prescelti per salvare l'umanità. Il percorso è lungo, le storie di questi ragazzi sono diverse, per etnia, modo di vivere e cultura, ma si intrecciano e diventano coloro ai quali viene affidata la salvezza del mondo. Ovviamente ci saranno anche molte traversie".

 

Ritieni applicabile questo racconto, questa storia, alla realtà di oggi soprattutto a livello internazionale e non solo italiano?

"La parte più tecnica legata ai cambiamenti climatici ha dei fondamenti scientifici. Ho fatto delle ricerche, naturalmente sono molto estremizzate, perché in un romanzo devi portare il pathos ad un livello elevato per poter catturare l'attenzione del lettore. Molte, purtroppo, sono plausibili se non realizzabili, ma l'intervento alieno va oltre l'immaginabile chiaramente, ma vuoi dire mai? Chi dice che nell'Universo siamo soli? Chi ti dice che non c'è qualcuno che ci sta realmente osservando?"

 

Se ci stesse davvero osservando, secondo te, cosa penserebbe di noi in questo momento?

"Personalmente ritengo che potrebbe inquadrarci in una categoria di folli. Siamo dei folli perché non ci rendiamo conto di ciò che Madre Natura ci fornisce durante le stagioni e stiamo facendo veramente di tutto per metterci contro la natura che sta dando dei segnali molto forti. Questo al di là del romanzo ed è un dato scientificamente provato e l'uomo si fa prendere dagli interessi di poche lobbies rispetto agli interessi dell'umanità in sé. Credo che gli alieni direbbero “questi sono esseri, sicuramente, di una razza inferiore e vanno dominati, in senso positivo, per poterli salvare”.

 

Quali sono le altre tue passioni a parte la scrittura?

"Io ho un grande passato di sport, a livello personale, e sono stato anche arbitro di calcio. Uno sport che ho amato moltissimo anche se adesso molto meno perché, a mio avviso, si è persa l'enfasi e l'entusiasmo dello sport puro. Tutto ruota troppo attorno al Dio Denaro e quindi non provo più così tanto interesse. Coltivo ancora l'interesse per la corsa limitatamente alla mia età perché, a 53 anni, non è che abbia delle grandi velleità, ma ho comunque degli interessi personali correndo qualche mezza maratona ogni tanto".

 

Onda Musicale, come ben sai, è un magazine online dedicato interamente a musica e spettacolo e quindi volevo chiederti che genere ti piace e se la consideri una fonte di ispirazione.

"La musica è un'ispirazione per tutta la vita. Io adoro ballare, è un'altra grande passione che condivido con mia moglie, dal ballo da sala, liscio, walzer, tango, mazurca fino ai latino – americani come salsa, merengue, bachata. Non dico che ci andiamo settimanalmente, ma quasi quindi, inevitabilmente, la musica corrobora la nostra vita. A me in particolare il rock coglie proprio nel centro del cuore con gruppi come i Pink Floyd, miti del rock mondiale, ma come artisti singoli adoro Carlos Santana, uno dei più grandi chitarristi a mio avviso. Pensa che ho una marea di vinili di Carlos Santana. Poi per andare un po' indietro nel tempo, forse farà un po' sorridere, i vecchi gruppi come i Rockets. Erano tutti dipinti, non so se qualcuno li ricorda ancora, e comunque si allacciano a quel mondo alieno che a me piace tantissimo".

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

"A parte l'ambito professionale, ovviamente, sono quelli di continuare nella scrittura. Ho in corso di avviamento una storia un po' diversa da questa che sto proponendo in questo periodo, un thriller fantasy ambientato in Trentino. È a cavallo tra il mondo fantastico e quello reale e ci sarà questo commissario di polizia che dovrà indagare su alcuni fenomeni che vengono da un mondo parallelo e fantasioso che ha trovato una porta sulla realtà".

 

C'è già un titolo?

"Il titolo ci sarebbe, ma non lo posso dire perché per il semplice fatto che identifica un luogo molto noto del Trentino e quindi preferisco tenerlo ancora un po' segreto".

 

Vanni Versini – Onda Musicale

 

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