17 Febbraio 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Sabato, 12 Gennaio 2019 10:14

Carlo Aonzo: intervista al grande mandolinista italiano

Carlo Aonzo: intervista al grande mandolinista italiano
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L'autore Stefano Leto


Carlo Aonzo, mandolinista italiano di fama internazionale, è nato a Savona dove è cresciuto immerso nella musica; la casa di famiglia era sede della Scuola di Musica del Circolo MandolinisticoG. Verdi”. 

Diplomatosi in mandolino col massimo dei voti e lode al Conservatorio di Padova nel 1993, ha collaborato con prestigiose istituzioni come l’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, la Nashville Chamber Orchestra (USA), la McGill Chamber Orchestra di Montreal (Canada), la Philarmonia di San Pietroburgo (Russia), i Solisti da Camera di Minsk (Bielorussia), il Schleswig-Holstein Musik Festival (Germania).

Tra i suoi riconoscimenti si annoverano il Primo Premio assoluto e premio speciale “Vivaldi” al Concorso Internazionale “Pitzianti” di Venezia nel 1993 e il Primo Premio al Walnut Valley National Mandolin Contest a Winfield, Kansas (USA) nel 1997.

Carlo Aonzo è stato ospite dell'ultima edizione di Acousticology, kermesse musicale svoltasi a San Pietro di Legnago lo scorso 1° dicembre (leggi l'articolo) e in quell'occasione gli abbiamo rivolto alcune domande.

 

Come nasce in te la passione per il mandolino?

"La mia è una tradizione di famiglia in quanto mio padre è un mandolinista ed io sono cresciuto con questo strumento, fin da piccolo. Mio padre, inoltre, ha fondato il Circolo Mandolinisti di Savona, che è la mia città, al cui interno ha aperto anche una scuola di musica. E’ stato proprio lui - ci spiega Carlo Aonzo - ad insegnare a me e a mia sorella a suonare questo magnifico strumento, ricordo che io avevo appena 9 anni."

 

In che modo ti sei avvicinato allo studio del mandolino?

"Ho avuto un approccio classico, accademico. Infatti, mi sono diplomato al Conservatorio di Padova. Tuttavia mi ha sempre incuriosito molto tutto quello che può essere espressione musicale sul mandolino e all’inizio non sapevo, davvero, che fosse uno strumento così versatile. Ricordo bene - prosegue il mandolinista - il momento in cui, da piccolo, ho scoperto che esisteva un mandolino americano e per me è come se si fosse aperto un nuovo mondo. Inoltre, adesso sono molto incuriosito dal mandolino nella musica rock e sto facendo delle ricerche e degli studi al riguardo."

 

In molti pensano che il mandolino sia solo uno strumento napoletano ma in realtà non è così. Come vedi questo strumento ai giorni nostri?

"E’ vero, in molti associano il mandolino alla splendida città di Napoli, ma in realtà il mandolino è uno strumento che viene suonato in tutta Italia e anche all'estero (pur con delle piccole varianti). Anche la Regina di Italia era un’appassionata di questo strumento che suonava in modo apprezzabile. La verità è che c’è un nuovo e crescente interesse nei confronti di questo strumento - ci spiega Carlo -  e in molti Conservatori si sono aperte delle cattedre specifiche dedicate al mandolino, come recentemente a Genova. Posso dire che uno strumento che ultimamente è stato riscoperto."

 

Acousticology (leggi l'articolo) è alla sua quinta edizione ed ogni anno gli organizzatori invitano un ospite speciale. Quest'anno sei stato invitato tu, grande mandolinista italiano e da molti definito "il Paganini del mandolino".  Cosa ne pensi di questo tipo di manifestazioni musicali?

"Queste kermesse musicali sono molto importanti e sono molto contento che mi abbiano invitato e di poter dare il mio contributo alla sua crescita, perché credo che lo meriti davvero. Quando Federico Ciosi mi ha invitato sono stato molto felice di essere riuscito ad organizzarmi per essere presente. Credo che le persone come lui che organizzano eventi come Acousticology con tanta passione e tanta fatica siano delle specie di eroi, nel senso che l'impegno e lo sforzo è davvero tanto. Ma ne vale sempre la pena."

 

Che progetti hai per il futuro?

"Stiamo registrando il nuovo CD con il mio trio che sarà incentrato sulla musica italiana rivisitata con dei nuovi arrangiamenti del Carlo Aonzo Trio. Il disco dovrebbe essere pronto per la prossima primavera e sono sicuro che la gente apprezzerà il nostro sforzo fatto nel rivisitare alcuni grandi classici della musica."

 

Stefano Leto - Onda Musicale

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