26 Maggio 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 13 Febbraio 2019 13:47

Carlo Zannetti: un cantautore in equilibrio fra musica e scrittura

Carlo Zannetti: un cantautore in equilibrio fra musica e scrittura
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L'autore Stefano Leto


Carlo Zannetti è professionista dal 1994 ed é un musicista poli-strumentista (chitarra, basso, pianoforte e armoniche) turnista con all’attivo circa 1200 concerti dal vivo ed un cantautore con 4 album di canzoni proprie pubblicati.

Il primo disco si intitola “Carlo Zannetti” del 1995, il secondo “L’Ulisse del 2000” del 1997 mentre il suo terzo lavoro discografico è “Vincimi” del 2016. Pochi giorni fa, l'11 febbraio, è uscito il suo ultimo disco dal titolo "Vola il mio cuore". Carlo impara, da autodidatta, a suonare oltre alla chitarra anche il basso, il pianoforte, l’armonica a bocca. Dal 1982 ad oggi ha collaborato come musicista, autore e in alcuni casi anche come direttore artistico qualificato, con: Loredana Bertè, Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Shel Shapiro, Jalisse, Jimmy Fontana, Marco Ferradini, Andrea Mirò, Statuto, Sonohra, Chiara Canzian e Raul Cremona.

Dal maggio 2017 inizia una collaborazione come session player per un progetto di livello internazionale che lo porta ad incidere in alcuni studi di registrazione all’estero: Vienna, Praga e New York.

Carlo Zannetti è attivo anche come scrittore e il suo ultimo libro si intitola "Il tormento del talento", un interessante raccolta di riflessioni dell'autore su alcuni grandi musicisti della storia, ed è disponibile a questo link.

Lo abbiamo contattato e gli abbiamo rivolto alcune domande alle quali lui ha risposto con grande disponibilità

 

Chitarrista, polistrumentista, turnista, scrittore. Come si definirebbe Carlo Zannetti?

"In verità vi confesso che mi definirei un vero e proprio marziano, ovvero ipotetico essere vivente abitante del pianeta Marte, un uomo strano, costretto da eventi rari, aspetti caratteriali e grandi passioni, a vivere una vita più fantastica che reale, più mentale che fisica; un uomo innamorato dell'amore, della musica, della lealtà, una persona che ha dovuto cimentarsi in una difficilissima  prova di sopravvivenza sul pianeta Terra. Ho iniziato a suonare la chitarra a dodici anni - ci racconta Carlo - e da allora non ho fatto altro che ascoltare musica e cercare di imparare a suonare sempre meglio, anche altri strumenti, come il pianoforte, le armoniche e la mia voce. Con la musica e con la mia testa potevo facilmente evadere dal mondo, trovare sollievo, soffrire un po' meno, costruirmi un mondo diverso, sognare, volare, lasciare il mio corpo in un altro luogo e andarmene via."  

 

Quando hai iniziato ad avvicinarti al mondo della musica e quali sono stati gli artisti o le band ai quali ti sei maggiormente ispirato?

"Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo della musica da bambino, ricordo molto bene tutte le mie canzoni preferite. Mia cugina era fortunata, aveva un mangiadischi rosso, tanti 45 giri e soprattutto buon gusto. Ascoltavamo Luigi Tenco, Dalila, e poi qualche anno dopo Francesco Guccini, Edoardo Bennato e Venditti. Iniziai così cantando e suonando le meravigliose canzoni di questi autori e analizzando con il cuore quella rara capacità interpretativa di Dalida. Poi un bel giorno, non ricordo chi, qualcuno mi regalò una cassetta con la registrazione di "Lucy in the sky with diamonds" dei Beatles (o meglio, di John Lennon), e da lì nacque il secondo grande amore della mia vita dopo quello per la chitarra. In realtà però mi sono più ispirato alle personalità dei grandi artisti piuttosto che ai vari stili musicali. Mi hanno affascinato molto, oltre a quelli già citati, Mozart, Bach, Chopin, Procol Harum, King Crimson, Jim Morrison (The Doors), Pink Floyd, Genesis, Depeche Mode, Annie Lennox ed infine Sinèad O'Connor, che definirei il terzo grande amore della mia vita."

 

Sul tuo sito web c’è un interessante riferimento a due grandi musicisti che hai incontrato: Jimmy Fontana e Levon Helm. Che cosa hanno rappresentato per te?

"Si tratta di due persone molto diverse tra di loro, incontrate in due periodi molto lontani, in tempi parecchio differenti della mia vita. Levon, grande artista poco conosciuto in Italia ma molto famoso all'estero, mi ha insegnato a riconoscere l'umiltà del genio, a rispettare ed amare tutti gli animali e la natura in generale e mi ha preparato alle difficoltà della vita, regalandomi i più preziosi consigli, quelli che normalmente la gente non dispensa così bonariamente. Jimmy ho avuto modo di frequentarlo un paio di anni prima della sua morte avvenuta all'improvviso nel 2013. Un grande artista, che mi guardò con un sorriso strano quando gli dissi che ascoltavo la sua canzone "Il mondo" a cinque anni. Mi disse: "Che vecchio che sono!". Un uomo molto leale, onesto, che mi appariva sempre molto amareggiato nei momenti in cui cercava di raccontarmi del suo passato, quello così importante nel mondo musicale. Un altro genio da prendere come esempio per umiltà, generosità  e voglia di trasmettere al prossimo quella positività necessaria per riuscire ad affrontare al meglio certe sfide della vita."

 

Al tuo attivo hai tre dischi come solista oltre ad innumerevoli partecipazioni come turnista a lavori discografici altrui. Cosa rappresenta per te la musica?

"Per la musica ho sacrificato tutto....Ci sono stati dei lunghi periodi nei quali suonavo anche 10-12 ore al giorno, non ho certo navigato nell'oro e ho rinunciato a molte cose. In certi momenti - prosegue il musicista -  la musica mi ha salvato la vita, ha dato un senso alla mia vita. La musica, forse per molti è un concetto difficile da capire, per me ha rappresentato e rappresenta ancora oggi il vero scopo della mia vita.

 

Oltre ad essere un musicista hai scritto anche alcuni libri l’ultimo dei quali, bellissimo, si intitola “Il tormento del talento”. Parlaci di questo tuo ultimo libro.

"Il tormento del talento è un insieme di racconti dedicati alla maggior parte degli artisti che hanno accompagnato con la loro anima e con la loro musica i vari momenti del mio percorso esistenziale. Ho sfiorato alcuni di loro, svolazzando con la mente sulle note delle loro canzoni. Ho cercato il loro cuore, a volte mi sembrava di averli lì, proprio di fronte a me."

 

Recentissimamente è uscito un tuo nuovo videoclip intitolato “Tic Tac d’autore” che anticipa il nuovo disco uscito l'11 febbraio. Cosa puoi anticiparci?

"Il mio nuovo album s'intitola "Vola il mio cuore" ed è uscito proprio l'altro ieri. Ho lasciato per un momento il mio stile "chitarra, pianoforte e voce" e mi sono lasciato andare a parti orchestrali, anche se ho mantenuto il mio interesse per i testi un po' elaborati. La canzone che dà il titolo all'album mi emoziona tantissimo. Speriamo riesca a suscitare nel prossimo quello che suscita in me. Io mi sono impegnato tantissimo e credo che questo si possa percepire anche guardando questo nuovo videoclip della canzone" Tic-Tac d'Autore", da pochi giorni su YouTube."

 

Che progetti hai per il futuro?

"Noi crediamo di decidere ogni cosa, ma in realtà non possiamo decidere tanto. Sarebbe bene cercare di capire che progetti ha il futuro per me....Io vorrei continuare a scrivere canzoni, mi piacerebbe molto andasse a buon fine il progetto di un mia colonna sonora per un film in realizzazione con un noto regista di Milano, anche perché per me sarebbe veramente un onore partecipare a questo lavoro che  - conclude Zannetti - contiene un bel messaggio in una trama molto attuale ed interessante. Ad ogni modo continuerò per la mia strada, ispirandomi agli sguardi delle grandi persone che ho avuto la fortuna di incontrare. Continuerò a ricordare le loro parole con la più grande gratitudine nei loro confronti. Nel frattempo, continuerò anche la mia attività di indomito difensore dei diritti degli animali."

 

Stefano Leto - Onda Musicale

 

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