26 Febbraio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 26 Marzo 2019 10:12

Francescu Piu: intervista al bluesman che aprirà i concerti italiani di John Mayall

Francescu Piu: intervista al bluesman che aprirà i concerti italiani di John Mayall
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L'autore Stefano Leto


Francesco Piu è un chitarrista sardo che porta sul palco una miscela esplosiva di blues, funky e rock in chiave acustica. Francesco ama anche accompagnare la propria voce, oltre che con la chitarra, con strumenti come dobroweissenborn, banjo, lap steel e armonica.

Il cantante e chitarrista, classe 1981, ha al suo attivo diversi album in studio ed in passato ha avuto l’occasione di esibirsi in apertura ai concerti di artisti internazionali, tra i quali Joe BonamassaRoy Rogers Johnny Winter, ma anche artisti italiani come Davide Van De SfroosEugenio Finardi Fabio Treves.

Francesco Piu aprirà i concerti italiani della leggenda del blues John Mayall (leggi la nostra intervista esclusiva) e anche la tappa a Trento del 28 marzo. Per l'occasione lo abbiamo contattato per fargli qualche domanda.

 

Chitarrista, polistrumentista, cantautore, bassista. Come ti definiresti?

"Mi definirei chitarrista e cantante fondamentalmente, anche se strimpello altri strumenti."

 

Ricordi quando ed in che modo ti sei avvicinato alla musica per la prima volta?

"Da bambino, grazie a mio padre e mio fratello che suonavano già e mi facevano ascoltare i vinili del rock e del blues degli anni ‘60 e ‘70, dai Beatles agli Zeppelin, a John Mayall e Johnny Winter.

 

Quali sono stati i musicisti o le band che ti hanno maggiormente influenzato nel tuo percorso di crescita musicale?

"Sono stati tanti e di diversi generi ma tra tutti direi Jimi Hendrix, Eric Clapton, Otis Redding, Led Zeppelin, Pat Metheny, Derek Trucks..."

 

L’incontro con Davide Van De Sfroos ha certamente significato un punto importante per la tua carriera. Pur essendo tu un musicista blues, cosa ricordi di quel periodo?

"È stato un periodo da un lato molto divertente e spensierato, dall’altro musicalmente ed umanamente molto ricco: mi son ritrovato a fare due volte il Forum Di Assago sold out, tour teatrali, Premio Tenco, le televisioni nazionali. Tutto questo - ci spiega Francesco - mi ha fatto crescere un sacco professionalmente e mi ha fatto conoscere un sacco di persone, è stato un grande arricchimento per il mio percorso."

 

Hai partecipato a molti concorsi musicali, alcuni anche prestigiosi e spesso ti sei aggiudicato la prima posizione. Come si arriva al tuo livello di preparazione musicale e che consigli puoi dare ad un giovane che si avvicina al genere blues?

"Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che l’esercizio sullo strumento e l’ascolto di tanta tanta musica è fondamentale, e poi i chilometri, suonare di fronte alla gente - prosegue il chitarrista -  questo fa crescere un sacco. Il mio consiglio è di suonare con rispetto e sincerità la propria musica perché la musica ricambia, ci fa star bene, e naturalmente di divertirsi, perché se non ci divertiamo facendo musica dobbiamo fare altro."

 

Nei prossimi giorni aprirai il concerto del grande John Mayall a Trento. (leggi l'articolo) Cosa significa per te incrociarti con una leggenda vivente del blues come Mayall?

"John Mayall é stato fondamentale nel mio percorso. Il primo vinile di blues che ho avuto tra le mani è stato il suo JAZZ BLUES FUSION che mio padre mi mise tra le mani dicendomi “ascolta questo, è blues”. E su quel vinile ho iniziato a fare i primi esperimenti con la pentatonica e con l’armonica, avevo 9 o 10 anni. Nel 2004  gli aprii un concerto al Narcao Blues Festival, la mia prima apertura importante. Una delle soddisfazioni più grandi fu tornare da mio padre con quel vinile autografato da Mr.Mayall."

 

Al tuo attivo hai tre dischi come solista più due live. Che programmi hai per il futuro?

"Sono nel bel mezzo della registrazione del mio settimo disco - conclude Piu -  sarà un tributo a Robert Johnson in chiave mediterranea, adoro miscelare i suoni rimanendo nella via maestra del blues."

 

Stefano Leto

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