14 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 19 Marzo 2019 14:24

Shel Shapiro: una vita sulla cresta dell'onda

Shel Shapiro: una vita sulla cresta dell'onda
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L'autore Carlo Zannetti


Norman David Shapiro, per tutti Shel Shapiro, è giustamente considerato una leggenda del mondo dello spettacolo. Shel Shapiro è nato a Londra e ha respirato per alcuni anni l’aria magica di quella meravigliosa città.

Incantevole atmosfera, che ti regala fin da subito quella magnifica sensazione di libertà infinita, un luogo dove nessuno ti osserva, nessuno ti giudica per come sei vestito, una sorta di paradiso per chi sente la necessità di cominciare a scoprire se stesso. La sua è una famiglia di musicisti: un padre che gli dona una chitarra ungherese, uno strumento per lui meraviglioso, anche se acquistato per pochi soldi.

È così che a volte nella vita si incastrano bene le cose, è così che cominciano a brillare gli occhi di una stella. Il resto è diventato per sempre storia. Shel, una volta arrivato in Italia, all’alba degli anni ’60, viene notato subito dalle persone che contano, perché è un artista dotato di particolare creatività e sul palcoscenico è molto disinvolto. Comincia così la sua vita, una vita per sempre sulla cresta dell’onda: apparizioni televisive, concerti al mitico Piper Club, il Festival di Sanremo, grandi successi musicali con il suo gruppo “ The Rokes” di cui è leader, primi posti nelle Hit Parade, ovvero nelle classifiche di vendita dei dischi, le recite come attore in alcuni film e poi in seguito, dopo lo scioglimento dei Rokes del 1970, una carriera da solista di tutto rispetto.

E ancora: autore di canzoni indimenticabili a fianco di Patty Pravo, Mia Martini, Ornella Vanoni, Mina, produttore di successo mediante la famosa casa discografica “Spaghetti Records” di cui è socio ed infine autore di un libro dedicato agli anni ’60, che s’intitola “Io sono immortale”.

Lo abbiamo contattato e gli abbiamo rivolto alcune domande, alle quali lui ha risposto con grande disponibilità.

 

Cantautore, autore, produttore, attore, scrittore, come si definirebbe Shel Shapiro?

Di sicuro, produttore non più, mi definirei una persona che ha lavorato e che lavora da una vita nel mondo dello spettacolo.

 

A 10 anni, tuo padre ti regalò una chitarra ungherese e quindi da adolescente hai iniziato ad avvicinarti al mondo della musica. Quali sono stati gli artisti o le band alle quali ti sei maggiormente ispirato?

“In quegli anni, non si erano ancora formate vere e proprie band intese come i complessi musicali che nacquero in seguito, c’erano piuttosto alcuni gruppi vocali. Io avevo trovato in alcuni artisti i miei punti di riferimento - ci spiega Shel Shapiro - in particolar modo mi piaceva molto Chuck Berry.“

 

Tu hai incontrato molti musicisti ed interpreti famosi e tu stesso sei considerato una leggenda del rock. Secondo te, i grandi talenti nascono così o diventano così?

“Secondo me, talentosi in qualche modo si nasce. Il talento può essere abbinato alla tecnica, ma c’è anche da dire che una persona può essere considerata un vero talento a 10 anni e poi si può scoprire che a 20 anni non lo è più, perché magari non è più sincronizzata con il mondo. Il talento è anche stimolato in modo positivo o negativo, a seconda dei casi, da tutto quello che sta intorno a te.”

 

Cosa ha rappresentato per te la musica?

“Premetto che la musica è stata molto importante per me. Non mi sento di affermare che la musica è stata la cosa più importante della mia vita, perché nella vita non si può ragionare per assoluti, non si deve ragionare per assoluti. La musica può essere la cosa più importante della tua vita per dei mesi, poi magari incontri una donna che ti fa perdere la testa e diventa lei la cosa più importante della tua vita. La musica è stata una componente fondamentale della mia vita, insieme ai miei stati d’animo ed alle vicissitudini del mio percorso esistenziale. Un altro elemento importantissimo della mia vita - prosegue Shapiro -  pensato come strumento è stata la chitarra, in alcuni momenti la chitarra é stata più importante della musica stessa, perché mi ha sempre emozionato molto, mentre a volte la musica non emozionandomi più diventava meno interessante.”

 

Che progetti hai per il futuro?

“Ho intenzione di portare avanti questa esperienza artistica con Maurizio Vandelli, che si è dimostrata vincente dal punto di vista musicale e che secondo me ha anche un’importanza culturale e storica. Non capita tutti i giorni che dopo cinquant’anni due icone pop si riuniscano con entusiasmo per aggiungere un nuovo capitolo e un nuovo messaggio alla storia della musica italiana.”


 

         Carlo Zannetti - Onda Musicale

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