26 Febbraio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 29 Marzo 2019 17:08

Paolo Gerson: recensione di "Le ultime dal suolo in alta fedeltà"

Paolo Gerson: recensione di "Le ultime dal suolo in alta fedeltà"
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L'autore Redazione


E' l'ex frontman del gruppo Gerson che stese al tappeto il pubblico per la sua bravura. La band pubblica il primo singolo omonimo "Gerson" nel 2002 e collabora anche come supporter con diversi gruppi famosi come i Dead Kennedys.

Il secondo album "Miracolo" convince la critica grazie alla linea melodica. I Gerson hanno fatto tanti tour e partecipato al tradizionale contest PunkItalia.

Quale tendenza porta ad ascoltare un disco come questo? Paolo Gerson esce dal letargo dopo quattro anni e sforna il suo disco da solista. L'album -Le Ultime dal Suono di Alta Fedeltà- è come un monumento marchiato di memorie. Un elemento che deve essere contenuto in una boccetta quando stai facendo una lezione di chimica, giusto per assicurarti che non hai contrastato nulla in quello che hai studiato.

Ebbene sì, ti puoi sempre bruciare! E così è la vita che, nonostante gli alti e i bassi, deve andare avanti con i segni buoni e con quelli sbagliati, tramutandosi magari nella propria giustizia personale.

"Con tutta la morte davanti" è un testo resistente e, a mio parere, ha un qualcosa che si può paragonare a l'altra faccia di Rino Gaetano magari in veste "punk", data la ribellione e l'originalità delle parole rimate e l'espressione vocale anche se così tanto roca. La sfaccettatura comunque è differente, dato che il calabrese ha fatto il rock/beat italiano.

Concludo il mio pensiero di questo poeta che è riuscito a martellare il punk in una delle generazioni della quale non torneranno ai giorni nostri e le ha decorate con le riflessioni  alternative ma comunque eseguite tanto puntualmente come la batteria e con uno suspance da capogiro. 

 

Alessandra De Santi - Onda Musicale

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