21 Luglio 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 09 Aprile 2019 14:10

Antonella Ruggiero: "Con i Matia Bazar sono stati 14 anni indimenticabili"

Antonella Ruggiero: "Con i Matia Bazar sono stati 14 anni indimenticabili"
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L'autore Stefano Leto


Antonella Ruggiero è una cantante italiana nota soprattutto per essere stata la cantante e uno dei fondatori, nel 1975, della formazione genovese dei Matia Bazar.

Antonella si distingue per una particolare ed elevata estensione vocale che le consente di passare da un genere all'altro con grande facilità. Dopo 14 anni di permanenza nel gruppo, nel 1989 lascia la band per dedicarsi ad una carriera solista che le riserva grandi soddisfazioni. Il prossimo 13 aprile Antonella Ruggiero sarà ospite di una kermesse musicale che s’intitola ‘TRINO SACRA – Percorsi di fede tra storia e tradizione’.

La grande kermesse fa il suo debutto ufficiale Sabato 13 Aprile 2019 a Trino, come preziosa premessa alla celebrazione della Domenica delle Palme, anticamera della Pasqua cristiana. Un evento ideato dagli Assessorati alla Cultura ed Eventi e Manifestazioni del Comune di Trino in collaborazione con le associazioni del territorio. Un’iniziativa nuova in sapiente equilibrio fra rievocazione, fede, spiritualità musica sacra, che punta l’accento sulla vocazione di recupero del ricco patrimonio culturale di matrice storica della ridente cittadina vercellese.

Abbiamo contattato Antonella Ruggiero per farle alcune domande.

 

 

Sei una delle voci femminili più importanti nel panorama italiano. Come e quando nasce la tua passione per il canto?

"La mia passione per la musica è sempre esistita e la musica è sempre stata parte della mia vita. Posso tranquillamente dire - ci spiega Antonella - che per me la musica è come l’aria che respiriamo."

 

Nel 1975, insieme a Carlo Marrate, Aldo Stellita, Piero Cassano e Giancarlo Golzi, nascono i Matia Bazar. Cosa ricordi di quel magico periodo della tua vita?

"Da allora, per 14 anni, siamo andati in giro per il mondo e questo è il ricordo più bello che ho di quel meraviglioso periodo. Insieme siamo andati in alcune aree del Mondo che adesso non ci sono più come l’Unione Sovietica, la Siria e la Giordania in quanto luoghi completamente annientati dalle guerre. Oppure in un Paese come il Cile dove allora era in vigore il coprifuoco. Io, noi, abbiamo visto un mondo che è completamente cambiato."

 

Matia perché è un mio soprannome. Bazar perché abbiamo sempre voluto fare tutto da noi, dalle canzoni agli arrangiamenti, ai testi, alle organizzazione delle tournée per cui è un bazar il nostro” Con questa parole, in un'intervista, spieghi le origini del nome Matia Bazar. E’ nata proprio così’ l’idea, geniale, della scelta del nome?

"Si confermo tutto. Per alcuni mesi, quando cantavo ancora da sola, usavo un nome d’arte che era Matia perché volevo uno pseudonimo che potesse essere sia femminile che maschile. Poi, in seguito, abbiamo aggiunto Bazar proprio per le ragioni che hai detto tu."

 

Lasci la band nel 1989 e solo nel 1996 inizi la tua carriera come solista che ti permette di realizzare 19 dischi più 7 album live e molti singoli di successo. Quali son le motivazioni che ti hanno spinto a lasciare i Matia bazar, che, dopo di te, hanno faticato moltissimo a trovare una cantante di ruolo?

"Per me era finito un periodo. Credo che tutto ha un inizio ed una fine. Per me era arrivato il momento di mettere la parola fine a quella meravigliosa esperienza - prosegue la cantante genovese - che non sentivo più mia. Odio quella che comunemente è chiamata “routine” e volevo nuovi stimoli."

 

Il prossimo 13 aprile sarai ospite al Festival di Trino (leggi l'articolo) dove ti esibirai insieme a Roberto Colombo e Mark Harris. Cosa rappresenta per te partecipare ad una kermesse musicale in equilibrio fra fede, spiritualità, rievocazione e musica sacra?

"Per me la musica sacra è molto interessate e lo è fin dal 2001 quando ho realizzato il disco Sacra Armonia. La musica sacra è una mia scelta e anche nei miei dischi inserisco sempre dei brani scelti con molta attenzione a livello emotivo. Mi piace comunque anche l’idea di confrontare e fare incontrare fra loro culture diverse e anche molto differenti fra loro. Inoltre, guardando la natura vedo Dio e non mi piace molto l’idea che, alcune volte, le religioni dividano piuttosto che unire. Credo che la natura non deluda mai. Sono molto contenta di partecipare all’evento organizzato a Trino dove porterò dei brani tutti molto adatti a quel contesto."

 

Come ricordi il compianto Giancarlo Golzi?

"Con lui e con il resto della band abbiamo vissuto 14 anni insieme e sono stati anni molto importanti perché abbiamo vissuto “gomito a gomito” durante i lunghi viaggi in giro per il Mondo. Era normale scambiare fra di noi le nostre impressioni e condividere anche i nostri pensieri. Fra tutti noi c’è stata amicizia vera e questo è un altro dei meravigliosi ricordi di quei 14 anni vissuti insieme."

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e cosa pensi della musica dei giorni nostri?

"La musica è lo specchio della nostra società e come tale può piacere o meno. Con la raccolta "Quando facevo la cantante" (leggi l'articolo) ho concretizzato l'idea di raccogliere parte degli innumerevoli brani suonati e realizzati dal 1996, anno in cui ho ripreso la mia attività in veste di solista, al 2018.  Ho ancora molte idee - conlude Antonella - ma è prematuro parlarne adesso."

 

Stefano Leto 

 

 

 

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