20 Novembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 03 Maggio 2019 09:08

Luigi Schiavone: intervista al grande chitarrista e compositore italiano

Luigi Schiavone: intervista al grande chitarrista e compositore italiano
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L'autore Carlo Zannetti


Chitarrista di fama nazionale, nonché co-autore di alcuni dei più grandi successi di Enrico Ruggeri, dopo l’uscita nell’ottobre del 2017 del suo ultimo album intitolato “A - Nova”, presto proporrà al suo pubblico un nuovo cd che sarà in vendita in tutta Italia a partire dalla fine di maggio.

Luigi Schiavone (classe 1959) nativo di Roma, trascorre la maggior parte della sua vita a Milano, città nella quale, agli inizi degli anni 80, entra a far parte del gruppo punk-rock “Kaos Rock”. È il periodo del centro sociale “Santa Marta” con la sua scuola di musica, all’interno della quale insegna tra gli altri anche Demetrio Stratos degli “Area” e dove si formano alcuni complessi musicali tra cui le “Kandeggina Gang”, una band al femminile che comprende una giovanissima cantante di nome Giovanna Coletti, in seguito meglio conosciuta con lo pseudonimo di Joe Squillo.

Luigi Schiavone è già noto negli ambienti musicali di Milano, perché suona molto bene la chitarra, è un autodidatta tenace e creativo che ad ogni concerto si fa notare. Lui inizia a suonare molto giovane, all’età di 10 anni, e quindi fin da piccolo, ha modo di cominciare a prendere confidenza con quello strumento musicale che poi nel corso della sua vita diventerà fonte di infinite soddisfazioni.

Luigi è un uomo riservato e di poche parole, il quale pur credendo molto nelle sue indubbie doti di musicista e compositore, cerca di tenere i piedi per terra il più possibile e continua a lavorare come commesso in un negozio di elettrodomestici di Milano, affiancando non con pochi sacrifici, a questo lavoro, quello di musicista e autore

Nel 1981, Enrico Ruggeri riprende il nome del suo secondo gruppo musicale e chiama “Champagne Molotov” il gruppo di musicisti che lo accompagna nella sua nuova carriera da solista. Nel gruppo spiccano i nomi di Luigi Schiavone e sua sorella Stefania che suona molto bene il pianoforte.

Nel 1983, esce l’album di Enrico Ruggeri intitolato “Polvere” e così inizia una delle collaborazioni più lunghe e più proficue della storia della musica italiana, dove il binomio Ruggeri-Schiavone si rivela vincente. Luigi scrive la musica di “Polvere” il brano trainante dell’album e poi nel 1987 è coautore del famosissimo brano “Quello che le donne non dicono” interpretato da Fiorella Mannoia, canzone che si aggiudica il Premio della Critica al Festival di Sanremo.

L’abbiamo contattato e gli abbiamo rivolto alcune domande, alle quali lui ha risposto con grande disponibilità.


Chitarrista, cantautore, famoso session-man, arrangiatore, autore  . Come si definirebbe Luigi Schiavone?

“Tranne "cantautore" (nel senso che non mi sono mai ritenuto un cantante) sono tutte definizioni che descrivono più o meno la mia attività nella musica”.

 

Quando hai iniziato ad avvicinarti al mondo della musica e quali sono stati gli artisti o le band alle quali ti sei maggiormente ispirato?

“Mi è stata regalata una chitarra quando avevo circa 10 anni ed è stato amore a prima vista. Ho imparato a suonare da autodidatta.  Gli artisti che hanno segnato la mia formazione musicale di chitarrista - ci racconta Luigi - sono stati Alvin Lee, Richie Blackmore, Angus Young e Brian May”.

 

Sul tuo sito ci sono interessanti riferimenti a grandi musicisti come te , che tu hai incontrato: Che cosa hanno rappresentato per te ( in particolare modo Enrico Ruggeri)?

“Direi che sono stati incontri che hanno arricchito non poco il mio bagaglio musicale. Con Ruggeri è stata una collaborazione che è durata più di 35 anni. È lui che ha trasformato quello che per me era solo un hobby in un lavoro a tempo pieno”.

 

Al tuo attivo hai alcuni interessanti album (se non sbaglio almeno 5) oltre a molte partecipazioni a lavori discografici altrui. Cosa rappresenta per te la musica?

“La musica rappresenta un espediente per cercare di esprimere tutti i miei stati d’animo”.

 

Ci puoi raccontare qualcosa del tuo nuovo album che uscirà il prossimo maggio?

“Sarà come i due precedenti, un album strumentale, dimensione nella quale mi trovo perfettamente a mio agio perché posso spaziare in vari generi e sperimentare senza limiti. Sarà un album dove la chitarra sarà ovviamente protagonista ma non in maniera  "invadente". Sarà pubblicato, come il primo, nuovamente da Videoradio. Uscita prevista per fine maggio, appunto”.

 

Che progetti hai per il futuro?

“Promuovere il CD in uscita possibilmente anche dal vivo, anche se il prodotto è un po’ di "nicchia" e poi continuare a scrivere musiche. Suonare e comporre solo per il piacere di farlo. Se poi dovesse nascere qualche nuova collaborazione - conclude il chitarrista - ben venga!… Non mi pongo limiti”.

 

Carlo Zannetti - Onda Musicale

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