12 Novembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 18 Settembre 2019 11:58

Massimo Di Cataldo: il cantautore romano si racconta al nostro giornale

Massimo Di Cataldo: il cantautore romano si racconta al nostro giornale
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L'autore Stefano Leto


Massimo Di Cataldo nasce a Roma il 25 aprile 1968 ed è un cantautore che si mette in mostra già da adolescente. Suona diversi strumenti musicali e in breve si affaccia al panorama underground degli anni 80.

Diplomato al liceo artistico ed affascinato dal teatro, sin da giovanissimo recita in spot pubblicitari e interpreta piccole parti televisive. Si fa notare dal regista Mauro Bolognini, che lo vuole per Sogno di una notte di mezza estate. In seguito prende parte alla serie prodotta dalla Rai "I ragazzi del muretto" e "Incantesimo". Il regista Gus Van Sant lo porta sul set di "Belli e dannati". Viene inoltre scelto tra i protagonisti del film "Sabato italiano".
 
Vanta partecipazioni a prestigiosi programmi televisivi come Superstar Tour, Music Farm, Ora o mai più, Tale e quale show. Partecipa a numerosi concorsi musicali nei quali si mette in mostra grazie al suo talento e vince molti premi e riconoscimenti. Nella sua carriera ha realizzato 8 dischi in studio, 3 raccolte e 36 singoli. 
 
Lo abbiamo contattato e gli abbiamo rivolto alcune domande.

 

 

Musicista, cantautore, cantante, attore televisivo, produttore. Come ti piace definirti?

"Mi piace pensare di essere curioso delle possibilità espressive umane attraverso l’arte."

 

Ti avvicini alla musica giovanissimo, iniziando a suonare alcuni strumenti musicali. Ricordi in che modo è avvenuto?

"Da bambino mi regalarono un piccolo organo elettrico - ci racconta Massimo - e su quello cominciai a improvvisare così senza rendermene conto già mi ero innamorato della musica."

 

Quali sono le band o gli artisti che ti hanno influenzato o ispirato maggiormente?

"Ho ascoltato sempre tanta musica sin da ragazzino quella internazionale a partire da Beatles e Pink Floyd passando per la New Wave degli anni 80 ma anche molto rock come Police, U2 in Italia soprattutto Battisti, Dalla e De Andrè."

 

Nel 1994 la tua prima partecipazione al Festival di Sanremo, nella categoria giovani, dove vinci con il brano “Soli”.  Cosa ricordi di quel periodo?

"È stato un periodo di grande entusiasmo ma soprattutto d’incoscienza, da ragazzo non immaginavo cosa sarebbe successo nella mia vita - prosegue il cantautore romano - e quanto comunque sarebbe stato impegnativo portare avanti un mestiere che mi accingevo a fare."

 

Possiamo dire che da quel momento inizia la tua grande carriera?

"Probabilmente sì, anche se ogni scelta poi è come un nuovo inizio e bisogna continuare a far girare questo motore con grande entusiasmo perché non esiste un moto perpetuo, ci vuole una spinta costante per mandare avanti la carriera."
 

Fra tour mondiali e dischi di successo sei uno dei cantautori più amati, in Italia e all’estero. Qual è il segreto di questo successo?

"Forse proprio non dargli troppa importanza. Cerco sempre di vedere l’aspetto più concreto della vita. È anche un modo per apprezzare quello che ho intorno."

 

Lo scorso 25 maggio è uscito il nuovo disco dal titolo “Dal Profondo” (leggi l'articolo), ottavo disco in studio realizzato. Cosa rappresenta per te questo lavoro e lo consideri introspettivo?

"Assolutamente sì, è un lavoro introspettivo. Ho dedicato molto tempo a cercare di dare un senso a quei sentimenti che a volte prendono il sopravvento ma che probabilmente sono il lato più sincero di noi stessi e quindi li ho trascritti in forma canzone per poterli condividere."

 

Che progetti hai per il futuro?

"Al momento c’è un bel tour da completare che mi porterà in giro con la band fino alla fine dell’estate - conclude Di Cataldo - poi sicuramente mi rimetterò a lavorare in studio sempre per progetti musicali, miei e non solo."

 

   Stefano Leto 

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