14 Ottobre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 10 Ottobre 2019 09:48

Mirko Marsiglia, “il menestrello degli Iblei" si racconta in un’intervista al nostro giornale

Mirko Marsiglia, “il menestrello degli Iblei" si racconta in un’intervista al nostro giornale
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L'autore Carlo Zannetti


Mirko è assolutamente autentico, è una di quelle rare persone nate per piacere a tutti. Toni pacati, modesto, gentile, il cantautore siciliano, ogni giorno gestisce con il sorriso sulle labbra e sul cuore, la sua complessa vita di artista, producendo musica, canzoni, idee, e cercando di continuare, con grande passione, la sua attività, ormai consolidata a livello nazionale.

Sono ormai famosi i suoi concerti live,  videoclip che potete facilmente trovare su Youtube, quelli che lui chiama “Concerti At Home” (concerti auto-prodotti e registrati nella sua casa di Ragusa).

Mirko Marsiglia, compone brani interessantissimi, segue con affetto la sua famiglia, opera con la sua musica nel settore del volontariato e affida la promozione della sua immagine a se stesso, senza compromessi, con quella bella dignità di uomo onesto e musicista d’altri tempi, che non ha nessuna intenzione di scontrarsi con tutto ciò che non segue il criterio della meritocrazia.   

Cantautore italiano emergente, vive nella splendida Ragusa, dove si è guadagnato l’appellativo de “ Il Menestrello degli Iblei" (gli Iblei sono dei monti meravigliosi che si affacciano sul mare e che si trovano nella provincia di Ragusa). Mirko Marsiglia ha vinto per due anni consecutivi (2017-2018) la sezione cantautori del prestigioso premio “Gattopardo Ibleo”. 

Nel giugno del 2016, il celebre Giulio Rapetti Mogol, seleziona il testo di uno dei brani del cantautore ragusano intitolato Il Volo”, per poi comprenderlo nella raccolta antologica della Scuola Autori di Mogol(C.E.T).

Sempre nello stesso anno, Mirko aprei concerti deltour siciliano del famoso gruppo dei Camaleonti.

Pluripremiato per la sua carriera artistica in continua ascesa, riceve due riconoscimenti importanti e significativi, sia dalla Regione Sicilia per la musica d’autore, che dalla città di Ragusa per le sue importanti partecipazioni musicali che attestano ormai un’attività che abbraccia tutta la nostra penisola.

La sua ultima idea,come già anticipato,sono i “Concerti At Home”, pubblicati sul suo canale YouTube e divisi in più parti, dei live in presa diretta in cui il cantautore indossa quel che definisce scherzando  il suo costume da eroe:felpa, occhiali e berretto.

Mirko è una persona che stimo molto. L’ho contattato e gli ho rivolto alcune domande, ecco l’intervista completa:

 

Benvenuto Mirko, voglio spezzare il ghiaccio subito chiedendoti quando è nata la tua passione per la musica? A quando risalgono i tuoi primi passi sugli spartiti? Quando ti è venuta la prima ispirazione?

“Ciao a tutti, felice di esserciLa mia passione per la musica nacque quando i miei genitori, (avevo nove anni), decisero di regalarmi una chitarra. Da allora, non sono più riuscito a separarmene, è diventata la mia compagna di vita. Dopo qualche anno di lezioni - ci spiega Mirko Marsiglia - all'età di 12 anni, saltò fuori il mio primo impulso, la mia prima ispirazione, la canzone numero zero, ispirata al mio primo amore. Oggi come allora, amo svisceratamente questo legno vivo’ e continuo ad affidarmi all'ispirazione più genuina. La musica è un mezzo speciale, per arrivare al cuore delle persone, un balsamo per l’anima".

 

Mirko, la tua storia musicale è veramente particolare. Sei riuscito a farti apprezzare in molte zone d'Italia ed anche all'estero, praticamente senza quasi uscire da casa. Sei partito alcuni anni fa con una piccola rubrica su Facebook. Questa cosa mi incuriosisce molto, potresti raccontarmi comè iniziato tutto?

“Un po’ di anni fa, un fraterno amico polistrumentistacon il quale spesso discuto di tante cose e dei vari problemi esistenziali, mi convinse a far ascoltare le mie canzoni al pubblico. Io, di brani, ne avevo qualche centinaio di troppo (sono prolifico), ma essendo caratterialmente riservato e timido non mi sentivo pronto per esibirmi in pubblico, e quindi mi limitavo a fare  ascoltare le mie canzoni solo a lui e alla mia famiglia. Una volta presa la decisione di espormi, mi trovai alle prime armi su Facebook, mi caricai di buona volontà e decisi di creare una sorta di video rubrica che intitolai ironicamente Cantautore Stolto’. Mi riprendevo con una telecamera nel salone di casa - ci racconta il cantautore siciliano - con il viso in penombra per non essere visto, raccontando le canzoni, e poi suonandole. Nel giro di un mese raggiunsi circa 7.000 visualizzazioni a settimana. Da lì in poi, ho avuto tante soddisfazioni, tra cui l'inserimento del mio pezzo autobiografico Il Volo’ nell'Antologia degli Autori di Mogol (2016), selezionato dallo stesso Giulio Rapetti e inserito dell'Antologia dei Poeti Contemporanei Italiani (2018). In quel periodo ero molto spesso in giro per l'Italia, venni intervistato da radio e televisioni, divenni  anche un protagonista di articoli nei giornali locali e regionali, ebbi riconoscimenti vari, mi proposero alcune aperture di concerti e ospitate negli spettacoli in compagnia di alcuni grandi artistiNel contempo, sopraggiunse anche la mia partecipazione a più riprese come comparsa nella fiction televisiva Il Commissario Montalbano, dove conobbi Luca Zingaretti, professionista indiscusso sul set (anche alla direzione quando mancava il grande Alberto Sironi). Una persona sensibile - continua Mirko - con cui ho condiviso ultimamente anchea lcune delle mie composizioni. Purtroppo non ho avuto piùl 'occasione di rivederlo per chiederun suo feedback emotivo. I miei brani sono stati trasmessi in Australia, nella radio nazionale, in una radio di Houston, in Francia e in Germania.  Ancora oggi mi stupisco anch'io di quanta strada sia riuscito a fare con le mie sole forze.  Abitare nel profondo sud dell'Italia, non avere mezzi economici necessari per affrontare i viaggi e pernottamenti, sicuramente è molto penalizzante. In ogni caso sento fortemente il magnetismo di questa terra, della sua natura così presente, di quel mare di cui non riesco a fare a meno, dei valori dell'amicizia e della famiglia, del calore e dell'accoglienza della gente della mia terra, del richiamo del vulcano, zone che amo frequentare e di cui amo nutrirmi da sempre. Mi sento molto fortunato, penalizzato artisticamente forse, ma fortunato, non manco di nulla e per come sono cresciuto, il fatto di avere una famiglia che mi ama, è già tutto. Ultimamente ho realizzato quelli che ho chiamato Concerto At Home’ - prosegue il cantautore ragusano - pubblicati sul mio profilo social e sul mio canale Youtube, dove ho ripresol'idea originaria dellaprima mia rubrica, ma con una novità: i concerti sono stati registrati in presa diretta con attrezzatura da studio e poi montati, come una sorta di diretta, trasmessa poi in differita. Il set è costituito dalla stanza dove nascono le mie ispirazioni, dove c’è anche una campana tibetana, c’è il mio amato pappagallo che gira libero. Si chiama Valentino, il mio compagno di viaggio. Amo molto gli animali, sono convinto siano delle guide spirituali per noi, degli esseri speciali”.

 

Quali sono gli artisti che hanno in qualche modo accompagnato la tua vita e influenzato la tua scrittura?

Il primo grande artista che ho iniziato a seguire sin dall'età adolescenziale, èstato Freddie Mercury e quindii fantastici Queen, che adoro ancora oggi. Freddie è una figura molto importante per me, artista poliedrico, difficilmente eguagliabile. Poi è stato  un susseguirsi di ascolti. Ho studiato tuttii gruppi più in voga negli anni 70 e alcuni grandi cantautori italiani, tra cui  Franco Battiato, Lucio Battisti, Giorgio Gaber, Vasco Rossi, Francesco De Gregori, Adriano Celentano, Lucio Dalla, Ivano Fossati e Fabrizio De Andrè. Adoro la voce e la forza interpretativa dell'irriducibile Mina, e vi confesso che mi piacerebbe scrivere una canzone per lei. Oggi apprezzo alcune produzioni di Ermal Meta, Enrico Nigiotti, Vinicio Capossela, Mirkoeilcane, Alessandro Mannarino, Elisa, Fiorella Mannoia (scriverei volentieri anche per lei), amo la voce di Renato Zero e altri artisti internazionali come Adele, Lady Gaga, Ed Sheeran e altri”.

 

Sei un artista poliedrico e non ti occupi solo di musica, ma anche di pittura, teatro, poesia, musicoterapia, cosa ci racconti in merito?

Diciamo che la musica l'ho coltivata professionalmente negli anni di studio. In seguito, con il tempo, ho capito di saper anche dipingere. Ho anchescritto alcune poesie, mi piaceil teatroamatoriale, non posso definirmi un attore,perchénon ho mai studiato per diventarlo. Sono attirato da qualsiasi forma d'arte che possa tradurre in realtà la mia vita interiore. Ho una percezione ben precisa di questa cosa, sono convinto di non essere io a decidere come e quandodebba nascere un’ispirazione per produrre una cosa, sia nella scrittura delle canzoni che nelle altre forme d'arte. Sento che c’è qualcosa di non ordinario che vuole esprimersi attraverso la mia sensibilità”.

 

C’è qualcosa di importante nella tua vita oltre alla musica e alla famiglia?

“Ho capito che posso esprimere la mia sensibilità in mille modi diversi. Per anni ho praticato la meditazione, poi a Padova ho presoun diploma in Nada Yoga (yoga del suono) e canto armonico, reiki, massaggi e altri percorsi olistici. La meditazione sembra che non sia in alcun modo collegata a queste attività, ma non è così. Quando ti avvicini a questa pratica, in maniera costante, la tua vita si trasforma profondamente,eil tuo punto di vista inevitabilmente cambia. La vitaè fatta di esperienze, non ho mai pensato di volerne fare solo una, sarebbe estremamente riduttivo. Da circa un mese, ho deciso di prendermi cura delle persone anziane come OSS (operatore socio sanitario). Gli anziani sonoun patrimonio per l'umanità, diventano la somma di migliaia di esperienze, di sguardi, di emozioni, di storie uniche, si instaurano interessantissime relazioni empatiche. Ecco, l'empatia! Questa è la risposta giusta, il collante silenzioso che lega queste mie molteplici esperienze. Alla fine, però, sono sempre le mie canzoni le costanti uniche di tutta la mia vita, quelle con cui cerco di trasmetterela magia delle mie percezioni, di questa empatia, delle mie emozioni e del mio mondo interiore”.

 

Della musica attuale, cosa ne pensi?

La musica attuale, se penso al web, è un oceano di roba, tanta, troppa forse, compreso me. Ma come si fa ad ascoltare tutto? Non lo so. So solo di esserci anch'io li in mezzo, come un messaggio chiuso in bottiglia, lasciato alle onde perchéqualcuno possa trovarlo e leggerlo. Non amo particolarmente la musica Trap, il Rap, un eccesso di tormentoni e musica elettronica a palla dentro le incisioni in studio, senza il calore degli strumenti veri, di una vera orchestra. Sono più portato a seguirei professionisti già citati in una delle domande precedenti o comunque mi ispiro a loro, pur conservando la mia unicità, ognuno di noi lo è, unico”.

 

Ci sono novità  in arrivo, non so, nuove collaborazioni o idee in fase di progettazione?

“Mia moglie e i miei amici più intimi, dicono che la mia vita è come un film, mi succedono cose incredibili, così all'improvviso che neanche me ne rendo conto. Non so mai cosa succederà domani. Preferisco vivere alla giornata, ci sono delle idee, una ogni due secondi mediamente, quelle non mancano mai. Ma tra il dire e il fare... Una cosa è sicura, mi piacciono le sorprese e mi piace poterle poi comunicare a chi ama il mio mondo”.

 

 

   Carlo Zannetti - Onda Musicale

 

 

 

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