Mercoledì, 30 Ottobre 2019 09:33

Maurizia Scaletti: intervista all'autrice del libro "Tutta la vita davanti"

Maurizia Scaletti: intervista all'autrice del libro "Tutta la vita davanti"
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    L'autore Stefano Leto


    Maurizia Scaletti, milanese di nascita apolide nell’anima, si rifugia in Trentino a 23 anni con una Laurea in Scienze della Formazione e l’esigenza di trovare un luogo rispettoso dei ritmi umani e delle relazioni.

    Formatrice per grandi aziende, affianca agli impegni professionali lo studio continuo: consegue il Master in Peacebuilding e gestione dei conflitti e la specializzazione in Mental Coaching. Le sue passioni rimangono i libri e la scrittura, che si fondono al lavoro dando vita ai percorsi di Book Coaching e ai Corsi di Scrittura e libertà.

    La abbiamo contattata per farle un'intervista. Ecco cosa ci ha risposto.

     

    Come si presenterebbe a chi non la conosce?

    "Sono una mamma, una scrittrice, milanese di nascita e cittadina del mondo nell’anima. Ho scelto di vivere in Trentino alla ricerca di una migliore qualità della vita, per stare a contatto con la natura e ritrovare il silenzio di cui io, e credo tutti noi, abbiamo tanto bisogno. Sono costantemente alla ricerca del mio equilibrio e della mia felicità - ci spiega Maurizia - perché è nella ricerca stessa che trovo la mia felicità ed assaporo il senso della vita. Sono laureata in scienze della formazione, ho un master in gestione dei conflitti e specializzazioni in life coaching, business coaching, mental coaching e book coaching. Attualmente sto affrontando con entusiasmo il corso di studi universitario in neuroscienze: è evidente quanto lo studio mi piaccia e come io non possa farne a meno! D’altronde, studio, lettura e scrittura sono strettamente connessi fra loro!"

     

    Sabato 14 ottobre in 5 scrittori trentini vi siete riuniti per presentare i vostri libri. Come e quando è nata questa idea e cosa pensa di questo contatto con la gente in un luogo suggestivo e rappresentativo per la città di Trento come il Museo Diocesano?

    "L’idea è nata grazie all’incontro con Marco Ianes al Salone Internazionale del Libro di Torino 2019. Io e Marco ci siamo incontrati e conosciuti in quell’occasione a maggio, le nostre case editrici appartengono allo stesso gruppo, mi trovavo lì per presentare il mio libro appena pubblicato. È scattata subito una grande sintonia e Marco ha avuto l’idea di proporre qualcosa insieme, a Trento. Il merito della realizzazione di questa idea è tutto suo: dal creare la pagina Facebook Scrittori Trentini, al coinvolgimento degli altri autori, fino all’organizzazione in questa location strepitosa! La gratitudine verso Marco è profonda, è riuscito a creare un evento emozionante e partecipato, dove l’incontro con gli altri autori mi ha arricchita e motivata ancor di più. Il contatto con i lettori è sempre emozionante: io tratto temi personali, a volte delicati, parlare del mio libro è parlare di me con le mie debolezze e le mie paure, non è sempre facile. Ma spesso le persone si riconoscono in qualcosa, e lì scatta la comprensione, il ritrovarsi, o meglio il rispecchiarsi nell’altro. A quel punto il mio desiderio è realizzato: se ognuno di noi avesse la percezione di quanto siamo simili nelle nostre paure e nelle nostre emozioni, capirebbe quanto “l’altro” sono io stesso. In questa occasione è venuto quasi naturale parlare del libro e di me, credo che alcuni elementi abbiano reso questo evento unico: la suggestiva location ha creato la giusta atmosfera, le persone presenti hanno caricato l’aria di accoglienza, curiosità e coinvolgimento. Provo profonda gratitudine per i miei colleghi autori, Marco Ianes, Angelica Tarabelli, Corrado Campestrini, Marco Filippone, e per le persone che hanno partecipato: hanno contribuito alla creazione di questa esperienza importante. Gli ingredienti perfetti per un evento da ricordare."

     

    Quando nasce in lei la passione per la scrittura?

    "A 5 anni, quando ancora non frequentavo la scuola ma le mie due sorelle maggiori si. Non potendo giocare con nessuno mentre facevano i compiti, mi sedevo a fianco a loro e copiavo. Ho iniziato a scrivere così e non ho più smesso. La scrittura per me è sempre stata terapeutica, o come preferisco dire io: magica. Mi ha sempre permesso di far emergere una parte di me che non conosceva altro modo per venire fuori. Oggi utilizzo la scrittura nei miei corsi, proprio come strumento che le persone hanno a disposizione per sfogarsi, esprimersi, svuotarsi, capirsi e farsi capire. Credo ci sia molto bisogno di strumenti come questo nella nostra società e il riscontro che ho quotidianamente mi convince sempre più."

     

    Nella presentazione del suo libro al Museo Diocesano ha raccontato di come per lei sia importante la musica. Può approfondire questo concetto e spiegarci che cosa rappresenta, realmente, per lei la musica?

    "Per me la musica corrisponde a ricordi. Immagini vivide, sensazioni potenti, addirittura brividi sulla pelle a volte; effetti molto reali che dimostrano il Potere della musica. La memoria uditiva è una parte importante del nostro cervello e quindi della nostra vita. Il mondo cognitivo, fatto di tutti i pensieri che abitano il nostro cervello, viene influenzato dalle emozioni e i ricordi uditivi sono un potentissimo catalizzatore di emozioni. Quante volte ascoltando una canzone proviamo emozioni e sensazioni che risalgono ad altri momenti della nostra vita? Quanti ricordi ci assalgono in quell’istante? Come esseri umani abbiamo la meravigliosa capacità di provare quelle emozioni anche se non stiamo più vivendo la situazione nella realtà, la stiamo rivivendo nel nostro mondo cognitivo, cioè nella nostra testa. È incredibile: sebbene la situazione che abbiamo vissuto in passato non sia più presente - racconta la scrittrice - riviviamo le sensazioni come se stesse accadendo ora! Ci sono altri stimoli che permettono il richiamo di emozioni passate, i profumi per esempio, ma quelli uditivi sono certamente i più forti. La musica ha un potere straordinario su di noi e sul modo in cui affrontiamo la vita; questo è il motivo per cui ho voluto inserirla nel mio libro, dando alcuni suggerimenti di ascolto, tramite QRcode, durante la lettura. I QRcode inseriti all’inizio dei capitoli rimandano a video musicali di un notissimo cantante italiano, la cui musica ha certamente segnato la vita di molti di noi. Ovviamente non è detto che incontri il gusto di tutti, credo però queste canzoni siano in grado di solleticare la memoria uditiva di ognuno e generare emozioni. L’ascolto durante la lettura è vivamente consigliato!"

     

    "Tutta la vita davanti" è il suo primo romanzo. Come è nata questa idea e di cosa racconta il libro? 

    "Questo libro in realtà è il mio sogno nel cassetto. Sogno abbandonato per molti anni in quel cassetto buio, poi ripreso, spolverato e portato alla luce. Ho sempre voluto fare la scrittrice ma i blocchi e le paure mi hanno limitata per molto tempo, fino a quando la vita mi ha fatto capire che avrei dovuto comunque affrontarli, e scrivere era il mio modo per farlo. “Tutta la vita davanti - racconti di storie riflesse” è un gioco di specchi tra storie autobiografiche e riflessioni, o meglio rielaborazioni, che hanno portato a trovare un senso a tutto, anche al peggio. Il libro è composto di tre parti, o specchi come li chiamo io: nel primo specchio rifletto me stessa, nel secondo rifletto per gli altri, nel terzo rifletto per il mondo. In tutti gli specchi porto delle idee, condivido dei punti di vista, senza alcuna pretesa che siano giusti, anche perché in fondo chi stabilisce cosa è giusto e cosa no? L’intenzione è quella di stimolare il lettore nella ricerca dei suoi perché, del suo senso e della strada per trovarlo. Il libro offre spunti, esercizi, strumenti per affrontare questo viaggio personale, ma attenzione: nessuna ricetta preconfezionata che vada bene per tutti, nessun metodo risolvi-problemi facile e veloce. Questa scorciatoia non c’è, non esiste per nessuno e chi cerca di vendervela vi sta imbrogliando. La riflessione richiede il suo tempo, la rielaborazione richiede energie, i percorsi di crescita personale sono intensi e unici, è assurdo pensare di arrivarci in modo rapido e indolore. Questo è uno dei motivi per cui, dopo averlo scritto per me, ho deciso di pubblicarlo: questo libro è un concentrato di conoscenze che io ho acquisito in 20 anni di vita e di professione. Ho pensato che sarebbe stato utile ad altri avere a disposizione strumenti da utilizzare in modo immediato, ho pensato che non tutti debbano per forza metterci 20 anni, forse in questo modo possiamo facilitare un po’ il processo!"

     

    Quanto impegno ha richiesto la stesura del libro e come è riuscita a conciliare, lavoro, famiglia e scrittura?

    "Da quando ho deciso di aprire il cassetto e tirare fuori quel vecchio sogno, sono serviti quasi due anni per approdare alla versione definitiva. Molto materiale però era già pronto, proprio perché scritto negli anni precedenti; per questo amo dire di averci messo quasi 20 a scriverlo, perché il vero impegno non è stato scrivere, bensì rielaborare e accettare. Conciliare questa passione con famiglia e professione ha richiesto dell’impegno: la scrittura necessita di silenzio intorno a te, di tempo e lucidità, non sempre la vita quotidiana ti concede tutto questo! Avendo una bimba piccola poi, avevo proprio bisogno di trovare tempi miei senza toglierli a lei. Quindi ho dedicato le prime ore del giorno, prima dell’alba, a scrivere: se calcolate 2 ore al giorno per 365 giorni per due anni, viene fuori un sacco di tempo! Devo anche ammettere che ho l’abitudine di scrivere tutto su carta, a dire il vero non posso proprio farne a meno, per cui il lavoro è stato prima di stesura e poi di trascrizione su file. Questa mia abitudine può sembrare assurda e inefficiente, ma la nostra capacità cognitiva di scrivere con una penna in mano è molto differente da quella che mettiamo in campo quando digitiamo su una tastiera. Le aree del cervello coinvolte in queste due attività sono diverse, e in questo processo entrano anche emozioni, sensazioni, intuizioni. Un altro aspetto molto importante di questa esperienza, è che questo libro mi ha cambiata molto, ha cambiato il mio modo di vedere la vita e di considerare me stessa, è stato un vero percorso di crescita personale lungo e a tratti doloroso, ma che mi ha portata ad essere chi sono oggi e ne sono molto orgogliosa."

     

    Che progetti ha per il futuro?

    "Una volta tirato fuori il sogno dal cassetto, non si può più farne a meno, quindi il futuro ha in serbo altri libri. L’idea della prossima pubblicazione nasce dal secondo specchio di “Tutta la vita davanti”, che è una riflessione verso e per gli altri e si sofferma nello specifico sul mondo dei bambini. Occasione imperdibile per ricordare che tutti noi siamo stati bambini, anche se spesso ce ne dimentichiamo. Da qui è nato il secondo progetto letterario: “Verdegiada - contenitore di parole magiche”, uno strumento pedagogico per adulti e bambini, in cui le parole rendono manifesta il loro potere magico: aiutano a migliorare o costruire quella relazione tra adulto e bambino, fondamentale per la vita, fatta di rispetto, accoglienza, accettazione, ascolto, sensibilità. Il libro uscirà in novembre e sarà quindi un perfetto regalo natalizio per genitori, insegnanti, educatori, nonni, studenti e chiunque abbia accesso al mondo dei bambini, nel quale si deve sempre entrare in punta di piedi e con molto rispetto!"

     

      Stefano Leto

     

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