12 Novembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 29 Ottobre 2019 11:04

Recensione di "Compagni di viaggio" degli Sthereo

Recensione di "Compagni di viaggio" degli Sthereo
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L'autore Redazione


Gli “Sthereo” sono una giovane e promettente band vicentina che, creativa e entusiasta, si sta facendo spazio nel territorio attraverso creazioni inedite e concerti dal vivo.

Abbiamo ascoltato il loro primo lavoro in studio “Compagni di viaggio” e in questa recensione cercheremo di raccontarvelo con la calda raccomandazione di mettere play all’album, ascoltabile comodamente anche su spotify.

Estate”: il disco comincia con appunto un desiderio di estate, una canzone che a sentirla in pieno autunno, quando è appena entrata in vigore l’ora solare, fa venire un po’ di nostalgia, anche perché il desiderio e l’evocazione della calda stagione è molto forte. Le aspettative, i profumi, i sensi, le frasi d’amore sono puri e genuini speranze di vita e di ricerca di emozioni.

Sara”, inizia con suoni più incisivi, è una lettera d’amore: “tu sei la persona che è sempre nei sogni miei”. Una poesia che si concentra molto sulla vitalità della ragazza, con un testo che risulta piacevole e raro in un periodo in cui molti artisti italiani creano canzoni d’amore che sembrano narcisistiche dediche alla propria personalità piuttosto che vero concentrarsi sulla ‘musa’ concreta.

Siamo di passaggio”, la terza traccia, ha un arpeggio di chitarra e un’interessante batteria tipici del rock anni ’90: l’insieme ricorda decisamente “Don’t Cry” dei Guns N’ Roses, quindi è un inizio che cattura e non può sbagliare; probabilmente un omaggio consapevole. In questo brano siamo di fronte a un ragazzo solo, “davanti un bicchiere” che si sofferma su sensazioni e sentimenti, sul “vivere per non morire”. Siamo entrati nell’atmosfera di un pensiero serale in una dedica al proprio io vagamente filosofica: “ripenso a quanto piccoli siamo rispetto all’universo”. Una canzone che riflette su quanto si è effimeri e ricorda di essere consapevoli della propria individualità. “Siamo di passaggio e quindi non c’è tempo per piangersi addosso”: sono frasi forse un po’ banali ma non fa mai male ricordarle.

Di nuovo un inizio piuttosto incisivo in “Che c’è di male” con un giro di chitarra elettrico più stridulo a cui si sovrappone una chitarra acustica più dolce. Ancora una riflessione in un mondo che va di fretta e nessuno si ferma a pensare: di nuovo si rimpiange l’impulso di vivere il momento, “di lasciarsi andare”, di amare senza troppe paranoie. Questa quarta traccia, andando avanti, non si distingue molto dalle altre, ma la descrizione dell’‘Italia che va a puttane’, delle persone arrabbiate di mattina, ci sorprende in un breve sorriso amaro. Uno stile classico della canzone italiana soft rock.

Compagni di viaggio” è il brano che dà il titolo all’album e al concetto dietro questo. Dedica a un figlio piccolo che a tratti sembra un canto di preghiera ed è una promessa di amore, fatta con amore. “Sarò anche un amico, il tuo compagno di viaggio”. La musica in sottofondo vuole rispecchiare questa idea di grandezza, di viaggio: si abbina bene all’evento della nascita.

Luna” ci porta con leggerezza in un terso cielo notturno. Il giro di chitarra e i vari accordi trasportano nel fluttuare del cosmo e in questo gli Sthereo sono molto bravi: a creare atmosfere coerenti con le loro intenzioni. È una canzone con un suono introspettivo, dove la voce si estende, ma la musica sembra vagamente più oscura: vi è un conflitto interiore in un dialogo dal basso all’alto.

Solo per ricordarti”, il brano di chiusura dell’album è un ricordo di un amico, e forse, nell’intenzione di rievocalo è la scelta di cantare a due voci. Così, una nuova voce, più bassa e salda, affascinante, si accosta a quella più melodica di Mattias Tonin, cantante del gruppo.

 

L’ascolto di questo loro primo album non lascia dubbi: gli Sthereo sono una band con potenziale e musicalmente assortita, ciò si nota dal fatto che nella realizzazione in studio di “Compagni di viaggio”, ogni nota e ogni strumento è esattamente dove dovrebbe trovarsi.  In virtù di questo, del saper padroneggiare con maestria la loro ‘confort zone’, ci auguriamo che questa band arricchirà il suo repertorio magari con sperimentazione di nuovi suoni e un maggior spaziare nel cantautorato, che risulta già sincero, ma a volte un po’ semplicistico.

Gli Sthereo sanno suonare, sanno raccontare le loro emozioni con gli strumenti e creare belle atmosfere e non possiamo far altro quindi di aspettare un nuovo progetto tenendoci compagnia, appunto, con il delicato suono di “Compagni di viaggio”.

 

  Miriam Petrini - Onda Musicale

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