26 Febbraio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 25 Agosto 2015 09:36

Intervista a "Pier at house"

Intervista a "Pier at house"
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L'autore Stefano Leto


Pubblichiamo l'intervista con Simone Pierettoni in arte "Pier at house", fiorentino e DJ sin dall'età di 15 anni. Nel corso degli anni ha maturato esperienza, oltre che all'interno di radio di mezza Italia, con esponenti della musica techno, house  ed elettronica.

Ti chiami “Pier At House”. Da dove deriva il tuo Alias?

“Mi é stato “assegnato” anni fa per scherzo da amici, e così é rimasto… alla fine mi ci sono affezionato. In principio era “pier@house” ma i vocalist in discoteca sbagliavano sempre la pronuncia e inoltre la chiocciola era un problema per i digital Store”.

Se dovessimo presentarti come artista in 3 parole cosa dovremmo dire?

“Pier At House”

Come hai cominciato con la musica? Hai conseguito degli studi o sei un autodidatta?

“Ho iniziato a lavorare in discoteca all’età di 15 anni, in seguito ho studiato per tecnico del suono presso l’Accademia della Arti Cinematografiche di Bologna (purtroppo in Italia non esiste una vera Università riconosciuta di Sound Engineering) ed ho preso lezioni di musica privatamente, ma anche tanto autodidatta.”

Hai mai partecipato a qualche programma che ti ha reso per lo più visibile?

“Ho lavorato in  alcune radio e web-radio, il mio ultimo brano “Fly Away” é stato supportato da M2o, ma se ho raggiunto qualche modesto risultato é sicuramente grazie alla lunga gavetta e 20 anni di dj alle spalle.”

Cosa ti stimola creativamente? Le belle giornate, e lascoltare tanta musica.

“L’artista o gli artisti a cui ti ispiri ? C’è un artista internazionale con cui vorresti lavorare nei prossimi anni? Ho avuto la fortuna di lavorare a fianco di tutti i miti della dance anni 90, ricordo quando iniziai a comprare i primi dischi, passavo le giornate a leggere i crediti sulle copertine ed a fantasticare su quel mondo che sembrava così lontano. Non l’avrei mai detto che un giorno avrei passato le cuffie a Fargetta, Molella, Gabry Ponte, Albertino, Prezioso e tanti altri. Mi piacerebbe sicuramente una collaborazione “internazionale”, ma un passo alla volta… ci vuole il disco giusto ed il canale giusto.”

Si dice che il futuro è in digitale  … preferiresti avere successo solo in digitale o preferiresti ancora vedere i tuoi cd in negozio?

“Preferirei vedere il mio Vinile in negozio, ma ahimè ho iniziato a produrre troppo tardi!”

Come sta cambiando la musica e il popolo della notte col passare degli anni? Come ti presenti alle serate?

“La musica é sempre meno musica e sempre più “drop”, ma si inizia a tornare indietro, e questo mi piace.  Il popolo della notte é sicuramente sempre più giovane ed esce sempre più tardi, forse un pò meno spensierato di un tempo… ma se crei la situazione giusta ci si diverte sempre da matti !”

L’industria musicale è cambiata molto negli ultimi anni… Però molti artisti internazionali si sono opposti a certi aspetti di questa rivoluzione accusando alcuni Store di valorizzare solo gli artisti già famosi, lasciando nell’ombra quelli emergenti … Cosa ne pensi?

“Penso sia vero, gli Store favoriscono alcune grandi labels, ma in realtà favoriscano chi vende, ma chi vende é spesso lo stesso che si auto-compra sugli Store, é business… non é bello e non approvo, ma é comunque una forma di investimento su se stessi. Gli artisti non guadagnano più sulle vendite, ma grazie al management ed alle serate. Ad ogni modo ritengo che i digital Stores nel giro di pochi anni andranno quasi a sparire, la musica sarà quasi totalmente in download gratuito, é un processo già iniziato da tempo, alcune importantissime etichette internazionali già “vendono” i brani dei propri artisti con un semplice download gratuito via Soundcloud.”

Cosa ne pensi della discografia italiana a differenza di quella estera?

“Nella musica pop si continua a valorizzare troppo la voce ed il cantato, sempre eccessivamente alta nel mix (non riesco a farmi pace per questa stranezza Italiana) tralasciando spesso l’arrangiamento e la musica stessa, riguardo la “dance” (a me piace chiamarla semplicemente così, ma chiamatela pure EDM o House) piano piano stiamo tornando a farci sentire… speriamo!”

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Un nuovo disco, ci sto lavorando su, sarà una “hit” ovviamente!”

Quali sono le tue fonti per cercare nuova musica?

"Youtube, Soundcloud e radio, solo dopo do una controllatina anche alle classifiche."

Un consiglio spassionato che daresti a un giovane artista come te: qual’è l’ingrediente fondamentale per essere scelto da un’etichetta?

“Cerca di fare bella musica, fatta bene, puoi inviare l’email della tua vita, ma se il disco é brutto… é brutto!”

Cosa un giovane artista non dovrebbe MAI fare?

“Arrendersi ai primi “no non ci piace” e sbagliare credendo di essere qualcuno al primo “Mash up” fatto. I social sono fondamentali, ma solo dopo che hai davvero realizzato qualcosa. Quindi prima fai qualcosa di valido… poi “socializzalo” e promuoviti. Non il contrario.”

Secondo te, cosa DOVREBBERO e cosa NON DOVREBBERO fare le etichette discografiche nei confronti degli artisti?( a livello di investimenti/promozioni/visibilità)

“Dovrebbero rispondere ai demo inviati, anche un “copia incolla” va bene, dovrebbero proporre il brano alle radio e investire sull’artista, un minimo di budget per un video e pubblicità sugli Store e social networks, il tornaconto lo avrebbero con il management tramite le serate fatte dell’artista. Dovrebbero inoltre informare l’artista sullo stato delle vendite ottenute, cosa che ahimè non fa praticamente nessuno. Non dovrebbero: limitarsi a postare il brano sui social e fissarsi su un genere musicale in base a come tira il vento ! Troppo spesso ci si sente rispondere che il brano non é attuale”.

Quali sono le tre regole/ tecniche   principali che un Artista deve seguire?

“Fare dei corsi, c’é sempre da imparare, prevedere qualche investimento monetario rinunciando a qualcosa, e confrontare obiettivamente il proprio lavoro con quello dei top. E’ lì che vuoi arrivare, ci sei? no? rimettiti a lavorarci su !

Secondo te come si articola il panorama nazionale in termini di visibilità di un artista?

“Anche noi Italiani abbiamo iniziato a collaborare tra noi, abbiamo finalmente capito che fare “support” tra gli artisti é fondamentale, certo ci vorrebbe qualche festival anche in Italia, ma mi accontenterei se le labels Italiane mettessero insieme i propri artisti organizzando alcune serate nei clubs.”

Quanto e come dovrebbe investire un’artista per la sua visibilità, per la sua carriera?

"Basta una di queste due cose: grande possibilità economica o una passione infinita, arrivi per entrambe le strade. Se hai possibilità economica puoi comprarti il disco già fatto da altri, promuoverlo e auto-acquistartelo sugli Store, ma la soddisfazione personale dove sta ? Se invece hai solo la passione, ci vuole tanto tempo…non ci vuole fretta, se ci credi davvero troverai il tempo per lavorarci su, e la soddisfazione sarà enorme!”

Parliamo ora del tuo ultimo progetto: “Star” di cosa si tratta?

“E’ un disco nato con la collaborazione di Tyta Eden, grande voce e splendida persona con la quale avevo già precedentemente lavorato alcuni anni fa, non riesco bene ad identificare il genere di questo disco, ma spero venga apprezzato. Vi garantisco che di passione ne abbiamo messa davvero tanta!”

 

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