26 Febbraio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 09 Aprile 2015 12:36

Intervista ai Soul Burner vincitori del Cover Oltre Festival 2015

Intervista ai Soul Burner vincitori del  Cover Oltre Festival  2015
Stampa
Condividi questo articolo Facebook Twitter Google Plus
L'autore Stefano Leto


I Soul Burner sono un gruppo metal che nasce nel 2011 con Tommy D alla batteria e King Kaufman alla chitarra. Dopo molti cambi di formazione trovano un bassista, ex compagno di scuola di Tommy, il Manzo Groiss.

Successivamente, dopo anni passati alla ricerca di una seconda chitarra trovano il tassello mancante in Denis la furia albanese, anche noto come “la minaccia”.

Negli ultimi mesi la band  ha fatto alcuni concerti  nella zona di Trento e dintorni, per promuovere il loro nuovo promo cd di tre canzoni intitolato “Can You Feel It Burn?” e riuscendo a consolidare un buon seguito. 

Ora il gruppo ha appena rilasciato il nuovo video per il singolo “Come On Baby Rock Me”, disponibile su youtube oppure direttamente sulla loro pagina Facebook (Facebook/Soul Burner). 

Li abbiamo intervistati all'indomani della vittoria alll'ultima edizione del Cover Oltre Festival, tenutasi quest'anno a Sanbapolis all'interno del bellissimo teatro, dove hanno proposta una canzone di Ozzy Osbourne dal titolo "I don't wanna a stop".

DA DOVE NASCE IL VOSTRO NOME?

"La scelta - ci racconta il cantante King Kaufman - è caduta su queste parole perche noi vogliamo accendere la fiamma della musica nelle persone. Per questa ragione Soul Burner è perfetto."

ESATTAMENTE COME DEFINITE IL GENERE CHE SUONATE?

Ci piace dire che suoniamo super-heavy-metal-funk, che secondo noi rappresenta bene il nostro genere musicale. Abbiamo preso la frase usata dal grande James Brown "super-heavy funk" e abbiamo aggiunto la parola metal".

CHE ESPERIENZA E' STATA IL FESTIVAL?

"E' stata un esperienza molto bella e ricca di soddisfazione, culminata con la vittoria. Dopo alcune partecipazioni alle edizioni precedenti - prosegue il giovane - questa volta siamo riusciti nell'impresa di vincere, ma noi vogliamo tenere i piedi per terra e continuare a suonare. Gli scorsi anni c'era un'acustica piuttosco scadente che, probabilmente, non valorizzava a sufficienza alcune sfumature del nostro stile. Quest'anno, invece, al teatro di Sanbapolis l'acustica era ottima. Siamo molto felici di avere partecipato."

CHE OBIETTIVI AVETE PER IL FUTURO?

"Vogliamo suonare e suonare. Il nostro sogno sarebbe di vivere della nostra musica e, a questo proposito, probabilmente necessitiamo di maggiore visibilità per farci conoscere ed apprezzare. Il genere che poponiamo, genericamente detto "metal" è piuttosto di nicchia e riservato ad un pubblico un pò particolare. Ma noi vogliamo farci conoscere e ci riusciremo. Per queste ragioni abbiamo simpaticamente coniato un motto: "o si gasa o si va a casa!" che rende bene l'idea del nostro spirito".

Stefano Leto

 

 

 

Leggi altri articoli della rubrica "Recensioni e Interviste"