17 Gennaio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 20 Ottobre 2016 11:39

Recensione “Le vie dell’insonnia” di Lisa Giorè

Recensione “Le vie dell’insonnia” di Lisa Giorè
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“Le vie dell’insonnia” è l’album d’esordio della cantautrice toscana Lisa Giorè uscito a settembre, ma credo che abbiamo già detto più che a sufficienza. Lasciamo che a parlare siano le canzoni di Lisa Giorè, nata Elisa Giorello.

“Lo stato attuale delle cose” è il blues d’apertura con tanto di chitarra slide, piano e basso che creano veramente un buon groove.

Ovviamente, lo strumento migliore è la voce di Lisa Giorè che, tingendosi di jazz, prosegue affilata e dritta lungo tutti i quasi tre minuti del brano.

Devo ammettere che, in un paio di punti, mi ha ricordato una sorta di versione femminile de Lo Stato Sociale.

“Aria di tempesta”, invece, ha una sonorità più acustica in cui, le note del piano, si inseriscono cristalline e limpide. La tempesta, la rabbia o simile, è passata, ma è ancora tutto scosso dal recente scossone emotivo. Quante volte vi è capitato?

L’inutilità di cose che una volta sembravano importanti ed una parola detta con leggerezza che diventa pesante come un macigno, queste le tematiche di “Sabbia”.

Piacevolissimi gli intermezzi vocali di Lisa Giorè che, giocando con la sua voce, si intreccia perfettamente con la chitarra.

“Danza macabra” ricorderà a tratti l’Alice del periodo “Per Elisa” anche se ha un’atmosfera decisamente più oscura e “macabra”. Molto interessante anche la parte per il flauto dalle tinte decisamente folk.

“Settembre” inizia con un arpeggio delicato come la pioggia autunnale a cui segue la voce di Lisa, malinconica e dolce allo stesso tempo, per una canzone sull’autunno. L’estate è finita, fa già più freddo e l’autunno è già bello che arrivato. Poetico come pochi anche se triste.

“Parlo di te” vede un piano che la fa da padrone assieme alle “dolci parole che non ti ho mai detto” a descrivere un complicato rapporto tra due persone.

Qui la voce di Lisa si erge maestosa come mai prima per poi tornare quasi a sussurrare. Alzate il volume per questa e l’assolo di slide!

Ritornano le atmosfere cupe di poche canzoni prima con “Dracula”. Il bacio, la notte, il mistero, il mostro, in poche parole la temibile creatura descritta da Bram Stoker. Fantastici i passaggi strumentali che ululano alla luna e gridano nella notte.

“Il contrario del silenzio” e la finale“L’effetto del vento” sonoentrambe delicate, ma allo stesso tempo dirette come poche.

Per concludere, che dire di questo disco? Alla faccia dell’esordio! Mi sembra l’opera, il lavoro, e l’impegno di una cantautrice navigata ed esperta che ha tanto, ma tanto, da dire e, soprattutto da cantare!

Vivissimi complimenti anche ai musici che hanno prestato la loro arte per questo progetto. Da ascoltare e riascoltare!

 

Vanni Versini – Onda Musicale

 

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