14 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 30 Marzo 2017 12:10

The Dark Side of the Mandolin: un tributo italiano ai Pink Floyd

The Dark Side of the Mandolin: un tributo italiano ai Pink Floyd
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L'autore


Inghilterra, 1973, i Pink Floyd pubblicano il loro ottavo album in studio The Dark Side of the Moon. Un capolavoro che schizza subito nelle classifiche, e ci rimane anche per moltissimo tempo, di tutto il mondo risultando essere anche uno dei più iconici del gruppo grazie alla stupenda copertina di Storm Thorgerson (leggi qui).

Italia, giorni nostri, un gruppo di musicisti nostrani decide di omaggiare l’album dei Pink Floyd in occasione del suo quarantesimo anniversario.

I musicisti in questione sono i The Dark Side of the Mandolin e sono composti da Mauro Squillante (mandoloncello), Gaio Ariani (mandolino) e Valerio Fusillo (mandola). Abbiamo dunque parlato con Mauro Squillante di questo stupendo tributo tutto italiano.

 

Come è nato il progetto Dark Side of The Mandolin?

“Erano i 40 anni dall’uscita del quasi omonimo disco dei Pink Floyd; con Gaio Ariani e Valerio Fusillo, nella mia classe in Conservatorio a Bari, già capitava talvolta che scherzassimo con la musica pop e rock, che amiamo tanto. La voglia di celebrare un disco che rappresenta per tutti i componenti del trio un solido riferimento estetico, come per tantissime persone d’altro canto, è nata per gioco, partendo paradossalmente proprio dal titolo del progetto, The Dark Side of the Mandolin, che ha rappresentato lo stimolo per cercare le soluzioni e reinterpretare quella musica.”

Come mai proprio mandolino, mandola e mandoloncello?

“Il senso del nostro lavoro è anche quello di omaggiare, valorizzare, gli strumenti della famiglia dei plettri. Il trio mandolino, mandola e mandoloncello copre in maniera essenziale tutta la gamma necessaria per realizzare la musica contenuta in Dark Side of the Moon, il resto è inventiva e improvvisazione.”

Da dove nasce questa vostra passione per questi strumenti e per i Pink Floyd?

“La scelta dello strumento, nel momento in cui sai che stai dedicando la tua vita alla musica dipende da una enorme serie di varianti, diverse da persona a persona; posso, per quanto riguarda me, dire che il mandolino è stata la scelta compiuta da un ventenne napoletano che scopriva il proprio orgoglio identitario.”

Quali sono i vostri musicisti di riferimento?

“Personalmente attraverso periodi altalenanti fra differenti generi musicali e musicisti di riferimento. Una costante posso individuarla in Paolo Pandolfo e Hopkinson Smith, ultimamente mi attraggono molto Adrian Belew e Robert Fripp.”

Avete pensato a qualche collaborazione con un progetto simile al vostro, per esempio la Mandolin Orchestra?

“Devo risponderti sincermente - prosegue il musicista - non ci abbiamo pensato, almeno per il momento.”

Coverizzerete altro materiale, o album interi, dei Pink Floyd?

“La prossima uscita, sempre con l’etichetta Felmay che fra poco rilascerà il nostro Dark Side of the Mandolin, sarà Selling Mandolin by the Pound.”

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

“Abbiamo voglia di fare molti concerti in giro - conclude Squillante -  seguiteci sui nostri social network.”

 

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Vanni Versini – Onda Musicale

 

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