6 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 07 Aprile 2017 11:51

Fattoria Mendoza: Maurizio Beltrami vs. Enrico Merlin, intervista doppia. (parte 1)

Fattoria Mendoza: Maurizio Beltrami vs. Enrico Merlin, intervista doppia. (parte 1)
Stampa
Condividi questo articolo Facebook Twitter Google Plus
L'autore


Fattoria Mendoza è il marchio di Maurizio Beltrami, un Artigiano del Suono che, nel suo laboratorio a Cremona, produce piccole scatole trapezoidali dal design e dal gusto “made in Italy”.

I suoi pedali non sono soltanto effetti, sono delle vere macchine del suono in grado di diventare parte dello strumento. Ho avuto la possibilità di fare qualche domanda a Enrico Merlin, endorser e fruitore di tutti i pedali del brand, e a Maurizio Beltrami: il Mendoza originale.

Ecco la prima parte di un’intervista doppia che vuole mettere a confronto produttore e cliente di Fattoria Mendoza.

 

MAURIZIO, quando è nato il tuo amore per il mondo dell'effettistica e come è nata Fattoria Mendoza?

"L'interesse e la passione di rielaborare suoni nasce all'inizio degli anni ‘80. In quel periodo ho iniziato collaborazioni tecnico/musicali con alcuni studi di registrazione lombardi, afferente alla produzione di brani miei e di terze parti. La molla è scattata nel 1981, quando ho incontrato l'ing. del suono Allan Goldberg negli Stone Castle Studios di Carimate (Co). Affascinato dalla qualità armonica generata da torri di processori, magicamente gestiti da Allan, gli ho chiesto di continuare la sua esperienza nello studio che stavo creando in quel di Brescia. Da allora fino al 2011 mi sono occupato di varie cose, mantenendo attiva la costruzione amatoriale di effetti a pedale. Nel 2012, ho deciso di intraprendere la strada di una produzione maggiormente intensiva con un'unica caratteristica: produrre non effetti fine a se stessi, bensì suoni altamente dinamici capaci di percepire finemente il tocco del musicista, trasformando il suono in una vera produzione armonica e musicale. Insomma, costruire "strumenti musicali" che permettessero si essere un vero spunto creativo per il musicista, indipendentemente dallo strumento suonato."

"Fattoria Mendoza è nata proprio in conseguenza alla volontà di applicare le competenze acquisite ad una produzione artigianale. Il risultato è arrivato quasi subito, grazie a collaboratori che dello strumento e della dinamica ne sono maestri: Il primo è stato Roberto Pascucci, bassista poliedrico e musicista che vanta collaborazioni mondiali; seguito da Mattia Tedesco chitarrista Cremonese con esperienza nel mondo della canzone Italiana sia in studio che sul palco. Successivamente Enrico Merlin (chitarrista) e Danili Gallo (bassista), i più poliedrici di tutti. Tutti veri collaudatori. Il nome nasce da un personaggio che mi sono costruito addosso fin da bambino "Beltramin Mendoza" che parla un finto spagnolo creando Gag con gli amici. La trasformazione in Brand Fattoria Mendoza è stata pressoché istintiva."

ENRICO, vuoi dirci come hai conosciuto i suoni di Maurizio Beltrami e come è nata la vostra collaborazione?

"Tramite un amico comune, anche lui endorser, Roberto Pascucci. Sono stato, un giorno, a trovarlo a Cremona e sono rimasto impressionato dai suoi suoni. Ho provato un’immediata sintonia con i suoi pedali, molti dei quali erano in forma di prototipi. A quel punto gli ho lasciato qualcuno dei miei dischi. Maurizio si è innamorato di quelle sonorità così diverse ed è nato il sodalizio artistico-tecnico. Io penso a lui come a un mago. Nel giro di breve tempo mi ha letteralmente “scaricato” in casa una quindicina di pedali. E oggi sono il suo endorser principale nell’area jazz, o comunque “improvvisativa”."

 

Con la vastissima scelta che il mercato offre, cosa ha fatto scattare in te, MAURIZIO, il bisogno di produrre nuovi suoni? ENRICO, invece, cosa ti ha fatto innamorare dei prodotti Mendoza?

Maurizio: "La mancanza di suoni particolarmente dinamici e un decadimento generale della qualità armonica dei "pedali" in commercio, sempre più dedicati a produrre un effetto. E' ovvio dedurre che il mercato degli effetti ti vuole impegnare ad acquistarne tanti, capaci ognuno di svolgere una singola funzione o al peggio di rendere efficace un range limitato del singolo setup generale. Nel mio caso ottengo frequenze altamente dinamiche da permettere ad un musicista di suonare nello stesso pedale usato sia dal chitarrista Metal, sia dal fagottista o arpista o batterista. Per questo ringrazio tutti gli orchestrali, anche classici che mi hanno scelto e stimolato ad ampliare le frequenze di ogni singolo processore fino al raggiungimento del risultato voluto. Certamente non tutta la produzione permette di accontentare tutti, tuttavia la maggior parte dei musicisti che si avvicina al mio mondo ne rimane soddisfatto."

Enrico: "Ogni pedale ha una sua indiscutibile personalità. Io sono sempre alla ricerca di suoni manipolabili e scoprire che a differenza di altri prodotti, i suoi pedali mi “seguivano” e mi suggerivano nuovi spazi e ambienti sonori mi ha letteralmente rapito."

 

Parliamo di ENDORSEMENT:

MAURIZIO, come scegli i tuoi endorser? Hai mai progettato un suono per qualcuno di loro?

"Gli Endorsement, nel mio caso, ad inizio attività sono stati i musicisti che avevo vicino e con i quali ho testato la produzione. In itinere ho mirato io stesso, cercando d'incontrare musicisti conosciuti, anche in settori a me sconosciuti. Ultimamente son scelto e questo mi lusinga, tuttavia cerco di collaborare scegliendo la persona e la sua umiltà.                 Significa che non mi piacciono le pretese di avere suoni, senza condividere un progetto ed un percorso che aiuti entrambi a crescere.      Inoltre mi interessa lo spessore della persona stessa. Ho anche incontrato musicisti che, pur preferendomi ed utilizzando i miei suoni sono legati contrattualmente ad altri endorsement, pertanto restano "usufruitori" e non possono pubblicamente pubblicizzare a mio favore. Suoni realizzati su esigenze di un endorser ne ho costruiti: Il Boogia di Stanley Jordan, Il Buzz Bender (Fuzz) di Mattia Tedesco, Il Tremo ed altri prototipi per Danilo Gallo ed Enrico Merlin, Il Delay di Antonio Fusco (Batterista)."

"Vorrei citare in ordine sparso i principali musicisti che mi hanno scelto, tutti con esperienza e collaborazioni importanti: Stanley Jordan, Paul Gilbert, Andrea Braido, Massimo Varini, Umberto Fiorentino, Giacomo Castellano, Enrico Merlin, Danilo Gallo, Maurizio Brunod, Valerio Scrignoli, Walter Beltrami, †, Mauro Campobasso, Roberto Pascucci, Mattia Tedesco, Claudio Cicolin. Ed ancora Batteristi quali Antonio Fusco e Riky Turco. Violinisti quali Andrea casta e Ste Violino (Zani Stefano). Fiati quali Andrea Baronchelli e Marco Taraddei."

ENRICO, qualche aneddoto sulla tua collaborazione con Maurizio? C’è un suono che vorresti richiedergli?

"La cosa bella è che quando viene ad ascoltarmi spesso prende nota di cosa succede sul palco nel corso del concerto. Poi viene da me e mi chiede: "ma come hai fatto a fare quel suono sul terzo pezzo?” Oppure: “Ma era il Boogia abbinato alla Macchina del tempo con l’Octaver quell’altro suono?"."

"Le richieste sono in effetti due: un phaser stereo, che si muova sul fronte stereofonico facendo inversione di fase ad ogni secondo passaggio (tipo in fase da destra a sinistra e fuori fase da sinistra a destra) e un bit crusher o granular delay. Ma qui si entra inevitabilmente nel mondo del digitale… a meno che… ma qui mi fermo."

Il confine tra produttore e consumatore, nel caso di Maurizio Beltrami e ed Enrico Merlin, non è netto: è come se prendessero ispirazione a vicenda, nella ricerca sonora.

Intanto ringrazio Maurizio Beltrami e Enrico Merlin. L’appuntamento con loro è alla prossima settimana per la seconda parte di questa intervista e conoscere più a fondo i segreti di Fattoria Mendoza.

 

Riccardo Tosin – Onda Musicale

Leggi altri articoli della rubrica "Recensioni e Interviste"