13 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 18 Aprile 2018 14:57

Posti in piedi in paradiso: “ma come mai dormi in un retro locale?”

Posti in piedi in paradiso: “ma come mai dormi in un retro locale?”
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L'autore


A volte la vita non va esattamente come si vorrebbe. Tutto quello che prima stringevamo tra le dita ci scivola via come sabbia nel vento e di noi rimane solo un rottame arrugginito, una pallida immagine di quello che eravamo una volta.

Ok, ora che ho finito di parafrasare i Beatles torno serio. La vita di Ulisse Diamanti (Carlo Verdone), Fulvio Brignola (Pierfrancesco Favino) e Domenico Segato (Marco Giallini) è ad un punto di stallo ormai da un bel pezzo.

Ulisse vive nel retrobottega del suo negozio di vinili perduto tra i ricordi di uno scintillante passato, Fulvio si occupa a malincuore di cronaca rosa e vive in un convitto di suore mentre Domenico è costantemente rincorso dai creditori ed è sempre alla ricerca di un modo per fare soldi.

Ulisse una volta era un noto produttore musicale purtroppo vittima di sfortuna e fiaschi vari, ma ormai questo è un lontano e glorioso passato che lui rievoca nel suo negozio di vinili.

I suoi unici tesori sono la figlia Agnese (Maria Luisa De Crescenzo), avuta con la moglie cantante per la quale produsse un disco che non vendette per niente, che ormai vede su Skype ed una cintura originale appartenuta al mitico Jim Morrison, sciamanico leader dei Doors. Cimelio del rock fortemente voluto da un amico di Ulisse interpretato dal giornalista e sceneggiatore Andrea Purgatori.

Fulvio era uno stimato critico ed autore di parecchi saggi sul cinema e l'arte mentre ora è stato retrocesso a, come dice lui, cronista del nulla” occupandosi di scialbe notizioledi cronaca rosa e vive in un convitto di suore.

Una volta era sposato, ma appena dopo la nascita della bambina, sua moglie Lorenza (Nicoletta Romanoff) è caduta in una profonda crisi depressiva post – parto e lui si è fatto un'amante. Un rapporto prettamente “epistolare”, ma che comunque gli è costato il matrimonio ed il lavoro perché l'amante in questione era la moglie del suo capo.

Domenico, invece, vive costantemente di espedienti per rimediare qualche soldo per i tantissimi creditorie la famiglia arrivando a fare anche il gigolò per delle ricche signore. Una volta era un nome nel campo dell'imprenditoria immobiliare caduto in disgrazia a causa del suo vizio per il gioco d'azzardo.

Sarà proprio Domenico ad intrecciare i fili delle tragiche esistenze dei nostri tre protagonisti. Siccome a tutti e tre serve una casa che costi poco lui riesce, con abili magheggida venditore incallito, a convincerli a condividere una sistemazione tutti assieme ad un prezzo decisamente ragionevole.

Comincia così una strana vita da coinquilini, tutti sopra la quarantina, ma con tutte le abitudini e le difficoltà che si possono ritrovare in qualsiasi appartamento universitario.

Nonostante qualche incomprensione le cose, tutto sommato, procedono anche abbastanza bene fino a che non ritornano ad ingarbugliarsi come al solito. Decisivo, in tutta questa vicenda, sarà il ruolo della giovane ed avvenente cardiologa Gloria (Micaela Ramazzotti). Riusciranno dunque a convivere e, allo stesso tempo, sistemare le loro sgangherate vite?

Questa, in poche parole, è la trama di Posti in piedi in paradiso” di Carlo Verdone (2012) che mi ha piacevolmente sorpreso e strappato ben più di una risata. Un film leggero divertente che merita comunque la visione.

Detto ciò diamo un'occhiata alla colonna sonora. Il personaggio di Ulisse è chiaramente ispirato allo stesso Verdone, autentico appassionato di rock come abbiamo già visto in Maledetto il giorno che t'ho incontrato, e di conseguenza le canzoni non potevano essere da meno.

Oltre ai temi composti da Currieri, Liberatori e Fornili troviamo band ed artisti come Steppenwolf (“Rock Me”), Scott Walker (“It's Raining Today”), Animals (“We've Gotta Get Out of This Place”), Leslie West (“One More Drink for the Road”), Dusty Springfield (“All Cried Out”) e così via.

Inoltre, trattandosi di un film di Verdone, come poteva non mettere un pezzo dei nostrani Stadio (“Poi ti lascerò dormire”) come aveva già fatto in film come Borotalco” oppure Acqua e sapone?

Ma adesso mi rivolgo a voi. Se vi dessero un sacco di soldi, dei quali avete un disperato bisogno, sareste disposti a vendere un cimelio come la cintura di Morrison?

 

Vanni Versini – Onda Musicale

 

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