18 Settembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 27 Giugno 2018 16:14

Mi fido di te: “io e te dobbiamo lavorare insieme”

Mi fido di te: “io e te dobbiamo lavorare insieme”
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L'autore


Vi ricordate le prime edizioni di Mai dire gol e Zelig? Quegli anni a cavallo tra la fine dei '90 e l'inizio del nuovo millennio con ancora la lira e Claudio Bisio che presentava?

Perfetto! Se ve li ricordate allora, sicuramente, il nome del duo comico Ale e Franz con il famoso sketch della panchina. Un gioco di botta e risposta tra frecciatine, battute e sarcasmo a raffica.

Il duo però, oltre al teatro e alla televisione, ha fatto anche del cinema e mi sembra più che giusto ricordare il simpaticissimo Mi fido di te del 2007 diretto da Massimo Venier (regista di film storici di Aldo, Giovanni e Giacomo come “Tre uomini e una gamba”, Così è la vita, Chiedimi se sono felice, “La leggenda di Al, John e Jack” e “Tu la conosci Claudia?”).

Ma procediamo con la trama del film. La pellicola mostra le sgangherate vicende delle vite di Ale (Alessandro Besentini) e Franz (Francesco Villa).

Ale vive in un appartamento fatiscente, è trasandato, costantemente rincorso dagli strozzini (come il perfido Kappadue interpretato da Ernesto Mahieux), pieno di debiti e, nonostante sembra prospettarsi all'orizzonte il post ad un call center, deve sempre ricorrere a piccole truffe e mezzucci vari per tirare a campare. Naturalmente la fidanzata non ne può più!

Franz, invece, è sempre elegante, ordinato, con casa, moglie e figli ed un super lavoro presso l'azienda Promoject, ma questo era prima che venisse licenziato per colpa del dottor Aleotti (Roberto Citran).

Unico suo amico è la guardia giurata dell'azienda Pino (Marco Marzocca) dove si fa accompagnare dalla moglie ogni mattina in macchina perché non le ha ancora detto che è stato licenziato.

Nonostante tutto cerca anche lui di arrangiarsi con due lavoretti, consegnare acqua a bar e case e fare benzina alle macchine in una piccola stazione di servizio. Ovviamente la cosa non può durare per sempre anche perché non ha modificato il suo stile di vita per non far preoccupare la famiglia.

Le loro vite proseguono, incasinate come non mai, ma comunque separate l'una dall'altra senza sapere che l'altro esiste fino ad un tragicomico giorno.

Franz si trova in un bar per consegnare dell'acqua mentre Ale è al bancone intento a “smontarlo” come nel famoso sketch della panchina. Durante la transazione Franz improvvisa una piccola truffa al barista del bar, interpretato da Enrico Salimbeni che abbiamo già visto in Radiofreccia, per intascarsi qualche banconota in più che fa sempre comodo.

Ale se ne accorge e gli propone di fingere una rapina. Franz dice che i soldi della consegna del bar gli sono stati rubati e Franz testimonia per poi fare a metà, ma questo non rassicura certo il posato Franz che rifiuta categoricamente.

Da un piccolo alterco ne scaturisce una colluttazione involontaria ed Ale ci rimane con un palmo di naso mentre, con il naso sanguinante ed in mezzo ai carabinieri, guarda Franz allontanarsi con il suo gruzzolo segreto.

La cosa sembrerebbe finita lì, non certo onesta, ma almeno conclusa. Invece, si sa, la vita a volte è molto strana ed i due si rincontrano nuovamente. Parte un buffo inseguimento dove Ale convince Franz ad aiutarlo a recuperare i soldi che quest'ultimo gli ha preso dopo la colluttazione visto che agli strozzini il ritardo nei pagamenti non piace affatto.

Comincia così una giornata all'insegna di piccoli raggiri, truffe e trucchetti vari per recuperare il denaro perduto e salvarsi le palle (letteralmente) per poi salutarsi per sempre.

Franz è comunque rimasto estremamente colpito dal savoir faire di Ale ed è convinto che loro due possano davvero combinare qualcosa di buono insieme unendo l'esperienza di uno e la genialità dell'altro. Incluso vendicarsi di Aleotti ed avere finalmente una vita degna di questo nome! Ce la faranno senza farsi scoprire dalle rispettive famiglie?

Detto questo direi proprio che è l'ora di parlare della colonna sonora firmata da Paolo Jannacci (figlio del compianto Enzo Jannacci) che ha curato le musiche ed i testi.

Ad esse si accompagnano altri brani degni di nota come la scanzonata “Day In, Day Out” dei Life, il pop raffinato di “Trust In Me” di Manuela Zanier, le atmosfere anni '60 di “Figlio unico” di Riccardo Del Turco, la tenera “La vita che ti piace” di Carolina Petrizzelli e la ritmata “Life is Like an Apple” di Roopert Roller e Lysy Trennet.

E voi? Vi fidereste di qualcuno che non avete mai visto prima, ma che intuite possa salvarvi veramente la vita in questo momento?

 

Vanni Versini – Onda Musicale

 

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