15 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 14 Aprile 2016 16:40

Nasce "Soundtracks", per raccontare il cinema attraverso la musica

Nasce "Soundtracks",  per raccontare il cinema attraverso la musica
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L'autore Stefano Leto


Parte oggi una nuova rubrica sul magazine Onda Musicale e sarà curata da Vanni Versini. In questa rubrica ci si occuperà, essenzialmente, della stretta correlazione che intercorre tra cinema e musica.

A cadenza settimanale, dunque, verrà scelto un film in cui la musica riveste un ruolo particolare. Dopo una breve descrizione della pellicola sarà la volta della descrizione della colonna sonora (soundtrack) per l’appunto. Naturalmente Onda Musicale non è un giornale di cinema, anche se al suo interno si fanno comunque delle recensioni, ma il cinema e la musica sono sempre andati "di pari passo".

Questo è particolarmente vero per le prime pellicole in bianco e nero del cinema muto. Gli spettatori, infatti, oltre alla pellicola ed ai popcorn potevano anche gustarsi l’esibizione di una piccola orchestrina la quale, con le sue note e melodie, descriveva i vari momenti del film. Un gioco in cui si rincorrevano, non solo sullo schermo, le percussioni, gli ottoni, gli archi ed i timpani.

Quest’uso di piccole orchestrine si è evolute fino all’impiego di grandi orchestre per i kolossal firmati Hollywood e non solo. Basti pensare all’immortale lavoro di John Williams con l’Orchestra Sinfonica di Londra per la saga di Guerre Stellari.

Proseguendo con l’evoluzione della cinematografia, così come degli strumenti, sempre più suoni si sono aggiunti. L’elettronica ha svolto un ruolo importantissimo come hanno testimoniato i lavori di Philip Glass (The Illusionist) e Vangelis (Blade Runner).

Tutto questo discorso per ribadire come, se sorretto da un adeguato sottofondo musicale, un film può elevare al massimo la sua espressività grazie anche ai diversi generi e stili musicali.

Provate a pensare a “Il Laureato”, la cui colonna è stata firmata dal duo folk Simon & Garfunkel, non vi viene forse in mente Mrs. Robinson?

Oppure, cambiando del tutto genere, pensate ad un thriller come “Profondo Rosso”. Se nella vostra testa cominciate a sentire il “tintinnio” della tastiera dei Goblin siete sulla buona strada.

E, se siete sulla buona strada, allora questa rubrica potrebbe anche piacervi. Ovviamente non mancheranno le citazioni ed i cameo di grandi artisti del rock che hanno voluto cimentarsi nella settima arte. 

 

Stefano Leto - Onda Musicale

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