12 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 27 Aprile 2016 14:47

Un amore improbabile sulle note di Cat Stevens

Un amore improbabile sulle note di Cat Stevens
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L'autore


Il film di questa settimana si caratterizza, oltre che per la bellissima storia, per l’impiego delle canzoni di un solo artista per la realizzazione del film.

Sto parlando di “Harold e Maude” di Hal Ashby, che compare in un cameo, del 1971 e la colonna sonora è stata firmata da Cat Stevens, oggi ribattezzatosi Yusuf Islam in seguito alla sua conversione all’islamismo.

Ma pensiamo prima alla trama, in breve.

Il diciottenne Harold, interpretato da Bud Cort, è un giovane ragazzo benestante che, oramai annoiato dalla vita, decide di tormentare la petulante madre simulando cruenti suicidi ed andando ai funerali di perfetti estranei in una specie di ossessione per la morte in tutti i suoi aspetti. Basti pensare che, al posto di una costosa automobile sportiva, ha preferito guidare un carro funebre giusto per far imbestialire la madre.

Ad ogni modo, in uno di questi funerali conosce la ultra settantenne Maude, interpretata da Ruth Gordon, che lo coinvolgerà in una sorta di folle viaggio alla ricerca della vita e della felicità, assopite dentro di lui.

Harold e Maude sono, “letteralmente”, degli antipodi umani. Mentre lui è giovane e pensa solo a morire, lei è più anziana e vuole solo vivere senza esitare a trascinare il titubante Harold nella sua visione e, soprattutto, nella sua vita.

La madre vuole che lui si sposi e, successivamente, che entri nell’esercito, ma grazie all’anziana amica riuscirà ad eludere anche questi desideri della pressante madre.

C’è anche un lieve cenno alla sofferenza da parte di Maude però. Oltre al suo desiderio di morire ad 80 anni, perché sono l’età ideale, vi è anche un tatuaggio sbiadito sul suo braccio.

Un codice alfanumerico tipico dei prigionieri nei campi nazisti, probabilmente è stato l’essere così vicina a morire che l’ha fatta diventare piena di gioia per la vita e la molteplicità delle esperienze che devono essere vissute. Viaggi da compiere, cibi da gustare, strumenti da suonare ed amori da scoprire.

Anche in questo caso amore e morte, eros e thanatos, vanno a braccetto dato che, verso la fine del film, (se non l’avete ancora visto saltate direttamente alla parte della colonna sonora), il loro rapporto giunge al culmine con una notte di passione che viene però presto sostituita dalla morte.

Maude ha infatti compiuti 80 anni e, dato che per lei quella è l’età giusta per morire, decide di farla finita ingoiando dei barbiturici. Dopo l’inutile corsa in ospedale, per una scena molto toccante, Harold decide di simulare l’ultimo suicidio facendo schiantare il carro funebre giù da una scogliera per poi allontanarsi suonando il banjo che lei gli ha donato.

Per quanto riguarda la colonna sonora questa è stata ripresa da tre album di Cat Stevens, “Mona Bone Jakon” del 1970, “Tea for the Tillerman” e “Teaser and the Firecat” del 1971, per composizioni folk abbastanza tranquille dominate da chitarra acustica, pianoforte e voce.

A queste si sono aggiunti gli inediti Don’t Be Shy, canzone d’apertura del film a mo’ di “messaggio” per Harold e lo spettatore, e If You Want to Sing Out, Sing Out.

Quest’ultima, in particolare, è cantata due volte nel film. Nella prima Harold e Maude si cimentano in una versione al pianoforte mentre, nella seconda, Harold si allontana strimpellandola sul banjo.

Tra le canzoni che si fanno ricordare di più, oltre a quelle già citate, brani indimenticabili come Wild World, I Think I See The Light, Trouble, Father and Son e Lady D’Arbanville giusto per dirne qualcuna. Da ricordare che il pezzo Tea for the Tillerman, usato nel film e tratto dall’album omonimo del 1970, è stato usato anche per lo sketch di apertura di una puntata dei celeberrimi "The Simpson's".

Inoltre, citazioni del film si possono ritrovare nella serie televisiva “Six Feet Under” e nel film “Charlie Bartlett”, film del 2007 diretto da Jon Poll, per fare qualche esempio dell’importanza del film.

Un film divertente, ma anche molto toccante, che farà ridere e commuovere allo stesso tempo per la sua dolcezza e per il suo messaggio. La pellicola, infatti, ci fa riflettere su come dobbiamo spendere il tempo che abbiamo su questa Terra, non sappiamo mai quanto sarà, vivere e fare quello che ci rende felici, anche se può sembrare stupido.

Chiudo direttamente qui citando una delle canzoni più famose della pellicola. “Well, if you want to sing out, sing out and if you want to be free, be free. ‘Cause there’s a million things to be, you now that there are. And if you want to live high, live high and if you want to live low, live low. ‘Cause there’s a million ways to go, you know that there are”.

 

Vanni Versini – Onda Musicale

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