12 Luglio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 02 Maggio 2018 11:19

Arsène Lupin, Gentleman Cambrioleur (1971-1974)

Arsène Lupin, Gentleman Cambrioleur (1971-1974)
Stampa
Condividi questo articolo Facebook Twitter Google Plus
L'autore Massimo Bonomo


A molte persone il nome di Maurice Leblanc, scrittore francese vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, probabilmente non evoca nulla.

Il suo nome, a livello mondiale, è legato al personaggio che creò nel 1905 e che fu protagonista di numerosi romanzi (ben diciassette) e di alcune pièces teatrali (cinque in tutto), editi sino al 1941, anno di morte.

Stiamo parlando di Arsène Lupin, ladro gentiluomo (il primo volume del 1907 lo identifica come cambrioleur, cioè scassinatore). Non è una contraddizione, dato che Lupin pratica il furto con grande destrezza e senza provocare vittime e spargimenti di sangue. Quasi fosse un novello Robin Hood, colpisce esclusivamente i più ricchi. Il bottino che ne ricava serve ad aiutare i bisognosi ma anche ad appagare il proprio piacere personale, dato che – da vero gentleman – vive in raffinate dimore ed è fine intenditore di quadri, opere d’arte, gioielli e denaro.

Il denaro non è volgare e gretta passione, dal momento che spesso gli serve per il gioco d’azzardo; i gioielli invece sono il regalo galante che egli fa alle numerose donne che seduce grazie al suo grande charme e alla sua eleganza. Altro tratto distintivo del personaggio è la sua inarrivabile bravura nel gabbarsi della polizia (in particolare il Commissario Guerchard) con accurati travestimenti che puntualmente gli consentono di farla franca (anche se in rari casi finisce in prigione, riuscendo prima o poi ad evadere, com’è prevedibile).

Tra le serie tv che rendono memorabili gli anni Settanta, certamente si ricorda la libera trasposizione televisiva dei romanzi e dei racconti di Leblanc, andata in onda in due stagioni (marzo-giugno 1971 e dicembre 1973-febbraio 1974) sul secondo canale dell’ORTF, l’equivalente transalpino della RAI.

Ventisei episodi (tredici per stagione) di 60 minuti l’uno, prodotti da ben otto paesi (tra cui l’Italia), che conobbero immediatamente uno grandioso successo, e che resero enormemente familiare la figura di quello straordinario attore che è stato Georges Descrières (scomparso nel 2013), la cui carriera cinematografica mosse i primi passi nel 1954 e che lo vide calcare spesse volte anche il palcoscenico (la sua formazione teatrale lo vide diplomarsi al Conservatorio di Bordeaux e al Conservatoire National Supérieur d'Art Dramatique di Parigi).

Senza ombra di dubbio, l’immaginarsi le fattezze di Lupin fa pensare immediatamente a Descrières (la maggior parte delle persone, soprattutto i giovani, penseranno invece al celeberrimo cartone giapponese di fine anni Sessanta, con protagonista il nipote del celebre personaggio francese).

Tocco di eleganza del racconto televisivo delle imprese di Lupin fu dato dalla grande fedeltà al costume ed alla società degli anni Venti e Trenta (del resto erano gli anni in cui furono pubblicati i romanzi del personaggio): i protagonisti nonché i personaggi secondari vestono alla moda e viaggiano con automobili decappottabili che per noi sono vetture vintage.

Quanto all’ambientazione delle imprese e delle avventure del ladro gentiluomo, le riprese si svolsero principalmente in Francia, ma anche in Belgio e nei Paesi Bassi.

La popolarità della serie fu data anche dalla musica composta per l’occasione: Jean-Pierre Bourtayre scrisse due pezzi, il primo strumentale – era la sigla di apertura di ciascun episodio – il secondo un valzer interpretato da un cantante francese di grande successo, Jacques Dutronc.

 

Guarda la sigla iniziale (“Gentleman Cambrioleur”): LINK

Guarda la sigla finale (“L’Arsene”): LINK

 

Massimo Bonomo - Onda Musicale

 

 

PAGINA FACEBOOK DI ONDA MUSICALE

 
 
Leggi altri articoli della rubrica "Cultura ed Eventi"