2 Giugno 2020
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Martedì, 11 Settembre 2018 11:31

La vita e le gesta di Giorgio Castriota Scanderbeg : omaggio a un eroe di caratura europea

La vita e le gesta di Giorgio Castriota Scanderbeg : omaggio a un eroe di caratura europea
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L'autore Redazione


L’Associazione culturale “Teuta” con l'Associazione culturale artistica "Reka e Eperme", composta da cittadini arrivati in Trentino dallo Stato di Macedonia ed in particolare dalla Valle di Reka Eperme (Ilirida) da fine anni 80, renderanno omaggio all’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg nel 550° anniversario della morte.

E lo faranno con una commemorazione che si terrà venerdì 14 settembre 2018 alle ore 17.30 nel Palazzo Trentini (a Trento in via Manci) sede del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento.

Interverranno il Presidente del Consigio della Provincia Autonoma di Trento, l’Ambasciatrice d’Albania in Italia Signora Anila Bitri, il Console Generale di Macedonia a Venezia Signor Muhamed Rakipi e la Signora Fatmire Mulhaxha-Kollçaku, Deputata nel Parlamento del Kosovo, mentre la figura storica di Scanderbeg sarà tratteggiata da Loris Castriota, storico ed esperto di araldica discendente dell’eroe.

Verrà esposta nella Sala dell’Aurora di Palazzo Trentini una rara collezione di libri antichi su Scanderbeg, custodita a Londra dalla proprietaria Signora Patricia Nugee, che sarà presente alla cerimonia e introdurrà alla visita della mostra. La conclusione della commemorazione verrà fatta dal Presidente della Associazione Reka Eperme, signor Bardhul Durmishi.

La commemorazione di Giorgio Castriota Scanderbeg, l’eroe nazionale albanese che tenne in scacco l’impero ottomano per oltre vent’anni rallentandone l’espansione verso Occidente (e vanificando il sogno del sultano Maometto II di conquistare Roma dopo aver preso e saccheggiato Costantinopoli nel 1453),  propone parecchi spunti di riflessione alla realtà europea attuale.

La vita e le gesta di Scanderbeg ci portano a ripercorrere le vicende dello scontro fra Islam e Cristianità scatenatosi all’inizio del secondo millennio con le crociate. Un conflitto che ha avuto in Scanderbeg un campione di indiscussa valentìa, che sconfisse in oltre 20 battaglie i turchi difendendo la libertà e la fierezza del suo popolo.

E’ attribuibile a lui il merito di aver salvato la cristianità e l’Europa dalla conquista ottomana, un merito condiviso dagli altri due grandi protagonisti dello scontro, don Giovanni d’Austria che comandò la flotta cristiana a Lepanto (1561) e Giovanni Sobieski re di Polonia che spezzò l’assedio ottomano a Vienna nel 1683.

Scanderbeg è un personaggio complesso, che fu al tempo stesso eroe, guerriero, comandante militare, politico, mediatore. Certamente la sua fu una lotta per l’indipendenza del suo popolo, ma non fu solo questo. Fu una guerra per la difesa delle radici antiche che il popolo albanese tuttora rivendica, ma fu anche la lotta di un mondo contro un altro, fu lo scontro tra due culture, due civiltà, due religioni. La sua visione anticipa il pensiero occidentale di un’identità culturale europea di cui il Cristianesimo è uno degli aspetti fondamentali, e la sua vita fu improntata alla fede in un’azione comune dei popoli europei in difesa della loro identità culturale, di cui appunto il Cristianesimo è l’anima e la bandiera.

In questo senso il messaggio di Scanderbeg può rivelarsi importante per il dibattito attuale, perchè esalta il gioco delle relazioni tra identità, di cui i Balcani rappresentano un esempio sia di tolleranza e convivenza che di conflitto e scontro, portando spesso a coesistere i due estremi. E come sappiamo, il conflitto è ben vivo ancor oggi, se è vero che l’Isis è lungi dall’essere annientato e i musulmani radicali votati al terrorismo sognano ancora la guerra santa e il martirio, provocando di conseguenza l’affermarsi del populismo sovranista e delle chiusure nazionaliste che tanto successo stanno riscuotendo in Europa.

La pacifica convivenza sul territorio provinciale trentino di quasi 6.000 immigrati albanesi che vi risiedono, lavorano, crescono i loro figli in armonia con la gente trentina e con le istituzioni può davvero costituire un esempio di via percorribile per la crescita e lo sviluppo della società.

Il programma completo è visionabile a questo LINK.

 

 

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