2 Giugno 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 27 Novembre 2018 09:42

"Una mano mozzata a Spokane" al teatro di Pergine

"Una mano mozzata a Spokane" al teatro di Pergine
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L'autore Redazione


La nuova produzione ariaTeatro – Una mano mozzata a Spokane, arriverà al Teatro di Pergine venerdì 30 novembre all’interno per la rassegna under30 Stage&chips e replicherà al Teatro di Meano sabato 1 dicembre 2018 per un weekend all’insegna della dark comedy.

Il testo di Martin McDonagh "A Behanding in Spokane", viene tradotto e messo in scena per la prima volta in Italia dal regista Carlo Sciaccaluga e debutterà in Trentino prima al Teatro comunale di Pergine venerdì 30 novembre 2018 alle ore 20 (evento riservato per i giovani under30) per poi accogliere tutto il suo pubblico al Teatro di Meano sabato 1 dicembre 2018 alle ore 20.45

La travolgente commedia scritta dall’autore e regista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, non ha certo lasciato indifferenti pubblico e critica al suo debutto a Broadway nel 2010. La commedia è esilarante a dir poco, e le premesse aiutano: in una camera d'albergo Carmichael, un sicario di mezz'età a cui manca la mano sinistra, lascia un messaggio sulla segreteria telefonica della madre per rassicurarla della propria salute.

Da questo momento in poi inizia una vicenda claustrofobica (l'azione si svolge nella stessa stanza dall'inizio alla fine), violenta, una dark comedy in pieno stile McDonagh

Il misterioso uomo è alla ricerca della propria mano sinistra da 27 anni. Due giovani innamorati, un ragazzo di colore e una bionda, spacciatori da quattro soldi, tentano di vendergli una mano sottratta al museo di storia naturale, provocando la furia di Carmichael, sotto lo sguardo di uno stralunato e inquietante concierge, ex galeotto, i cui interventi rischiano di far precipitare la vicenda.

Le occasioni comiche sono innumerevoli e McDonagh non se ne lascia sfuggire neanche una. La commedia a tratti è cupissima; violenza e morte, razzismo e ignoranza dominano la scena per lunghi tratti, ma è raro non ridere per più di un paio di minuti di fila. 

Con ogni evidenza, lo scrittore britannico evoca nel suo lavoro un'immagine tipica della scienza psichiatrica: chi ha subito un'amputazione nel corso del processo di formazione della propria identità, e non sa accettarla, riverserà il proprio odio verso il mondo nel tentativo di riattaccare al proprio corpo l'arto perduto.

Ma è una lotta impossibile, come dimostra il momento in cui la valigia di Carmichael si apre fortunosamente rivelando il proprio contenuto, decine e decine di vere mani raccolte nel corso di anni di ricerche. 

McDonagh, e questa è una delle sue grandezze di scrittore e di cineasta, basti guardare ai piccoli capolavori che sono In Bruges o Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, come ha dimostrato ad esempio a meraviglia in The Pillowman, non spiega le sue metafore.

Sta al pubblico, attraverso le suggestioni che l'autore regala nella forma dell'azione che si dipana sotto gli occhi di tutti, arrivare eventualmente alle possibili conclusioni. 

Il teatro di McDonagh è teatro, azione, relazione, incidente, che sia comico o drammatico, non è mai una conferenza sull'uomo. E così, ridendo, sulla via verso casa, dopo aver assistito allo spettacolo, sentiamo con sorpresa che, senza volerci istruire, il genio anglo-irlandese di McDonagh ci ha insinuato qualcosa nello stomaco.

La regia è affidata a Carlo Sciaccaluga, che nonostante la giovane età ha già all’attivo collaborazioni ed esperienze internazionali. Gli spettacoli da lui diretti sono stati presentati in tutta Italia (tra questi Versiliana Festival, Teatro Stabile di Genova, Teatro Carcano di Milano, Teatro Franco Parenti) e anche all’estero, dove ha diretto, al Teatro Nazionale di Tirana.

La compagnia è formata sempre da un cast di giovani attori, (Andreapietro Anselmi, Denis Fontanari, Alice Arcuri e Maurizio Bousso) dai curricula molto eterogenei, che spaziano dal teatro al cinema e li vedono in scena sui più importanti palchi italiani.

Link al video promo

(cm)

 

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