2 Giugno 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 13 Dicembre 2018 14:06

"Utoya": in scena al Teatro comunale di Pergine giovedì 20 dicembre

"Utoya": in scena al Teatro comunale di Pergine giovedì 20 dicembre
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L'autore Redazione


Giovedì 20 dicembre 2018 è tempo di temi scottanti anche sulla scena del Teatro comunale di Pergine con lo spettacolo Utoya, una delle forme più vitali del teatro contemporaneo.

Il Teatro comunale di Pergine in questi anni ha cercato di portare in scena spettacoli che facciano riflettere ed emozionare e possano essere spunto di dibattito. Lo è sicuramente Utoya, uno spettacolo di teatro civile che non lascerà indifferente il pubblico e che verrà proposto il 20 dicembre 2018 alle ore 20.45.

Utoya prende spunto dal libro di Luca Mariani Il silenzio sugli innocenti. Le stragi di Oslo e Utøya. Verità, bugie e omissioni su un massacro di socialisti, edito da Ediesse e vincitore per la saggistica del Premio Matteotti 2014 e grazie alla regia di Serena Sinigagliaci racconta una vicenda realmente accaduta, che ci parla di paura e di violazione dei diritti umani.

Il testo dello spettacolo, scritto da Edoardo Erba, narra la strage di Utoya: l'attacco terroristico di Anders Behring Breivik toglie la vita a 69 giovani riuniti sull'isola di Utoya per un seminario politico estivo del Partito Laburista Norvegese. L'atto suscita sconcerto per la fredda lucidità dell'autore, per le dichiarazioni sconvolgenti rilasciate in seguito al processo e per il tasso sanguinoso di violenza, mai così alto in Norvegia dalla seconda guerra mondiale.

Lo spettacolo prende vita attraverso sei personaggi, suddivisi in tre coppie: una coppia di genitori, due poliziotti, due fratelli contadini, tutti interpretati da Arianna Scommegna e Mattia Fabris.

«Sono personaggi inventatidice la registama che potrebbero esistere realmente. Ognuna delle coppie declina un tema che ci riguarda: il tema dell’obbedienza, per i poliziotti; il tema della fede politica, per i genitori; il tema dell’indifferenza, per i contadini».

Lo spettacolo non viene raccontato dal punto di vista del carnefice o delle povere vittime; viene interpretato invece il comportamento di chi non ha vissuto in prima persona l'avvenimento, dei familiari e cittadini che l'unica cosa che possono fare è commentare una tragedia senza giustificazioni, un atto umano spietato e pianificato a mente lucida, una crudeltà che fa solo paura e terrore. La tragedia del 22 luglio ci viene quindi presentata e raccontata attraverso il filtro della personalità dei personaggi e attraverso i loro rapporti.

«Scrivere un testo su quanto è avvenuto a Utoya è un'impresa impegnativa. Dopo il 1989 il mondo è diventato più complicato da interpretare, e dopo il 2001 capire un evento è come entrare in un labirinto [...] Con Arianna, Mattia, Serena e Luca, compagni in questa avventura, abbiamo scelto di tornare là, in Norvegia, quel terribile 22 luglio del 2011 a osservare tre coppie coinvolte in modo diverso in quello che stava accadendo. Attraverso di loro ho spalancato una finestra di riflessione, che se non ci dà tutto il filo per uscire da quel labirinto, per lo meno a sprazzi, ne illumina alcune zone oscure con la luce della poesia» (Edoardo Erba)

 

SERENA SINIGAGLIA

 

Direttrice artistica Teatro Ringhiera ATIR Serena Sinigaglia (1973) si diploma al corso di regia teatrale presso la Civica Scuola D’Arte Drammatica Paolo e nel 1996 è fondatrice e direttore artistico della Compagnia ATIR. ll suo percorso registico da sempre si è articolato attraverso diversi filoni.

Quello dei classici, tra cui si ricordano lo spettacolo d’esordio “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, “Lear ovvero tutto su mio padre” tratto da Re Lear di W. Shakespeare, traduzione di Laura Curino, “Le Troiane” da Euripide, traduzione di Laura Curino, “Donne in parlamento” da Aristofane, traduzione di Laura Curino, “Nozze di Sangue” di F.Garcia Lorca,traduzione di Marcello Fois.

Accanto ai grandi autori del passato Serena Sinigaglia ha sempre portato avanti anche il repertorio contemporaneo. I principali passaggi di questo percorso sono stati “1943 – Come un cammello in una grondaia”, libero montaggio di brani, danze, musiche, lettere, canti e parole ispirato e guidato da “Lettere dei condannati a morte della resistenza europea”, “Natura morta in un fosso” di Fausto Paravidino, “L’età dell’oro” di e con Laura Curino, “Il grigio” di Gaber, Luporini, “1968” di Serena Sinigaglia e Paola Ponti, “1989: crolli”, “La cimice” di V. Majakovskij, con Paolo Rossi, “La bellezza e l’inferno” di e con Roberto Saviano, “Ribellioni Possibili” di Luis Garcia Arays e Javier Garcia Yague, “Alla mia età mi nascondo ancora per fumare” di Rayhana, “32”.16 – trentadue secondi e sedici” di Michele Santeramo.

Gli spettacoli sono stati prodotti sia dalla Compagnia ATIR sia da molti dei principali teatri italiani fra cui il Piccolo Teatro di Milano.

Dal 2001 Sinigaglia si misura molte volte anche con l’opera lirica, come accaduto a luglio 2012 con “Carmen” di Bizet al Macerata Opera Festival. Nel maggio del 2008 pubblica per la casa editrice RIZZOLI il suo primo romanzo “E tutto fu diverso”.

Tra i premi si ricordano: Premio nazionale di regia al femminile Donnediscena (2005), Premio Franco Enriquez (2006), Premio Hystrio alla compagnia ATIR (2006) e quello al Teatro Ringhiera (2012), Premio Milanodonna 2007 del Comune di Milano, Medaglia d’oro 2007 conferita dalla provincia di Milano per l’attività promossa dall’ATIR, Premio Rhegium Julii 2008 per la miglior opera prima col romanzo “E tutto fu diverso”, Premio Milano per il Teatro 2009 per il miglior spettacolo con “L’Aggancio”, Premio UNU 2009 per “La bellezza e l’inferno”, Premio Hystrio 2012 al Teatro Ringhiera, Ambrogino d’oro 2012 al Teatro Ringhiera, Premio ANCT 2014 alla carriera, Premio Hystrio 2015 alla regia.

 

A fine spettacolo seguirà un dibattitoin cui interverranno Luca Mariani, autore del libro 'Il silenzio sugli innocenti' e consulente dello spettacolo e gli attori Arianna Scommegna e Mattia Fabris.

 

Utoya – Teatro comunale di Pergine, giovedì 20 dicembre 2018 ore 20.45

Testo di Edoardo Erba

con la consulenza di Luca Mariani

regia di Serena Sinigaglia

scene Maria Spazzi

luci Roberto Innocenti

con Arianna Scommegna e Mattia Fabris

coproduzione ATIR Teatro Ringhiera – Teatro Metastasio di Prato

 

(vv)

 

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