11 Agosto 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 18 Febbraio 2020 10:26

Tornano gli aperitivi d’arte al Castello del Buonconsiglio

Tornano gli aperitivi d’arte al Castello del Buonconsiglio
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L'autore Redazione


La rassegna prende spunto da due iniziative espositive invernale ed estiva: la prima, Il ritorno delle principesse, è incentrata sul ritratto delle figlie di Ferdinando I d’Austria, un quadro rientrato al castello dopo lungo restauro; la seconda è la prima retrospettiva dedicata all’opera di Fede Galizia, valente e misteriosa pittrice di epoca barocca.

Si inizierà domenica 23 febbraio alle 10.45 con lo storico dell’arte Claudio Strocchi, che parlerà de La Virtù è donna. Cinge la stanza un virtuoso Choro, Di sette donne honorate, e preclare. Negli ornati del soffitto della rinascimentale Camera del Camin Nero, dove raffinati stucchi incorniciano le pitture di Dosso Dossi, Virtù e Arti liberali assumono sembianze femminili, secondo una tradizione che affonda le sue radici nella cultura antica.  

Domenica 1° marzo la direttrice Laura Dal Prà parlerà dei Pegni d’amore e riti di corteggiamento. Protagonista di liriche amorose e avventurosi poemi cavallereschi, desiderata e idealizzata, nella cultura cortese, la donna è al centro di rituali di corteggiamento, ma anche di radicate tradizioni popolari.

Domenica 8 marzo 2020 Lia Camerlengo e Francesca Raffaelli racconteranno la storia delle Principesse Elisabetta, Anna, Maria, Maddalena, Caterina: le piccole, figlie di Ferdinando I d’Austria, sono ritratte, avvolte in abiti elegantissimi, mentre giocano ignare del loro prossimo destino, inesorabilmente vincolato alle strategie politiche della famiglia asburgica. Storie di principesse e storie di un dipinto rientrato ‘a casa’ dopo un lungo restauro. 

Ultimo appuntamento è quello di domenica 15 marzo con Annamaria Azzolini che parlerà delle Gioie barbare. Vesti impreziosite da filati d’oro, raffinati gioielli e accessori, in cui si mescolano contaminazioni della cultura tardoromana e bizantina con peculiarità della tradizione germanica, costituiscono il ricco corredo funerario di una donna dell’aristocrazia guerriera longobarda, principessa d’altri tempi.

 

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