13 Luglio 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 17 Giugno 2020 08:46

Tesori nascosti in Trentino: alla scoperta del monte di San Martino

Tesori nascosti in Trentino: alla scoperta del monte di San Martino
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L'autore Redazione


Nuova ristampa per la guida breve alla fortezza ritrovata nel Lomaso in edizione rivista e ampliata.

Il sito archeologico di monte San Martino nel Lomaso costituisce una delle più vaste e imponenti testimonianze fortificate antiche delle Alpi. Posto su uno sperone di roccia tra l’Altogarda e le Giudicarie, e sepolto dalla vegetazione fino ad una decina di anni fa, ha restituito i resti di un insediamento ampio più di 15.000 mq, predisposto al tramonto dell’impero romano per fermare le incursioni dei “barbari”. I visitatori che raggiungono il monte hanno ora un nuovo e aggiornato strumento per orientarsi sul sito e comprendere meglio le vicende di questo baluardo della storia a lungo dimenticato. È ora infatti disponibile una breve guida curata da Enrico Cavada, l’archeologo che ha condotto le ricerche e le campagne di scavo.

Realizzata in tre versioni, italiano, tedesco e inglese, racconta le vicende dell’antica fortezza con approfondimenti sul contesto storico che ne ha determinato la costruzione, informazioni sull’organizzazione interna dell’abitato e sulla vita quotidiana degli occupanti, l’economia ed i loro consumi. Una pianta con i percorsi interni e i punti di interesse maggiori con le relative descrizioni facilita la visita e la comprensione dei resti murari e delle parti ancora conservate. La guida è reperibile presso i musei della Soprintendenza (Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, Museo delle Palafitte di Fiavé e Museo Retico) e presso gli uffici dell’ApT Terme di Comano Dolomiti di Brenta. La versione digitale si trova online sul portale www.cultura.trentino.it.

A riportare alla luce e a documentare il sito archeologico è stato un progetto internazionale di ricerca iniziato nel 2005 e proseguito fino nel 2015, condotto dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali con il sostegno del Comune di Comano Terme e la partecipazione dalla Accademia bavarese delle Scienze con l’area di ricerca “Archeologia comparata dei territori romani tra Alpi e Danubio”.

Costruita da abili maestranze romane secondo precise indicazioni strategico-militari, la fortezza è servita come presidio a molti che si sono succeduti: Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi. Dopo la vittoria di Carlo Magno sui Longobardi e sotto l’egida del potente monastero di San Martino di Tours, è stata fedele sentinella nel mantenere nelle mani del re e del nuovo impero la rete delle strade, tra Europa ed Italia. Dopo secoli di oblio, con notevole impegno e dedizione gli archeologi ne hanno riportato alla luce i tratti più significativi, straordinariamente conservati nei suoi resti fra cui domina, per primo, l’oratorio dedicato a san Martino, fulcro di continuità verso il presente delle sue antiche vicende, mutati i riferimenti generazione dopo generazione.

Salire a questo luogo è ritrovare ciò che la natura ha solo apparentemente cancellato, è camminare attraverso faggete secolari come un tempo i viaggiatori, è scoprire rovine di un’età di cui la leggenda è stata per lungo tempo l’unica voce, è uscire per qualche ora dal nostro mondo i cui segni non hanno più il tempo per diventare rovine. Dalla sommità del monte (980 m slm), che ha alle spalle il valico di San Giovanni, lo sguardo spazia ininterrotto rendendo questo luogo un formidabile punto d'osservazione, oltre che punto di controllo strategico. Lo è, in particolare, sui percorsi della viabilità antica, usati fino ad epoca moderna da chi, attraverso le Alpi centrali, da nord voleva raggiungere la regione gardesana e la Pianura Padana o, viceversa, da questa risaliva verso i principali passi di valico.

Il monte di San Martino è raggiungibile a piedi dal paese Lundo seguendo il segnavia SAT 425 in circa un’ora di agevole cammino su strada forestale e sentieri nel bosco oppure in circa 40 minuti da Arco - San Giovanni al Monte seguendo sempre il segnavia SAT 425 in direzione Marcarie - malga di Vigo.
L'accesso al sito deve avvenire nel rispetto delle prescrizioni previste per limitare il contagio, evitando assembramenti e rispettando le distanze.

Informazioni
Provincia autonoma di Trento
Soprintendenza per i beni culturali
Ufficio beni archeologici
Via Mantova, 67 - 38122 Trento
tel. 0461 492161
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia

 

(gt)

 

 

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